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Usigrai | 10 Lug 2018
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'Tg2 esangue', l'Usigrai contro Freccero: «Attacco inaccettabile. Dov'era mentre si erodeva l'informazione Rai?»

Il consigliere uscente, ospite al Festival di Spoleto, critica il telegiornale, da sostituire – a suo dire – con un approfondimento da affidare a Paolo Mieli. «Appalti e produzioni esterne hanno ridotto gli spazi informativi, riducendo il pluralismo e il diritto dei cittadini ad essere informati», replicano i giornalisti.
Carlo Freccero (Foto: rai.it)

«Un'erosione lenta, costante, continua. Questa è stata l'operazione silenziosa che ha portato ad una progressiva riduzione degli spazi informativi nelle Reti Rai, specialmente di quelli curati con competenza e preparazione dalle Testate Giornalistiche. A tutto beneficio di appalti, produzioni esterne, società di produzione ed agenti». È quanto scrive, in una nota, l'esecutivo dell'Usigrai.

«Ridurre l'informazione – proseguono i rappresentanti dei giornalisti Rai – significa ridurre il pluralismo dell'informazione e il diritto dei cittadini ad essere informati, significa contravvenire alla missione specifica del Servizio Pubblico che non può e non deve per l'ennesima volta essere sostituita da programmi preconfezionati all'esterno dell'azienda».

Il riferimento è all'attacco sferrato dal consigliere uscente, Carlo Freccero, al Festival di Spoleto dove ha parlato di un 'Tg2 esangue', da sostituire con un approfondimento da affidare a Paolo Mieli.

Un attacco che l'Usigrai reputa inaccettabile. «Nulla da dire sull'ottimo lavoro da sempre svolto da Paolo Mieli, qui il discorso è un altro. Il Tg2 è per storia e vocazione la testata d'approfondimento che, nonostante le numerose battaglie per evitarlo, ha visto negli ultimi anni tagli ed erosione dei propri spazi informativi nonché proprio delle Rubriche più seguite ed identificative della testata, quelle di approfondimento, collocate in orari per insonni e nottambuli», incalzano i giornalisti Rai.

«Dov'era il consigliere Freccero, tra i dirigenti alla guida dell'azienda di questi anni, quando tutto questo accadeva, anche con il suo assenso, ai danni del Tg2 e dell'informazione rivolta ai cittadini?», chiede l'esecutivo Usigrai. «Perché – conclude la nota – parlarne ora con il Cda in imminente scadenza in tempi che hanno il sapore dello scaricabarile, delle ricollocazioni o, peggio, della preparazione del terreno a nuove occupazioni?»

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