Cerca nel sito
Cerca nelle notizie
Dal
Al
Home  | Fnsi Centenario
CONDIVIDI:

Fnsi Centenario

1908-2008: Un secolo di idee, lavoro e impegno per la libertà d'informazione. Celebrato a Roma l'inizio del Centenario della Federazione nazionale della stampa italiana. Il 23 aprile 2008, alle ore 10.30 al Teatro Capranica (Piazza Capranica) a Roma, si sono aperte le celebrazioni per i cento anni della Federazione Nazionale della Stampa sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.

Un secolo di idee, lavoro e impegno per la libertà d'informazione
Nel corso del 2008 la Federazione della Stampa ha compiuto il suo centesimo anno di vita. Essa infatti fu fondata nel 1908, con il concorso di alcune associazioni regionali di giornalisti, allo scopo di unire la categoria e renderla indipendente dal potere politico ed economico, e fu ricostituita il 26 luglio 1943, subito dopo la caduta del fascismo, per ripristinare, dopo una dolorosa e lunga negazione, quella libertà e quell'autonomia affermate con lo statuto redatto ai primi del '900, sulla scorta di una prima esperienza associativa che risaliva al 1877.
La FNSI è oggi espressione di venti Associazioni e Sindacati regionali di stampa, ne fanno parte anche tre Associazioni di giornalisti italiani all'estero (in Francia, in Germania, in Inghilterra) ed è il sindacato unitario dei giornalisti italiani nel quale si riconoscono e si confrontano democraticamente le diverse visioni culturali e politiche, avendo al centro della sua azione la difesa della libertà di stampa, la pluralità degli organi di informazione, la tutela dei diritti e degli interessi morali e materiali della categoria.
Alla guida della rappresentanza associativa e sindacale dei giornalisti si sono succedute, per citare solo gli scomparsi, figure di intellettuali e giornalisti quali Francesco De Sanctis, Salvatore Barzilai, Leonida Bissolati, Andrea Torre, Giuseppe Meoni, Roberto Bencivenga, Giovanni Biadene, Ivanoe Bonomi, Alberto Bergamini, Vittorio Emanuele Orlando, Cipriano Facchinetti, Giovanni Porzio, Leonardo Azzarita, Alessandro Casati, Giuseppe Lupis, Mario Missiroli, Adriano Falvo, Piero Agostini, Guido Guidi, Paolo Murialdi. Nell’occasione le Poste Italiane emettono un francobollo commemorativo e assicurano l’annullo speciale.

Le iniziative per il centenario
La Federazione nazionale della stampa italiana compie 100 anni ma è pronta a ribadire l'importanza dell'unità sindacale per affrontare le sfide future, dalla vertenza per il rinnovo del contratto dei giornalisti alla riforma dell'Ordine, alla lotta per impedire leggi bavaglio alla libertà d'informazione.
Fondata nel 1908 da alcune associazioni regionali dei giornalisti, per unire la categoria e renderla indipendente dal potere politico ed economico, e ricostituita il 26 luglio del 1943, subito dopo la caduta del fascismo «la Fnsi - ha detto il segretario, Franco Siddi, presentando le iniziative per il centenario - ha raggiunto i 100 anni forse anche perché è stata testimone e attrice dei cambiamenti del Paese. È l'occasione per guardare dentro la nostra storia per rispondere con più forza alle sfide di oggi, dal rinnovo del contratto all'impegno per la libertà dell'informazione, anche in Birmania, Tibet, Cina dove le pressioni sono fortissime».
Spazio anche alla mostra "100 anni sulla notizia", dedicata all'impegno dell'informazione sui fatti più importanti del secolo, mentre davanti al teatro ci sarà l'annullo speciale del francobollo emesso da Poste Italiane per celebrare il centenario della Federazione. Sempre il 23 aprile uscirà il libro "La conquista della libertà" (edizioni Memori), dedicato alla figura e all'insegnamento di Giovanni Amendola, che sarà anche consegnato a Napolitano. Altre manifestazioni si terranno poi a Bari, Trieste, Milano, Torino, Palermo e Bologna dove si concluderanno le celebrazioni nel 2009.
«I 100 anni sono un traguardo importante - ha detto il presidente, Roberto Natale - ma la retorica è in agguato. Perciò abbiamo immaginato come nostro interlocutore un precario: bisogna coniugare l'importanza della memoria con la capacità di rispondere a chi oggi chiede al sindacato lavoro e tutela dei diritti». Natale ha anche sottolineato che, «mentre si parla tanto di federalismo, la Fnsi da 100 anni è un soggetto federale, capace di trovare un equilibrio tra la sintesi nazionale e le ragioni dei territori».
La scelta del 23 aprile come data di avvio delle celebrazioni, a due giorni dal secondo V-Day di Beppe Grillo che avrà come bersaglio proprio l'informazione, «è in parte casuale e in parte no», ha spiegato Natale. «Non abbiamo certo aspettato Grillo per porre alcuni problemi e non ci convincono alcune sue risposte. Più che per l'abolizione dell'Ordine, siamo per una riforma radicale. Più che per la cancellazione dei contributi pubblici, siamo convinti che sia necessario ridurre certe clientele: ma non può passare l'idea che ogni euro pubblico sia uno spreco, una ruberia».

