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Freelance | 18 Gen 2013
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Equo compenso: finalmente la legge è operativa Ora il via alla Commissione per una giusta retribuzione

“Da oggi diventano operative le norme contenute nella legge sull’equo compenso. E’ necessario non attendere e rendere rapidamente operativa la Commissione alla quale è delegato il compito di definire l’entità dell’equo compenso in coerenza con la contrattazione di settore. La Commissione deve essere costituita entro 30 giorni ed entro altri 60 questa deve deliberare. Poiché l’operatività della Commissione è limitata a tre anni, affinché la legge possa avere effetti e si possa davvero incidere sulla situazione del mercato del lavoro autonomo giornalistico, è indispensabile non perdere tempo.

“Da oggi diventano operative le norme contenute nella legge sull’equo compenso. E’ necessario non attendere e rendere rapidamente operativa la Commissione alla quale è delegato il compito di definire l’entità dell’equo compenso in coerenza con la contrattazione di settore. La Commissione deve essere costituita entro 30 giorni ed entro altri 60 questa deve deliberare. Poiché l’operatività della Commissione è limitata a tre anni, affinché la legge possa avere effetti e si possa davvero incidere sulla situazione del mercato del lavoro autonomo giornalistico, è indispensabile non perdere tempo.

Per questo la Fnsi chiede al Sottosegretario all’Editoria, Paolo Peluffo, di avviare le procedure per rendere operativa la commissione.
E’ un dovere verso i tanti free lance che oggi subiscono trattamenti economici del tutto inaccettabili.”

EQUO COMPENSO - LA LEGGE SULLA GAZZETTA UFFICIALE, OPERATIVA DAL 18 GENNAIO
ROSSI: "IMPEGNO PER UNA POSITIVA E COMPLETA ATTUAZIONE"
UNA COMMISSIONE VALUTERÀ I PARAMETRI DELLA RETRIBUZIONE

“La legge sull’equo compenso giornalistico ha fatto un altro passo avanti. Finalmente è stata pubblicata dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, passaggio formale, ma fondamentale per divenire una norma applicabile. A far data da venerdì 18 gennaio 2013 la legge diventerà così operativa. Entro 30 giorni dall’entrata in vigore dovrà essere istituita la Commissione – che resterà in carica tre anni - chiamata a definire l’equo compenso giornalistico ed entro due mesi dal suo insediamento essa dovrà concretamente deliberarlo. 
Il Sindacato dei giornalisti, che con tanti altri si è battuto per l’approvazione di queste norme, seguirà ogni passaggio delle procedure previste dalla legge affinchè non vi siano ulteriori ritardi e perché un atto con il quale il Parlamento italiano attua una preciso dettato costituzionale abbia piena e positiva attuazione nei tempi più rapidi possibili. Lo si deve ai tanti colleghi lavoratori autonomi spesso trattati in modo indegno ed è un atto necessario di regolazione di un mercato del lavoro selvaggio non degno di un Paese civile”.  3 GENNAIO 2013

GIORNALISTI: CARRA (UDC), FINALMENTE EQUO COMPENSO È LEGGE

''Dopo la firma del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, oggi la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il testo della legge sull'equo compenso per i giornalisti precari, che entrerà in vigore il 18 gennaio 2013''. Lo scrive nel suo blog Enzo Carra dell'Udc. ''Nei giorni successivi - aggiunge Carra - il governo dovrà comporre la commissione che stabilirà i parametri di retribuzione sotto i quali non è lecito scendere. È un atto di giustizia''.   (ROMA, 3 GENNAIO - ANSA)

