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Lavoro autonomo | 04 Lug 2018
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Vertenza Libertà e Gazzetta di Parma, i collaboratori chiedono di riaprire il confronto sindacale

Per i giornalisti non-dipendenti delle due testate le 'rimodulazioni dei compensi' imposte in seguito alle recenti modifiche all'impaginazione sono «penalizzanti, non concordate, unilaterali e illegittime» e per questo vanno ritirate. Assostampa e Ordine regionali al fianco dei colleghi.
Uno dei cartelli del presidio #VoceAiGiornalistiPrecari a Parma

I lavoratori giornalisti non-dipendenti di Editoriale Libertà e Gazzetta di Parma srl, riuniti in assemblea a Parma il 3 luglio 2018 alla presenza della presidente Aser Serena Bersani e del componente della segreteria Fnsi e presidente Clan-Fnsi Mattia Motta chiedono la riapertura urgente del tavolo di confronto sindacale per affrontare e risolvere le criticità dei giornalisti parasubordinati e autonomi delle due testate emiliane.

«Le modifiche dell'impaginazione che hanno interessato i due quotidiani – spiega una nota dell'Assostampa – hanno portato ad una riduzione dello spazio informativo, sia per quel che concerne la lunghezza dei testi sia per il numero delle foto pubblicate. Da qui, sono state imposte ai collaboratori delle 'rimodulazioni dei compensi' penalizzanti, non concordate e unilaterali che riteniamo illegittime e che chiediamo vengano ritirate».

La rimodulazione e l'aumento di compensi sotto la soglia minima contrattuale e non conformi ad una benché minima soglia di 'dignità professionale'; la corresponsione dei rimborsi spese per i servizi concordati; percorsi certi di confronto tra giornalisti non-dipendenti ed aziende e la definizione di compensi certi per le collaborazioni con i diversi media dei Gruppi editoriali sono alcuni punti-chiave che i collaboratori chiedono che vengano affrontati e risolti una volta per tutte.

«Chiediamo ai colleghi eletti nei Cdr di attivarsi, unitamente ad Aser e Fnsi, per la riapertura del tavolo di confronto sindacale con l'individuazione di una data entro e non oltre venerdì 13 luglio. Chiediamo inoltre ai Cdr – proseguono il documento approvato all'unanimità dai giornalisti non-dipendenti delle due testate – di esercitare le prerogative previste dall'articolo 34 del CNLG con la pubblicazione di un comunicato sindacale che metta l'editore di fronte alle proprie responsabilità».

L'Assemblea si riserva, inoltre, l'apertura formale di uno stato di agitazione e la richiesta di mediazione delle Prefetture di Parma e Piacenza qualora non arrivino risposte entro il 13 luglio. Infine, l'Assemblea dei giornalisti precari di Parma e Piacenza «ringrazia sentitamente i colleghi, le istituzioni, i sindacati e tutte le donne e gli uomini che il 19 giugno scorso hanno solidarizzato in occasione della giornata di mobilitazione #VoceAiGiornalistiPrecari».

L'Ordine regionale dei giornalisti al fianco dei colleghi
Di seguito la dichiarazione congiunta del presidente Giovanni Rossi e del consigliere Michelangelo Bucci, delegato per il lavoro autonomo e la precarietà dell'Ordine dei giornalisti dell'Emilia Romagna.
In relazione alla vicenda che vede i collaboratori dei quotidiani Libertà (di Piacenza) e Gazzetta di Parma rivendicare un confronto con le rispettive aziende per discutere i trattamenti economici fortemente ridimensionati negli ultimi tempi e nettamente inferiori a quelli che prevede l’accordo sul lavoro autonomo allegato al contratto giornalistico, il presidente del Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna, Giovanni Rossi, e il consigliere Michelangelo Bucci, delegato a seguire le questioni relative al lavoro autonomo e al precariato, hanno dichiarato:
«La indisponibilità delle aziende editrici dei quotidiani Libertà e Gazzetta di Parma a discutere dei trattamenti economici iniqui dei numerosi giornalisti non dipendenti che collaborano alla realizzazione dei due giornali è offensiva della dignità professionale dei colleghi. Non è comprensibile, né accettabile un simile atteggiamento di chiusura da parte di due società editrici storiche della nostra regione e che fanno capo a proprietà tutt’altro che marginali dal punto di vista economico. I collaboratori sono una componente essenziale nella fattura di Libertà e Gazzetta e nel mantenimento del primato di mercato che questi giornali hanno nelle rispettive province. Umiliarne la professionalità è irresponsabile perché danneggia gli stessi giornali».

@fnsisocial
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