Comitato d'onore
L'organizzazione e la preparazione delle iniziative per il Centenario della Fnsi sono state vagliate e discusse dal Comitato d'onore che si è costituito nella sede del Sindacato dei giornalisti. Di questo organismo, che si è riunito più volte nella fase di preparazione dell'apertura delle iniziative celebrative, sono stati chiamati a farne parte i testimoni ed i protagonisti del primo Congresso della Fnsi di nuovo libera dopo il fascismo ed i presidenti, i segretari ed i direttori della struttura sindacale da quella data ad oggi. Nonchè gli attuali presidenti degli istituti di categoria quali Inpgi, Ordine, Casagit e Fondo di pensione complementare.

Ecco di seguito i componenti del Comitato:
Luciano Ceschia
Sergio Borsi
Giuliana Del Bufalo
Marina Cosi
Giorgio Santerini
Paolo Serventi Longhi
Miriam Mafai
Gilberto Evangelisti
Vittorio Roidi
Lorenzo Pozzo
Gabriele Cescutti (successivamente Andrea Camporese)
Lorenzo Del Boca
Andrea Leone
Giulio Andreotti
Pietro Ingrao
Oronzo Valentini
Giovanni Giovannini
Giovanni Conso
Sergio Lepri
Arrigo Levi

Il programma della giornata
Ore 10,00 - Il Presidente della Repubblica riceve al Quirinale i Presidenti e i Segretari Fnsi
Ore 10,30 - Apertura dei lavori
Ore 10,45 - Intervento del Segretario Generale della Fnsi, Franco Siddi
Ore 11,45 - "Giornalismo: Da ieri al futuro". Lectio Magistralis di Sergio Lepri
Ore 12,15 - Proiezione filmato "La storia sono loro": interviste ad ex Presidenti e ad ex Segretari Fnsi
Ore 12,30 - Banda Regione Lazio - Esecuzione dell'Inno dei giornalisti del Maestro Raffaele Caravaglios (1913)
Ore 13,00 - Proiezione filmato "La storia saranno loro": interviste a giovani giornalisti tra precariato e nuove sfide
Ore 13,15 - Intervento del Presidente della Fnsi, Roberto Natale.
Ore 14,30 - Banda Regione Lazio - Esecuzione dell'Inno di Mameli
Ore 15,00 - Consiglio Nazionale su vicende contrattuali e Carta dei rifugiati, sede Fnsi

Nel corso della cerimonia sarà presentato il libro "La conquista della libertà - il giornalismo italiano da Amendola alla Liberazione", (Edizioni Memori) a cura di Franco Siddi con la prefazione di Arrigo Levi. Nel corso dell'anno uscirà anche il volume sulla storia della Fnsi di Giancarlo Tartaglia, direttore generale del sindacato dei giornalisti. All'interno del teatro è allestita la Mostra 100 anni sulla notizia a testimonianza dell'impegno dell'informazione sui più importanti fatti e cronache del secolo.

