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Uffici Stampa | 18 Lug 2016
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Giornalista al massimo ribasso al Comune di Gravina di Puglia, l’Assostampa: «Il sindaco ritiri il bando»

Deve avere la partita Iva ed è meglio che chieda meno di quanto offerto nell’avviso pubblico di selezione. Deve essere un libero professionista, ma garantire l'esclusiva. Sono i requisiti richiesti dal Comune di Gravina di Puglia per l’incarico di addetto stampa e direttore del periodico comunale. «Questa corsa allo sfruttamento del lavoro giornalistico è triste e disdicevole», commenta il presidente dell’Associazione della Stampa di Puglia, Bepi Martellotta. Che chiede al sindacato Alesio Valente di ritirare il bando.
Il presidente dell’Associazione della Stampa Pugliese, Bepi Martellotta

L'Associazione della Stampa di Puglia invita il sindaco di Gravina di Puglia, Alesio Valente, a revocare l'avviso pubblico di selezione per l'incarico di addetto stampa e direttore responsabile del periodico comunale pubblicato il 5 luglio scorso e chiuso in soli 10 giorni.

«Nell'atto – spiega in una nota l’Assostampa – si prevede che tale incarico venga svolto con modalità di collaborazione esterna ma, nel contempo, si prevede l'esclusiva professionale con compiti e mansioni, quali sono quelli svolti da un addetto stampa e da un direttore responsabile, propri di un rapporto di lavoro dipendente. Colpisce, per questo motivo, che tra i requisiti (pena esclusione) venga previsto un accesso riservato a liberi professionisti in possesso di partita Iva e, soprattutto, che addirittura venga considerato titolo preferenziale l'offerta al ribasso sul compenso previsto (10.200 euro l'anno) da parte dei candidati».

E il presidente dell’Associazione Stampa Pugliese, Bepi Martellotta, commenta: «Eravamo abituati ad aste al massimo ribasso nell'ambito della libera concorrenza tra imprese in gara per l'affidamento di un appalto, ma mai potevano immaginare di imbatterci in un bando pubblico per l'affidamento di un incarico di lavoro giornalistico che tra i requisiti preferenziali preveda perfino un punteggio crescente a seconda di quanto ci si riduce il compenso. Vorrà dire che il vincitore, come purtroppo già verificatosi in un altro comune della Puglia, sarà colui che offrirà gratis la propria prestazione professionale?»

Un tentativo, nero su bianco, di svilire la professione giornalistica. «È davvero triste e disdicevole – conclude Martellotta – questa corsa allo sfruttamento del lavoro giornalistico che alcuni pezzi della pubblica amministrazione del nostro territorio hanno deciso di ingaggiare e che offende il decoro della professione e la dignità dei colleghi, costringendoli, perfino tramite bando pubblico, ad accettare compensi "al massimo ribasso" pur di lavorare».

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