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Premi e Concorsi | 13 Set 2018
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Antimafia, il premio 'Pio La Torre' alla giornalista Cristina Genesin

Oltre alla cronista del Mattino di Padova, sono stati premiati il sindaco di Riace, Domenico Lucano e la segretaria generale della Cgil di Benevento, Rosita Galdiero. Il 'Riconoscimento alla memoria di Pio La Torre' è organizzato da Avviso Pubblico, Cgil e Federazione nazionale della stampa italiana.
Un momento della cerimonia di consegna dei premi

Sono il sindaco di Riace, Domenico Lucano, la segretaria generale della Cgil di Benevento, Rosita Galdiero, la giornalista del Mattino di Padova, Cristina Genesin, i vincitori del 'Riconoscimento alla memoria di Pio La Torre' organizzato da Avviso Pubblico, Cgil e Federazione nazionale della stampa italiana. Una menzione speciale è stata conferita ai giornalisti Toni Mira, caporedattore di Avvenire, e Simone Di Meo, cronista del Giornale e di Panorama.

«È importante – ha detto Franco La Torre, figlio di Pio La Torre – che questo Paese riporti in cima all'agenda politica i diritti costituzionali che la mafia calpesta quotidianamente. La recente sentenza su Mafia Capitale ci racconta l'evoluzione del fenomeno, che si scontra con alcune percezioni sulle mafie legate al passato e per questo errate. I passi che sono stati fatti in avanti nel contrasto alla criminalità organizzata sono straordinari, ma il cammino non è ancora concluso».

Il vicepresidente di Avviso Pubblico Renato Natale ha consegnato il premio agli amministratori: «Ho la sensazione che l'attenzione sull'antimafia e sulla legalità stia venendo meno nel nostro Paese, sia nella società che a livello politico. Ma resto un ottimista, perché credo che la società abbia in sé gli anticorpi per reagire. Il seme di questa reazione sta nella memoria di quanto è stato fatto fin qui».

«Oggi noi raccontiamo delle storie, che hanno tutte dei tratti in comune – ha evidenziato il sindacalista Luciano Silvestri, che ha consegnato i premi ai sindacalisti –. In un processo di invecchiamento della società, i premiati sono persone giovani, un aspetto non scontato che ci fa ben sperare per il futuro. Tutti si contraddistinguono per non arretrare di fronte alle minacce e per la continuità del loro impegno».

Durante la cerimonia si è tenuto un dibattito, presieduto da Stefania Pellegrini, direttrice del Master Pio La Torre in 'Gestione e riutilizzo di beni e aziende confiscati alle mafie' dell'Università di Bologna, a cui ha partecipato, fra gli altri, il responsabile Legalità della Fnsi, Michele Albanese.

«C'è il pericolo concreto – ha sottolineato Albanese, che ha premiato i giornalisti – che le mafie e i loro sodali possano diventare un punto di riferimento sociale, credibile, in alcuni territori. Anche nel mondo dell'informazione esistono professionisti che cercano un punto di equilibrio con ambienti da cui dovrebbero restare distanti. Lavoriamo per accrescere la nostra sensibilità verso questi pericoli».

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