DICHIARAZIONE DEL SEGRETARIO ASR PAOLO BUTTURINI
L’EQUO COMPENSO E’ LEGGE,  ORA LA COMMISSIONE E IL REGOLAMENTO

La pubblicazione su La Gazzetta Ufficiale delle norme “Sull’equo compenso giornalistico” è un ulteriore passo avanti per una stagione di nuovi diritti che segni il riscatto di una parte fondamentale della categoria. Pur nelle forti perplessità che ha suscitato il ritardo della promulgazione, non possiamo che ringraziare il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, anche alle sue parole sulla libertà d’informazione e sul bisogno di giustizia sociale si deve l’approvazione della norma.
Ma il cammino è tutt’altro che esaurito. Ora occorre vigilare sul varo della commissione prevista dalla legge che deve dare concretezza a un regolamento attuabile. Credo che Fnsi e Ordine Nazionale, in collaborazione con le loro articolazioni territoriali debbano al più presto fare una proposta a Fieg e Governo per rendere immediatamente esigibile quanto previsto dalla legge.
L’Associazione Stampa Romana si muoverà immediatamente per aprire il confronto e vigilare sui passaggi necessari, per questo chiede a tutti i colleghi di inviare idee e proposte che verranno raccolte dalla Commissione Regionale sul Lavoro Autonomo e dalla Consulta dei freelance.

GIORNALISTI: PARISI (FNSI), LEGGE EQUO COMPENSO È GARANZIA

''La legge sull'equo compenso ribadisce, se ce ne fosse bisogno, il diritto sancito dall'art.
36 della Costituzione Italiana ('Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa'), che in sede attuativa non può derogare ai parametri fissati dal contratto nazionale di lavoro giornalistico Fieg-Fnsi''. Lo ha detto, in una dichiarazione, il vicesegretario dell'Fnsi, Carlo Parisi.
Parisi ha sottolineato ''l'importanza dell'elemento di novità rappresentato dall'istituzione di un elenco, costantemente aggiornato, dei quotidiani, dei periodici, anche telematici, delle agenzie di stampa e delle emittenti radiotelevisive che garantiscono il rispetto di un equo compenso, dandone adeguata pubblicità. La mancata iscrizione nell'elenco per un periodo superiore a sei mesi comporta la decadenza dall'accesso ai contributi in favore dell'editoria''.
Ripercorrendo le tappe di una ''battaglia lunga 18 anni, ovvero da quando la Fnsi avanzò l'istanza per un tariffario equo per i freelance, che si è concretizzata allo scadere dell'ultimo giorno utile per la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica della legge sull'equo compenso nel lavoro giornalistico'', Parisi ha posto l'accento sul ''valore di un atto che, prevedendo che il patto contenente condizioni contrattuali in violazione dell'equo compenso è nullo, impone una rapida definizione dei parametri di riferimento da parte della Commissione, che dovrà essere istituita entro 30 giorni dall'entrata in vigore della legge, operativa dal 18 gennaio.
Una legge - ha detto ancora Parisi - a lungo osteggiata da editori senza scrupoli che hanno corrisposto compensi da fame o, addirittura, non hanno mai pagato i loro collaboratori e che vorrebbero continuare a non farlo, mortificando la dignità umana e professionale di tanti giornalisti che, quotidianamente, con serietà e sacrificio, tengono in piedi aziende decotte o morte sul nascere e che fanno dello sfruttamento e del ricatto la loro linea editoriale''.
Secondo Parisi, ''affinché la legge sull'equo compenso non si traduca in un semplice slogan o, peggio ancora, in una delle tante leggi destinate a rimanere solo sulla carta, è necessario uno scatto di dignità dei giornalisti in difesa di una professione che non solo non può derogare al rispetto dell'etica e della deontologia professionale, ma soprattutto deve preoccuparsi del rispetto piu' assoluto di chi ci ascolta e ci legge. Senza qualità dell'informazione non esiste libertà di stampa''. (CATANZARO, 5 GENNAIO - ANSA)

LEGGE 31 dicembre 2012, n. 233

Equo compenso nel settore giornalistico. (13G00005) (GU n.2 del 3-1-2013)
note: Entrata in vigore del provvedimento: 18/01/2013

La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno approvato;
 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
                               Promulga
 
la seguente legge:
 
Art. 1
 
Finalità, definizioni e ambito applicativo
 
  1. In attuazione dell'articolo 36, primo comma, della Costituzione, la presente legge è finalizzata a promuovere  l'equità  retributiva dei giornalisti iscritti all'albo di cui all'articolo 27 della  legge
3 febbraio 1963, n. 69, e successive modificazioni,  titolari  di  un rapporto di lavoro non subordinato in quotidiani e  periodici,  anche telematici, nelle agenzie di stampa e nelle emittenti
radiotelevisive.
  2. Ai fini della presente legge, per equo compenso  si  intende  la corresponsione di una remunerazione proporzionata  alla  quantità  e alla qualità del lavoro svolto,  tenendo  conto  della  natura,  del contenuto e delle caratteristiche  della  prestazione  nonché  della coerenza con i trattamenti previsti dalla  contrattazione  collettiva nazionale di categoria in  favore  dei  giornalisti  titolari  di  un rapporto di lavoro subordinato.

