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Vertenze | 20 Mar 2017
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Testate ex D.Print, gli stipendi arretrati non arrivano: primo giorno di sciopero per i dipendenti

Al via il primo dei 5 giorni di sciopero affidati alle rappresentanze sindacali. Giornalisti e poligrafici preoccupati per la «solidità economica di Italicae Books» e per una situazione lavorativa insostenibile: «Dopo 2 mesi e mezzo ancora in una sede provvisoria e con mezzi inadeguati», lamenta la redazione.
Testate ex D.Print acquistate dalla cooperativa Italicae Books

«Nonostante le promesse e rassicurazioni fatte durante la riunione sindacale di giovedì 16 marzo 2017 nella sede nazionale della Fnsi a Roma, nella quale Italicae Books Soc. Coop. a.r.l. garantiva il pagamento dello stipendio di febbraio con valuta 17 marzo 2017, lunedì 20 marzo 2017 sono stati bonificati soltanto alcuni acconti di 1.000 euro, con valuta lunedì 20 marzo 2017».

È quanto lamentano, in una nota, il fiduciario dei giornalisti e la rappresentante sindacale dei grafici editoriali delle pubblicazioni ex D.Print, da poco passate al nuovo editore che ha acquistato Donna al Top, Stop, Miracoli, Confessioni Donna, Confessioni Donna Ora.

Già nel primo mese della sua gestione, il nuovo editore aveva pagato in ritardo lo stipendio di gennaio. «Alla luce di questi fatti, che non garantiscono la capacità di Italicae Books  Soc. Coop.  a.r.l. di assicurare continuità di lavoro e di regolare pagamento degli stipendi ai 14 dipendenti (ex D.Print), dichiariamo lunedì 20 marzo 2017 un giorno di sciopero (di un pacchetto di 5 che la redazione ha affidato al fiduciario dei giornalisti e alla rappresentante sindacale dei grafici editoriali)», proseguono i rappresentanti dei lavoratori.

Il fiduciario dei giornalisti e la rappresentante sindacale dei grafici editoriali, conclude la nota «manifestano la loro preoccupazione sulla solidità economica di Italicae Books Soc. Coop. a.r.l., che non ha mai presentato un credibile piano industriale che giustifichi la richiesta, fatta ai sindacati, di una ristrutturazione. E per una situazione lavorativa diventata insostenibile: dopo 2 mesi e mezzo la redazione lavora ancora in una sede provvisoria e con mezzi inadeguati».

@fnsisocial
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