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Parlamento | 26 Mag 2010
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Siddi e Natale: "Del tutto insufficienti le modifiche al ddl Alfano: la cronaca sulle notizie non può mai diventare un reato e quindi oggetto di sanzioni. Conoscere i fatti è un diritto vitale irrinunciabile per una corretta democrazia"

Il Segretario Generale e il Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi e Roberto Natale, appresa la notizia della calendarizzazione al Senato del disegno di legge sulle intercettazioni, hanno rilasciato la seguente dichiarazione, durante i lavori del congresso mondiale dei giornalisti, che si sta svolgendo a Cadice in Spagna e che ha manifestato viva preoccupazione sulle notizie provenienti dall’Italia

Il Segretario Generale e il Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi e Roberto Natale, appresa la notizia della calendarizzazione al Senato del disegno di legge sulle intercettazioni, hanno rilasciato la seguente dichiarazione, durante i lavori del congresso mondiale dei giornalisti, che si sta svolgendo a Cadice in Spagna e che ha manifestato viva preoccupazione sulle notizie provenienti dall’Italia

“Allo stato dell’arte per il diritto di cronaca il ddl sulle intercettazioni rimane un macigno. Le ipotizzate novità, almeno per ora, sono clandestine. I preannunci di ammorbidimento di sanzioni segnano sì una riflessione in più da parte di chi sta proponendo un disegno di legge incoerente con le esigenze di bilanciare diversi diritti (giustizia, informazione e privacy) ma, per quanto si può dedurre dalle indiscrezioni che circolano, non modificano un elemento di sostanza che, invece, deve essere rimoss la cronaca sulle notizienon può mai diventare un reato e quindi oggetto di sanzioni, per editori e giornalisti, come le multe e il carcere.All’aula del Senato, che – come ci ha detto il Presidente Schifani – avrà il modo e il tempo di ricercare l’equilibrio tra diritti fondamentali chiediamo una riflessione nuova e l’opportunità che tutte le parti in causa, quindi anche giornalisti ed editori, possano valutare eventuali nuove proposte, qualunque sia il loro segno. Certamente non possiamo non ribadire quattro nostri punti fermi fondamentali: gli atti non più segreti non possono essere interdetti alla pubblicazione; una udienza filtro può e deve sgombrare il campo da ogni pregiudizio e stabilire quali siano gli atti di indagine che hanno rilevanza e, quindi,vengono depositati e resi disponibili anche per la conoscenza pubblica mettendo da parte gli altri documenti che riguardino persone o situazioni estranee; il Giurì per la lealtà dell’informazione che entro tre giorni si pronunci sui ricorsi per i casi di eventuale violazione della riservatezza delle persone da parte dell’informazione; tempi certi, non illimitati,della durata del segreto giudiziario. Occorre sempre ricordare che il diritto fondamentale dei cittadini a conoscere e sapere i fatti di rilevante interesse pubblico è un diritto vitale irrinunciabile da cui dipende il corretto funzionamento del circuito democratico”.  

Firmate sul Blog “No all’informazione al guinzaglio” il documento contro il ddl sulle intercettazioni

“L’elenco dei direttori responsabili dei quotidiani, delle tv, dei periodici, che hanno sottoscritto il documento contro il disegno di legge bavaglio continua ad aumentare giorno dopo giorno. Sono moltissime, infatti, le adesioni che stanno arrivando alla Fnsi e alla redazione del sito del sindacato dei giornalisti da parte dei direttori che non erano presenti al dibattito tenutosi lunedì 24 maggio in Fnsi, da singoli redattori, da cdr, da associazioni, sindacati e da cittadini. Una lista lunghissima, un fronte unitario che non ha precedenti nella storia recente del giornalismo italiano.
Per questo straordinario successo di partecipazione il documento della Fnsi e dei direttori dei giornali, contro i divieti al diritto di cronaca alla mutilazione del diritto dei cittadini all’informazione, è stato inserito in un blog del sito della Fnsi a cui si può accedere per inviare la propria adesione”.


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