AVVERTENZA:
Il testo delle note qui  pubblicato  è  stato  redatto dall'amministrazione  competente  per  materia,  ai   sensi dell'art.10, comma 3, del testo  unico  delle  disposizioni sulla  promulgazione  delle  leggi,   sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali   della   Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n.1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di  legge  alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il  valore  e
l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
 
Note all'art. 1:
- Il testo dell'articolo 36 della Costituzione,  è il seguente:
«Art.  36.  -  Il  lavoratore   ha   diritto   ad   una retribuzione proporzionata alla quantità  e  qualità  del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.
La  durata  massima  della   giornata   lavorativa   è stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto  al  riposo  settimanale  e  a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.».
Il testo dell'articolo 27 della legge 3 febbraio  1963, n. 69 (Ordinamento della professione di giornalista), è il seguente:
«Art. 27.  - Albo: contenuto.
L'albo deve contenere il cognome, il nome, la  data  di nascita,  la  residenza  o  il  domicilio  professionale  e  l'indirizzo degli iscritti, nonché la data di iscrizione e  il titolo in base al quale è avvenuta. L'albo e  compilato secondo l'ordine di anzianità di  iscrizione  e  porta  un indice  alfabetico  che  ripete  il  numero   d'ordine   di iscrizione.
L'anzianità è determinata dalla  data  di  iscrizione nell'albo.
A  ciascun  iscritto   nell'albo è rilasciata   la tessera.».
                    
Art. 2
 
Commissione  per  la  valutazione  dell'equo  compenso   nel   lavoro giornalistico
 
  1. È  istituita,  presso  il  Dipartimento  per  l'informazione  e l'editoria  della  Presidenza  del   Consiglio   dei   ministri,   la Commissione  per  la  valutazione  dell'equo  compenso   nel   lavoro
giornalistico, di seguito denominata «Commissione».
  2. La Commissione è istituita entro trenta giorni  dalla  data  di entrata  in  vigore  della  presente  legge  ed  è  presieduta   dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio  dei  ministri
con delega per l'informazione, la comunicazione e l'editoria. Essa è composta da:
    a) un rappresentante del Ministero del lavoro e  delle  politiche sociali;
    b) un rappresentante del Ministero dello sviluppo economico;
    c) un rappresentante  del  Consiglio  nazionale  dell'Ordine  dei giornalisti;
    d)  un  rappresentante   delle   organizzazioni   sindacali   dei giornalisti   comparativamente   piu'   rappresentative   sul   piano nazionale;
    e) un rappresentante delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei committenti comparativamente  più  rappresentative  sul piano nazionale nel settore delle  imprese  di  cui  all'articolo  1, comma 1;
    f) un rappresentante dell'Istituto nazionale  di  previdenza  dei giornalisti italiani (INPGI).
  3. Entro due mesi dal suo insediamento, la Commissione, valutate le prassi retributive dei quotidiani e dei periodici, anche  telematici, delle agenzie di stampa e delle emittenti radiotelevisive:
    a) definisce l'equo compenso dei  giornalisti  iscritti  all'albo non titolari di rapporto di lavoro subordinato con quotidiani  e  con periodici, anche telematici, con agenzie di stampa  e  con  emittenti radiotelevisive, avuto riguardo alla natura  e  alle  caratteristiche della prestazione nonché in  coerenza  con  i  trattamenti  previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria in favore  dei giornalisti titolari di un rapporto di lavoro subordinato;
    b)  redige  un  elenco  dei  quotidiani,  dei  periodici,   anche telematici, delle agenzie di stampa e delle emittenti radiotelevisive che garantiscono il rispetto di un equo  compenso,  dandone  adeguata
pubblicità sui mezzi  di  comunicazione  e  sul  sito  internet  del Dipartimento per l'informazione e  l'editoria  della  Presidenza  del Consiglio  dei  ministri.  La  Commissione   provvede   al   costante
aggiornamento dell'elenco stesso.
  4. La Commissione dura in carica tre anni. Alla  scadenza  di  tale termine, la Commissione cessa dalle proprie funzioni.
  5. Il Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del  Consiglio   dei   ministri   provvede   all'istituzione   e   al funzionamento della  Commissione  avvalendosi  delle  risorse  umane, strumentali  e  finanziarie  di  cui  dispone.  Ai  componenti  della Commissione non è corrisposto alcun compenso, emolumento, indennità o rimborso di spese.

