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Emittenza locale 18 Mar 2015

Della Volpe: "Appello al governo per l'emittenza: dopo i tagli ora ripristini le risorse necessarie"

“I tagli ai fondi all’editoria hanno colpito le piccole aziende con il bilancio 2013 e 2014, nel 2015 forse non ci sarà più nulla da colpire. Facciamo un appello al governo per ripristinare le risorse tagliate e fare un salto qualitativo per l’emittenza”.

“I tagli ai fondi all’editoria hanno colpito le piccole aziende con il bilancio 2013 e 2014, nel 2015 forse non ci sarà più nulla da colpire. Facciamo un appello al governo per ripristinare le risorse tagliate e fare un salto qualitativo per l’emittenza”.

Lo ha detto Santo Della Volpe, presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana, intervenendo all’incontro nella sede di Stampa Romana, nel quale insieme, fra gli altri, ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil del Lazio si è discusso dell’allarme occupazione per la piccola editoria radio-televisiva nella regione, e non solo. “Tra il 2012 e il 2014 si è arrivati a una grande fascia di crisi per l’informazione, che riguarda anche i grandi gruppi editoriali – ha aggiunto Della Volpe -. Diminuiscono gli occupati e aumentano le partite iva e i co.co.co. Se si vuole dare vera autonomia professionale, la prima cosa è avere un lavoro sicuro e retribuito, senza avere il ricatto occupazionale alle spalle. Vorremmo sapere anche come il governo intende muoversi sul Jobs Act legato al nostro settore: non c’è una sentenza al riguardo, ma prima o poi ne potrebbe arrivare una che porti a un’ulteriore precarizzazione. Il 31 marzo faremo un seminario sul tema. Speriamo il giorno dopo non ci sia pesce d’aprile da parte di altri”. Rispetto alla crisi delle emittenti private, “abbiamo fatto una conferenza stampa fuori da T9 – ha ricordato Della Volpe – perché non ci hanno fatto entrare, per denunciare la situazione al governo e agli editori”. E tra le altre situazioni a rischio “nel nostro Paese ci sono 210 testate piccole e grandi nel giro cooperativo no profit che possono chiudere in 3 mesi, con 3000 posti di lavoro in ballo”. (ANSA, 17 marzo 2015)

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