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Manifestazioni | 14 Giu 2018
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#VoceAiGiornalisti, il 19 giugno due iniziative a Bologna e Parma su precariato e lavoro autonomo

La mattina all'Aula Magna della Regione, nel capoluogo, per l'Assemblea dell'Aser. Il pomeriggio in piazza Garibaldi, in concomitanza con un banchetto informativo in solidarietà ai collaboratori dei quotidiani Gazzetta di Parma e Libertà di Piacenza. Saranno presenti i vertici degli enti di categoria.
Mattia Motta a Napoli per la seconda iniziativa #VoceAiGiornalisti

Martedì 19 giugno doppio appuntamento in Emilia Romagna per dare #VoceAiGiornalisti precari e sensibilizzare istituzioni e cittadinanza sulle condizioni dei giornalisti autonomi e parasubordinati della regione.

Il primo è fissato per le 11, a Bologna, nell'Aula Magna della Regione Emilia Romagna, dove i vertici di Federazione nazionale della Stampa italiana, Associazione Stampa Emilia Romagna e Ordine dei giornalisti parteciperanno all'Assemblea regionale del lavoro autonomo.

Il secondo appuntamento, alle 16, si terrà invece a Parma, con una iniziativa di solidarietà nei confronti dei collaboratori di Gazzetta di Parma e Libertà di Piacenza e una conferenza stampa con i vertici degli organismi di categoria e colleghi precari provenienti anche da fuori regione.

Nel capoluogo di regione si svolgerà «una giornata di denuncia e di mobilitazione in solidarietà con i giornalisti precari che in Emilia Romagna informano dai Consigli comunali, dai Tribunali, dalle periferie e dai 'centri' della vita civile del nostro territorio. Professionisti dell'informazione costretti a sottostare a condizioni di lavoro che ledono il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati, pagati pochi euro a servizio. Si tratta di un tentativo di presa di coscienza collettiva che come sindacato unico e unitario dei giornalisti ci sentiamo di rivolgere a tutti», spiega la presidente dell'Aser, Serena Bersani.

«Tra i diversi fronti che la crisi dell'editoria ha aperto in questi anni, qui, oggi, la difesa dell'articolo 21 della Costituzione passa anche dalla difesa dei giornalisti precari, sottopagati e sfruttati che lavorano nelle testate dell'Emilia Romagna. A partire dai colleghi che stanno provando ad organizzarsi e ad alzare la testa», incalza Mattia Motta, presidente della Commissione nazionale lavoro autonomo e componente della giunta esecutiva della Fnsi.

A Parma, a partire dalle ore 16, in piazza Garibaldi, in concomitanza con un banchetto informativo in solidarietà ai collaboratori dei quotidiani Gazzetta di Parma e Libertà di Piacenza organizzato dal sindacato, è prevista una conferenza stampa a cui parteciperanno, fra gli altri, il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti; la presidente dell'Aser, Serena Bersani; Mattia Motta, presidente della Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi; rappresentanti dell'Ordine dei giornalisti nazionale; giornalisti precari del Gazzettino di Venezia e giornalisti veneti del gruppo ReFusi.

«Il giornalismo di qualità – si legge in una nota del sindacato – è un contributo fondamentale per arricchire il dibattito del Paese. Ma il lavoro di giornalisti senza diritti, senza tutele e senza garanzie non può che riflettersi sull'intera società. È inevitabile che la difficile condizione lavorativa di giornalisti parasubordinati, co.co.co spesso solo 'di facciata', si rifletta sulla qualità dell'informazione: per raggiungere un minimo compenso dignitoso, i collaboratori devono scrivere molti articoli e il più velocemente possibile. Rimanere inerti di fronte ai problemi del mondo dell’informazione nel nostro territorio non è più possibile».

All'iniziativa hanno aderito anche le segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil di Piacenza e Parma che hanno annunciato la presenza di una delegazione al banchetto informativo in piazza Garibaldi a Parma. «Rilevanti servizi giornalistici pagati pochi euro rappresentano un problema che riguarda da vicino tutti i cittadini. Il lavoro dei giornalisti - spiegano in una nota congiunta - rappresenta un contributo fondamentale per arricchire il dibattito del Paese. Ma il lavoro di giornalisti senza diritti, senza tutele e senza garanzie non può che riflettersi sull'intera società e destare preoccupazione».

@fnsisocial
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