Art. 3
 
Accesso ai contributi in favore dell'editoria
 
  1.  A  decorrere  dal  1º  gennaio  2013  la   mancata   iscrizione nell'elenco di cui all'articolo 2 per un periodo superiore a sei mesi comporta   la   decadenza   dal   contributo   pubblico   in   favore
dell'editoria, nonché da eventuali  altri  benefici  pubblici,  fino alla successiva iscrizione.
  2.  Il  patto  contenente  condizioni  contrattuali  in  violazione dell'equo compenso è nullo.

Art. 4
 
Relazione annuale
 
  1. Il Presidente del Consiglio dei ministri trasmette ogni anno una relazione alle Camere sull'attuazione della presente legge.

Art. 5
 
Clausola di invarianza finanziaria
 
  1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sarà  inserita nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato. 

Data a Roma, addì 31 dicembre 2012
 
NAPOLITANO

OK DEFINITIVO A LEGGE EQUO COMPENSO

Ok definitivo della Camera alla legge sull'equo compenso per i giornalisti. Il via libera è arrivato all'unanimità dalla commissione Cultura di Montecitorio convocata in sede legislativa. Lo annuncia su Twitter il deputato dell'Udc Enzo Carra.
La commissione cultura della Camera ha approvato all'unanimità, in sede legislativa, il provvedimento sull'equo compenso dei giornalisti. "Una pagina bella per il Parlamento", commenta Silvano Moffa, primo firmatario del provvedimento in una conferenza stampa alla Camera con il presidente dell'Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, il presidente della Fnsi, Roberto Natale, il segretario generale aggiunto della Fnsi, Giovanni Rossi e Maurizio Bekar, coordinatore della Commissione lavoro autonomo della Fnsi, oltre a numerosi parlamentari che hanno lavorato al provvedimento. Tra questi Enzo Carra (Udc), Fabio Granata (Fli), Andrea Sarubbi (Pd), Giorgio Lainati (Pdl).

GIORNALISTI: OK DEFINITIVO A LEGGE EQUO COMPENSO

Ok definitivo della Camera alla legge sull'equo compenso per i giornalisti. Il via libera è arrivato all'unanimità dalla commissione Cultura di Montecitorio convocata in sede legislativa. Lo annuncia su Twitter il deputato dell'Udc Enzo Carra.  (ROMA, 4 DICEMBRE - ANSA)

GIORNALISTI: SI' ALL'UNANIMITÀ A EQUO COMPENSO, È LEGGE
GHIZZONI, È ACCADUTO RARAMENTE - MOFFA, PAGINA BELLA PER PARLAMENTO

La commissione cultura della Camera ha approvato all'unanimità, in sede legislativa, il provvedimento sull'equo compenso dei giornalisti. "Una pagina bella per il Parlamento", commenta Silvano Moffa, primo firmatario del provvedimento in una conferenza stampa alla Camera con il presidente dell'Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, e il presidente della Fnsi, Roberto Natale, oltre a numerosi parlamentari che hanno lavorato al provvedimento. Tra questi Enzo Carra (Udc), Fabio Granata (Fli), Andrea Sarubbi (Pd), Giorgio Lainati (Pdl).
"Rimarco il fatto che questa - sottolinea Manuela Ghizzoni del Pd - è una delle pochissime leggi approvate all'unanimità. Tutti i gruppi hanno dato il loro contributo e assenso. Questo è un atto che testimonia la vicinanza che ha la commissione con un mondo che sta vivendo una fase molto difficile".
"Una pagina bella per il Parlamento - aggiunge Moffa - perché questo provvedimento è nato attraverso il concorso di tutti. Era doveroso intervenire per porre fine a una situazione che in alcuni casi, come ha detto giustamente il presidente Iacopino, rasenta la schiavitù. Ci trovavamo in una giungla sostanziale, senza alcuna tutela né regole certe per i giovani. Abbiamo fatto un lavoro enorme che non sarebbe stato possibile se non ci fosse stato l'impegno della Federazione nazionale della stampa che rappresenta oggi i giornalisti italiani". (ROMA, 4 DICEMBRE - ADNKRONOS)

