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Manifestazioni | 23 Ott 2017
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#EndImpunity, l'ambasciatrice maltese al presidio per Daphne Caruana Galizia: «Nessuna impunità»

«È inaccettabile che in un Paese dell'Ue una reporter venga uccisa per via del suo lavoro e i suoi carnefici restino impuniti», ha ribadito il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso. Consegnato al presidente del Senato Pietro Grasso l'appello dei giornalisti italiani che chiedono giustizia per Daphne.
Alcuni momenti del sit-in
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«Sono qui per testimoniare che anche il governo maltese vuole che venga fatta giustizia sulla morte di Daphne Caruana Galizia». La conferma arriva dall'ambasciatrice maltese a Roma, Vanessa Frazier, che ha voluto prendere parte al presidio organizzato da Federazione della Stampa, Articolo21, Amnesty International Italia e altre associazione nei pressi dell'ambasciata.

«Garantisco l'impegno diplomatico affinché si conosca tutta la verità sulla morte di Daphne. Non ci sarà impunità per nessuno», ha ribadito l'ambasciatrice.

«Non è accettabile che in Paese membro dell'Unione europea una reporter venga uccisa per via del suo lavoro e i suoi carnefici restino impuniti. Chiediamo verità e giustizia per Daphne e chiediamo che le istituzioni europee e nazionali facciano tutto il possibile perché si faccia luce sul suo barbaro assassinio», ha esordito il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso.

All'iniziativa, organizzata insieme con Articolo21 e Amnesty International Italia, erano presenti – fra gli altri – anche l'Ordine dei giornalisti del Lazio, l'Usigrai, l'Ungp, i giornalisti della rete No Bavaglio, l'Associazione Amici di Roberto Morrione.

Oltre ad Elisa Marincola, portavoce di Articolo 21, e Riccardo Noury, per Amnesty International Italia, sono intervenuti anche il segretario dell'Usigrai, Vittorio Di Trapani, la presidente dell'Odg Lazio, Paola Spadari, il giornalista egiziano, Maaty El Sandoubi e Giovanni Tizian, dell'Espresso.

«I giornalisti scomodi vengono messi a tacere perché il malaffare ha paura della stampa libera. Nel caso di Daphne hanno preso la sua vita. In Italia chi vuole mettere il bavaglio all’informazione lo fa con le minacce, le intimidazioni o con le querele temerarie. È necessario che il giornalismo venga tutelato da tutte queste forme di violenza», ha detto Tizian.

«Un Paese in cui la stampa non è libera è un Paese in cui la democrazia è in pericolo. Perché il ruolo della stampa è essenziale per illuminare le periferie del malaffare e della corruzione. Senza una stampa realmente libera, la criminalità prospera», ha ricordato infine Raffaele Lorusso.

Nella seconda parte della mattinata, il segretario della Fnsi ha consegnato l'appello per chiedere giustizia per Daphne Caruana Galizia al presidente del Senato Pietro Grasso, in visita nella sede del sindacato dei giornalisti in occasione della presentazione del terzo forum "A mano disarmata".

@fnsisocial
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