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Uffici Stampa | 02 Gen 2017
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Niente contratto giornalistico agli addetti stampa della Regione Lazio, Stampa Romana: «Negati i diritti dei colleghi»

Il Consiglio del Lazio ha approvato la finanziaria regionale 2017. Via libera all’emendamento che consente di applicare il contratto di categoria agli addetti stampa dei gruppi, ma non ai giornalisti degli uffici stampa dell’ente. «Negati i diritti dei colleghi», commenta l’Associazione Stampa Romana.
La sede del Consiglio regionale del Lazio

«Dopo lunghe giornate di ripensamenti e colpi di scena il consiglio regionale si è pronunciato. Lo ha fatto negando il contratto giornalistico a tutti coloro che lavorano per l'istituzione Regione in Consiglio e in Giunta. Confermata invece la norma che prevede il contratto giornalistico per gli addetti stampa dei gruppi».

Così il segretario di Stampa Romana, Lazzaro Pappagallo, commenta la decisione della Regione Lazio che, nell’approvare la finanziaria regionale, ha escluso l’applicazione del contratto di categoria ai giornalisti degli uffici stampa di Consiglio e Giunta regionali.

«È prevalsa la linea del partito democratico, avallata e spinta – spiega Pappagallo – dal presidente del consiglio regionale Daniele Leodori e alla fine accettata dal gruppo guidato da Massimiliano Valeriani, tradotta in un submaxiemendamento alla legge di stabilità che ha impedito il confronto democratico in aula sul punto. A nulla sono valsi i nostri appelli, il conforto di scelte analoghe delle altre regioni tutte nel segno del contratto giornalistico, il forte sostegno della Fnsi»

Una decisione che, secondo il segretario dell’Associazione Stampa Romana, è dovuta ad «una logica di puro scambio, di gioco a rimpiattino sulla base di pareri legali, di mancanza di coraggio e di visione politica, di sprezzo nei confronti di una questione relativa ai diritti, alla legittimità e alla titolarità degli stessi, sulla base dell'idea che questi colleghi sono un "costo della politica". Paradossalmente l'aula riconosce legittimamente i diritti del contratto ai colleghi dei gruppi che rappresentano più strettamente un costo della politica e non ai colleghi che lavorano per le Istituzioni, l'espressione più alta della Politica».

Pappagallo ringrazia quindi i consiglieri regionali «che hanno anteposto la libertà di scelta all'obbedienza di partito o di schieramento, a iniziare dai firmatari dell'emendamento "contratto", la collega Marta Bonafoni (Si-Sel) e i consiglieri Daniele Fichera (Psi), Piero Petrassi (Centro democratico) e Baldassarre Favara (Pd). Si sono battuti fino all'ultimo per il riconoscimento e l'applicazione di giusti diritti. Una nota di merito va anche ai consiglieri Giuseppe Cangemi (Cuoritaliani) e Valentina Corrado (Movimento Cinque Stelle) per aver condiviso le nostre istanze».

La decisione dell'aula della Pisana non può però essere la pietra tombale di legittime rivendicazioni dei colleghi. «È ora che si sblocchi la vicenda degli uffici stampa che lavorano per gli enti pubblici attraverso un'azione decisa del sindacato sul ministero della Funzione pubblica e sull'Aran. Stampa Romana – conclude il segretario Pappagallo – sosterrà ogni tipo di mobilitazione o lotta che i colleghi degli uffici stampa della Regione vogliano mettere in campo».

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