GIORNALISTI: SIDDI, EQUO COMPENSO SVOLTA DI GIUSTIZIA

''Con la legge sull'equo compenso per i giornalisti freelance e collaboratori autonomi approvata oggi definitivamente dalla Commissione Cultura della Camera riunita in sede legislativa cade un muro, quello innalzato dalla gran parte degli editori italiani, che si opponevano a considerare questa una realtà del lavoro meritevole di giusti trattamenti economici e obblighi sociali.'' Così Franco Siddi, segretario FNSI, commenta su www.articolo21.org, il voto di oggi.
''Un grazie speciale - continua Siddi - a quanti in Parlamento hanno voluto questo risultato: dal primo proponente, il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Silvano Moffa, al relatore Enzo Carra, ai deputati Giulietti e Pisicchio, al senatore Vita, i presidenti delle Commissioni Cultura della Camera e Lavoro del Senato, Manuela Ghizzoni e Pasquale Giuliano. E un buon lavoro per il via libera ha fatto anche il sottosegretario all'Editoria, Paolo Peluffo.''
''La legge - sottolinea Siddi - non risolverà tutto, ma nessuna azienda potrà più permettersi di ignorare che un freelance o giornalista collaboratore chiamato a fornirgli servizi d'informazione (oggi spesso pagato entro i 5 cinque euro ad articolo) sia un lavoratore che dev'essere pagato il giusto e immediatamente. Non si potrà più dire che si tratta di ''imprenditori di loro stessi'' per attuare volgari forme di sfruttamento''. (ROMA, 4 DICEMBRE - ANSA)

ARTICOLO DEL SEGRETARIO GENERALE DELLA FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA ITALIANA,  FRANCO SIDDI,  PUBBLICATO SU  ARTICOLO 21.