La cronaca della giornata
Il passato e il futuro della Fnsi: tra giornalisti che hanno fatto la storia della professione e precari che guardano avanti con incertezza ma passione. È stato questo lo spirito della cerimonia con cui a Roma si sono aperte le celebrazioni per i primi cento anni della Fnsi, il sindacato dei giornalisti italiani che nel febbraio del 1908 ha visto la luce ma che il 23 aprile dello stesso anno ha avuto il suo primo evento ufficiale nel congresso del consiglio nazionale delle donne. Prima della cerimonia - aperta dall'esecuzione a sorpresa del ritrovato Inno Fnsi - una delegazione Fnsi, con il segretario Franco Siddi e il presidente Roberto Natale, è stata ricevuta dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
«In un mondo aggressivamente multimediale - ha detto loro tra l'altro il presidente - ci sono sollecitazioni a cui bisogna saper resistere per garantire libertà e dignità della stampa». Il presidente della Repubblica è apparso in un filmato registrato stamattina al Quirinale e mostrato nel corso della cerimonia, insieme ad altri due documenti, il primo sulla storia del sindacato, l'altro sui giovani. «Siete una grande realtà», ha detto ancora Napolitano, che si definisce «fortemente assertore del principio della libertà di stampa». Tanto da chiedere un impegno alla Fnsi: «Se si vedono lesioni di principi e indirizzi costituzionali, è molto importante che si sentano voci indipendenti critiche».
Una battaglia di libertà e di verità che è al centro del senso stesso della professione, tanto che Siddi chiede «di dichiarare crimine contro l'umanità la violenza e più ancora l'assassinio del giornalista». Lo fa davanti ad una platea con in prima fila il presidente della Fieg e dell'Ansa, Boris Biancheri, e il direttore generale, Alessandro Brignone; segretari delle sigle sindacali come Guglielmo Epifani (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl) e Renata Polverini (Ugl), il ministro del Lavoro Cesare Damiano, il sottosegretario con delega all'editoria Ricardo Franco Levi, il portavoce di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti. Ci sono esponenti della maggioranza come Maurizio Gasparri, dell'opposizione come Walter Veltroni e Piero Fassino. Direttori di tg, giornali e agenzie, componenti del Cda Rai come Sandro Curzi; il presidente dell'Autorità per la protezione dei dati personali Francesco Pizzetti, e ovviamente tutti gli uomini della storia del sindacato dei giornalisti in una platea affollata.
«In Italia la storia della Fnsi - dice ancora Siddi - ha rappresentato sempre la cultura della modernità del Paese, pagando anche prezzi enormi». Sono 41 i giornalisti morti nella storia della Repubblica, e nel ricordarli prevale ancora la commozione di tutti ma oggi la Fnsi non era riunita al Capranica ad erigere un monumento al passato.
«I problemi del futuro sono rilevanti», ha spiegato infatti il segretario, consapevole che «siamo chiamati ad essere protagonisti di cambiamento sollecitando leggi di sistema. Servono giornalisti preparati per considerare sempre l'informazione, non esercizio di uno spettacolo, ma opera di alta responsabilità sociale».
Per questo la politica deve fare la sua parte assumendosi le sue responsabilità, e per questo a tutti ripete di non pretendere giornalisti più amici ma giornalisti veri e seri. E alla politica in particolare di chiedere più informazione non fedeltà. Lo ha detto anche Sergio Lepri, direttore dell'Ansa per oltre 25 anni, concludendo la sua prolusione "Giornalismo: da ieri al futuro", che l'informazione «deve essere mediazione di verità e deve coinvolgere anche gli editori che non vogliono solo vendere pubblicità ma anche contribuire alla crescita del paese». Sfida che riguarda soprattutto le giovani generazioni.
La Fnsi «ha un atteggiamento di grande apertura sui temi della multimedialità - ha detto il presidente Natale - ma pone una sola condizione: non si usi il grimaldello della modernità per un attacco radicale ai diritti del lavoro, condizione essenziale per una democrazia». Infine un richiamo alla libertà: «La pausa dell'attività della Fnsi in coincidenza con il regime fascista dimostra che la storia del sindacato e quella della democrazia italiana sono intrecciate. Per questo festeggiamo, oltre ai 100 anni della Federazione, i 60 della nostra "sorella" Costituzione che, come ha ribadito ancora oggi il presidente Napolitano, nei suoi principi fondamentali non si tocca».

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalita illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Leggi di più