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Inpgi | 26 Giu 2018
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Caso Sopaf, l'Inpgi chiede i danni: «La diffamazione non è diritto di cronaca»

«La posizione di assoluta autonomia dell'ente ha reso necessario l'avvio di azioni giudiziarie dirette a tutelare l'immagine e il decoro dell'Istituto a fronte dei molti articoli che, nel tempo, hanno contribuito a diffondere informazioni mendaci con il solo scopo di minarne la credibilità», spiegano da via Nizza.
La sede dell'Inpgi in via Nizza a Roma

Nel corso del mese di maggio, in esecuzione della delibera del Consiglio di amministrazione n. 49, in data 18 luglio 2017, l'Inpgi ha dato avvio ad una serie di azioni giudiziarie volte a tutelare l'immagine dell'Istituto con riferimento alla vicenda legata alla bancarotta della società finanziaria Sopaf che ha visto coinvolto l'ex presidente Andrea Camporese (assolto con formula piena ed incondizionata con la formula 'perché il fatto non sussiste'). È quanto spiega l'Istituto di previdenza dei giornalisti italiani in una nota pubblicato sul blog Inpginotizie.

«La posizione di assoluta autonomia dell'Inpgi (vuoi rispetto alle associazioni di categoria, vuoi rispetto alle compagini associative che a vario titolo rappresentano i giornalisti italiani) ha reso quindi necessario, anche a tutela delle funzioni istituzionali rivestite dall'ente, l'avvio delle azioni giudiziarie dirette a tutelare l'immagine ed il decoro dell'Istituto a fronte dei molti articoli che, nel corso del tempo e con riferimento specifico alla vicenda Sopaf, hanno contribuito a diffondere informazioni mendaci con il solo scopo di minare la credibilità dell'ente», spiegano da via Nizza.

«Esiste – afferma la presidente Marina Macelloni – un confine tra la libertà di stampa e la libertà di diffamare: ogni giornalista sa che oltrepassare questo confine significa fare male il proprio mestiere. E proprio del rispetto di questo confine si è parlato tra l'altro pochi giorni fa con il presidente della Camera Roberto Fico nell'incontro con i vertici della categoria».

L'Inpgi, conclude la presidente Macelloni, «è un ente che ha una funzione istituzionale fondamentale: garantire il pagamento delle pensioni a 59mila iscritti. Proprio per tutelare l'ente, la sua funzione e tutti gli iscritti, due anni fa abbiamo deciso la costituzione di parte civile nel procedimento Sopaf certi che ne saremmo usciti a testa alta, come è stato. Queste azioni hanno anche l'obiettivo di ribadire che l'Inpgi è gestito in maniera corretta e trasparente e con la massima attenzione agli interessi dei suoi iscritti».

I giudizi, incardinati presso il competente Tribunale di Roma, saranno calendarizzati nel corso dell'ultimo trimestre dell'anno.

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