L’EQUO COMPENSO È LEGGE. PER UNA SVOLTA DI GIUSTIZIA SOCIALE E RETRIBUTIVA

Una legge per la dignità del lavoro decoroso, un giusto riconoscimento per l’area del giornalismo negato. La Fieg e gli editori tutti non potranno più sottrarsi a doveri di giustizia sociale e retributiva e alla verifica di accordi quadro. Con la legge sull’equo compenso per i giornalisti freelance e collaboratori autonomi approvata oggi definitivamente dalla Commissione Cultura della Camera riunita in sede legislativa cade un muro, quello innalzato dalla gran parte degli editori italiani, che si opponevano a considerare questa una realtà del lavoro meritevole di giusti trattamenti economici e obblighi sociali.
C’è voluta una legge, rivendicata con determinazione dalla categoria e da tutti i suoi organismi (Fnsi, Inpgi, Casagit, Ordine), e l’attività specifica della Commissione lavoro autonomo Fnsi, con una straordinaria azione comunitaria e culturale dei freelance e dei precari che sono – nella stragrande maggioranza dei casi – l’espressione di una grave condizione reale, insieme con la coerenza di un nucleo di parlamentari che, una volta assunto il tema, non lo ha mai mollato, per imprimere una svolta di civiltà.
Un grazie speciale a quanti in Parlamento hanno voluto questo risultato: dal primo proponente, il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Silvano Moffa, al relatore Enzo Carra, ai deputati Giulietti e Pisicchio, al senatore Vita, i presidenti delle Commissioni Cultura della Camera e Lavoro del Senato, Manuela Ghizzoni e Pasquale Giuliano. E un buon lavoro per il via libera ha fatto anche il sottosegretario all’Editoria, Paolo Peluffo.
La legge non risolverà tutto, ma nessuna azienda potrà più permettersi di ignorare che un freelance o giornalista collaboratore chiamato a fornirgli servizi d’informazione (oggi spesso pagato entro i 5 cinque euro ad articolo) sia un lavoratore che dev’essere pagato il giusto e immediatamente. Non si potrà più dire che si tratta di “imprenditori di loro stessi” per attuare volgari forme di sfruttamento. La legge detta principi e condizioni di garanzia.
Fnsi da almeno 15 anni aveva aperto questo capitolo avanzando alla Fieg – la Federazione Editori Giornali – proposte di istanze anche in sede contrattuale. Ma la gran parte degli editori ha negato persino gli accordi minimi sui tempi di pagamento e ha preferito il contenzioso, sapendo di essere soggetto forte rispetto a soggetti deboli costretti a trattare da isolati con il timore (e talvolta la minaccia) di perdere opportunità successiva, illusoria perché poi negata. L’iniziativa sindacale ha di recente prodotto un primo cambio di passo con l’intesa Fieg-Fnsi per l’insediamento di una commissione bilaterale sul lavoro autonomo giornalistico. La legge è ora una spinta per dare efficacia a questo lavoro anche in vista del rinnovo contrattuale di categoria, nella consapevolezza che la dignitosa ed equilibrata considerazione del lavoro giornalistico in tutte le forme (dipendente, autonomo) sia condizione di crescita e sviluppo, nonché di concorrenza editoriale corretta.
Ci auguriamo che una legge tanto attesa e sino a poco tempo fa osteggiata, possa ora davvero contribuire ad affermare quei principi di equità e di solidarietà che, troppo spesso, sono stati calpestati da qualche imprenditore spregiudicato e privo di scrupoli etici e professionali.

NATALE: "GRAZIE A BUONA POLITICA ED A MOLTI COLLEGHI CHE CI HANNO SOSPINTO"

Roberto Natale, presidente della Fnsi, ha ringraziato innanzitutto la buona politica che, nonostante questi non siano tempi a lei favorevoli, ha dimostrato grande capacità di ascolto e sensibilità nei confronti di un problema come quello del giornalismo freelance. Un riferimento molto forte il Presidente del Sindacato dei giornalisti lo ha fatto anche ai colleghi freelance ricordando come “ci hanno sospinto in questa battaglia, giacché nella categoria, in molti, non eravamo spontaneamente sensibili”. Ora -  ha concluso Natale  - c’è la necessità di una battaglia serrata per ottenere in tempi brevi il regolamento attuativo e l’applicazione della legge.

COMMISIONE LAVORO AUTONOMO FNSI: “UN FONDAMENTALE PASSO AVANTI
ORA L’IMPEGNO DI TUTTI PER UNA CORRETTA APPLICAZIONE DELLA NORMA”

 “Un fondamentale passo in avanti per la tutela dei diritti dei giornalisti freelance e del lavoro precarizzato. Una battaglia che ora deve continuare”. La Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi esprime la massima soddisfazione per la definitiva approvazione oggi (martedì 4 dicembre) in Parlamento della legge per l’equo compenso del lavoro giornalistico autonomo. Un risultato che è frutto di un lungo lavoro di pressione e mobilitazioni convergenti del Sindacato dei giornalisti, dell’Ordine, dell’insieme degli organismi di categoria e dei movimenti di base di freelance e precari. Un risultato reso possibile dal determinante appoggio da parte di parlamentari di tutti i gruppi politici, mossi dalla volontà di dare concreta attuazione all’art. 36 della Costituzione - sul diritto all’equo compenso - anche per i freelance. Un diritto che solo due anni fa sembrava impossibile poter reclamare per i giornalisti lavoratori autonomi, quasi sempre vergognosamente sottopagati e senza reali tutele. La Commissione lavoro autonomo della Fnsi, oltre alla soddisfazione per il grandissimo risultato,  sottolinea, però, anche la necessità che ora la mobilitazione continui: per un’identificazione nella commissione tecnica plurilaterale di livelli di equo compenso congrui e in effettiva coerenza con il contratto nazionale di categoria, per la loro corretta applicazione ovunque e senza elusioni, e scongiurando il rischio che, trascorsi i tre anni di validità del provvedimento previsti nel testo approvato, la legge non venga più rinnovata, divenendo così lettera morta. Per la Commissione lavoro autonomo Fnsi il secondo grande fronte d’impegno unitario di freelance, precari e della categoria tutta, dev’essere la piena e corretta applicazione della Carta di Firenze sulla tutela deontologica del lavoro giornalistico precario. E il terzo fronte quello del nuovo contratto Fieg-Fnsi, nel quale devono trovare diritto di cittadinanza ed effettiva applicazione le norme sul lavoro giornalistico autonomo e parasubordinato, puntando alla corretta contrattualizzazione di tutte quelle forme di lavoro autonomo che oggi, spesso, in realtà, nascondono forme di lavoro subordinato a tutti gli effetti. Su questi obiettivi la Commissione lavoro autonomo della Fnsi si sente impegnata ed invita tutti gli organismi territoriali di categoria e dei movimenti di base di freelance e precari a proseguire unitariamente in questa battaglia comune. 

