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Novella 2000 e Visto a rischio chiusura
Cdr 13 Lug 2016

Visibilia, il Cdr lancia l'allarme: «Novella 2000 e Visto a rischio chiusura»

I giornalisti di Visto e Novella2000 denunciano con preoccupazione la volontà  di forte ridimensionamento degli organici delle due testate avanzata dall'editore Visibilia Magazine Srl. «Qualsiasi ipotesi di sacrifici sostenibili chiesti alle redazioni dovrà  tenere conto della necessità  di garantire la qualità , il sostegno e il rilancio dei due settimanali», scrive in una nota il Cdr che «si riserva di intraprendere ogni forma di azione sindacale per il sostegno della professionalità  dei giornalisti e degli attuali livelli di occupazione».

I giornalisti di Visto e Novella2000, in una nota diffusa dal Cdr, «denunciano con preoccupazione la volontà di forte ridimensionamento degli organici delle due testate avanzata dall'editore, Visibilia Magazine Srl».

A sei mesi dall'acquisto dei due settimanali da Prs, che li aveva a sua volta acquisiti nell'estate del 2013 da Rcs, «la società Visibilia Magazine di Daniela Santanchè – prosegue la nota – sulla base di una previsione di bilancio fondata esclusivamente sui primi quattro mesi di gestione, ha dichiarato di voler imporre alle redazioni uno stato di crisi con ricorso alla cassa integrazione (con percentuali altissime, che di fatto comprometterebbero la realizzazione dei giornali e del sito internet di Novella 2000), e minacciato licenziamenti, individuali o collettivi, e addirittura la chiusura delle testate, nonostante i buoni risultati rivendicati sul fronte della raccolta pubblicitaria».

L'editore Daniela Santanchè, che al momento dell'acquisizione aveva manifestato la volontà di riportare le testate agli antichi lustri, «non ha presentato tuttavia alcun progetto di rilancio per Novella 2000 e Visto, che hanno invece subito – denuncia il Cdr – un forte ridimensionamento del loro budget, mantenendo però un prezzo di vendita in edicola molto più alto rispetto ai giornali concorrenti».

L'intenzione di ricorrere agli ammortizzatori sociali, conclude la nota, «è arrivata in concomitanza con la scadenza della garanzia occupazionale di sei mesi concordata in sede di passaggio, e al termine di una trattativa sindacale in cui si chiedeva alla redazione di accettare la cassa integrazione al 40% che già renderebbe impossibile la realizzazione dei giornali e del sito. Qualsiasi ipotesi di sacrifici sostenibili chiesti alle redazioni dovrà dunque tenere prima di tutto conto della necessità di garantire la qualità, il sostegno e il rilancio dei due settimanali, attraverso un piano strategico ed editoriale che garantisca il futuro loro e dei giornalisti cheli realizzano. I giornalisti, pertanto, si riservano di intraprendere ogni forma di azione sindacale per il sostegno della loro professionalità e degli attuali livelli di occupazione».

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