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Editoria | 22 Ott 2010
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Appello ai Presidenti delle Camere per un intervento a salvaguardia delle testate che rischiano la chiusura

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica: “Il settore dell’editoria nel nostro Paese è investito da una crisi molto pesante, la più gravedall’ultimo dopoguerra. Oltre cento testate - tra quotidiane e periodiche – di idee, cooperative, non profit, di partito, edite e diffuse all’estero e tante aziende dell’emittenza locale sono sull’orlo della chiusura”. Questa denuncia è contenuta in una lettera che decine e decine di direttori di testate di quotidiani politici e di cooperative hanno inviato ai Presidenti della Camera e del Senato e che appare più che un estremo appello.

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica: “Il settore dell’editoria nel nostro Paese è investito da una crisi molto pesante, la più gravedall’ultimo dopoguerra. Oltre cento testate - tra quotidiane e periodiche – di idee, cooperative, non profit, di partito, edite e diffuse all’estero e tante aziende dell’emittenza locale sono sull’orlo della chiusura”. Questa denuncia è contenuta in una lettera che decine e decine di direttori di testate di quotidiani politici e di cooperative hanno inviato ai Presidenti della Camera e del Senato e che appare più che un estremo appello.

Una situazione che si sta preannunciando di una gravità estrema e che già sta procurando chiusure, procedure di liquidazione, avvio di contratti di solidarietà e che potrebbe aprire una prospettiva realistica di quasi 4500 posti in meno tra giornalisti e lavoratori del settore. Una fotografia di una situazione che la Fnsi e le altre organizzazioni del settore hanno denunciato più volte con manifestazioni pubbliche e con conferenze stampa. Nonostante tutto ciò dal governo non sono arrivati messaggi rassicuranti ma solo vaghe promesse di interventi sine die.

Se non si vuole la decimazione delle fonti di informazione e un durissimo vulnus al pluralismo dell’informazione qualcuno batta un colpo.

L’azione del Sindacato dei giornalisti, assieme a chi in questi anni si è sempre battuto per una libera informazione, non cambierà strada”. SINDACATI E ASSOCIAZIONI CONVOCANO STATI GENERALI

SU 'PRIMA' SPIEGANO PERCHE’ È URGENTE RIFORMA DEL SETTORE

ROMA, 22 OTTOBRE - Cgil, Federazione nazionale della stampa, Mediacoop e Articolo 21 hanno deciso l'autoconvocazione degli Stati generali dell'editoria per arrivare a una legge di riforma del settore. E, sul numero di 'Prima Comunicazione' in edicola a Milano da domani e a Roma e nel resto d'Italia da lunedi' 25 ottobre, spiegano che è urgentissima perché entro Natale una novantina di testate potrebbero non andare più in edicola, con una perdita di quattromila posti di lavoro.   

''Abbiamo deciso di autoconvocare gli Stati generali dell'editoria perché deve essere ben chiaro che non siamo noi a non volere una legge di riforma dell'editoria'', precisa il segretario della Fnsi Franco Siddi. ''Il sottosegretario all'Editoria, Paolo Bonaiuti, aveva promesso entro sei mesi una nuova legge di riforma - denuncia Lelio Grassucci, presidente onorario di Mediacoop -. Sono trascorsi due anni dal suo insediamento e nel frattempo i fondi sono stati via via decurtati. Sappiamo come il governo potrebbe rimpinguare i 195 milioni di euro rimasti in cassa per l'editoria: reintroducendo in finanziaria la Robin tax, la tassa dell'1% sui prodotti petroliferi che lo scorso anno portò circa 70 milioni; mettendo l'Iva al 20% sui prodotti collaterali non editoriali venduti in edicola; riportando il fondo per l'editoria alle sue finalità originarie e quindi postando i contributi alla Rai, 60 milioni, in un altro capitolo di spesa''. (ANSA)

@fnsisocial
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