GIORNALISTI: IACOPINO, LOTTA' PER DIGNITA' NON E' FINITA

''Grazie a tutti. Ai vertici della Fnsi (da Franco Siddi a Roberto Natale) e a quanti hanno speso le loro energie per questo risultato. Grazie soprattutto ai tanti che, con paziente silenzio, hanno atteso questa legge (nata nella sede dell'Odg il 18.05.2010), vivendo sulla loro pelle lo sfruttamento''. Lo dichiara il presidente dell'Ordine dei Giornalisti, Enzo Iacopino.
'Si conclude una fase importante della mia vita – prosegue Iacopino -. Non penso di aver saldato i miei debiti verso gli ultimi, trattati come schiavi non solo dagli editori. Ma mi sento un po' più in pace con la mia coscienza. La lotta per la dignità non è finita''.( ROMA, 4 DICEMBRE - ANSA)

GIORNALISTI: ECCO COSA PREVEDE LEGGE EQUO COMPENSO
COMMISSIONE STABILIRA' TARIFFE, NIENTE CONTRIBUTI AI TRASGRESSORI

La legge sull'equo compenso, approvata in via definitiva dalla commissione Cultura della Camera in seconda lettura, contiene norme per la remunerazione dei giornalisti free lance.
L'articolo 1 spiega che per compenso equo si intende la corresponsione di una remunerazione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, tenendo conto della natura, del contenuto e delle caratteristiche della prestazione, nonché della coerenza con i trattamenti previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria.
L'articolo 2 prescrive, invece, l'istituzione, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, della Commissione per la valutazione dell'equo compenso. La Commissione - che dura in carica 3 anni - è istituita presso il Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, che provvede al suo funzionamento con le risorse di cui dispone.
La commissione è composta di 7 membri ed è presieduta dal Sottosegretario all'editoria. La Commissione definisce il compenso equo entro due mesi dal suo insediamento, valutate le prassi retributive. Nello stesso termine, la Commissione deve redigere un elenco, costantemente aggiornato, dei quotidiani, dei periodici, anche telematici, delle agenzie di stampa e delle emittenti radiotelevisive che garantiscono il rispetto di un equo compenso, dandone adeguata pubblicità.
Ai sensi dell'articolo 3, a decorrere dal 1 gennaio 2013, la mancata iscrizione in tale elenco per un periodo superiore a sei mesi comporta la ''decadenza dall'accesso'' ai contributi in favore dell'editoria. Lo stesso articolo 3, inoltre, prevede che il patto contenente condizioni contrattuali in violazione dell'equo compenso è nullo. L'articolo 4 dispone la presentazione alle Camere di una relazione annuale sull'attuazione della legge. (ROMA, 4 DICEMBRE - ANSA)

GIORNALISTI: PELUFFO, SODDISFAZIONE PER OK A EQUO COMPENSO

Il sottosegretario all'Editoria, Paolo Peluffo, esprime ''viva soddisfazione per l'approvazione di una legge attesa da tempo, quella sull'equo compenso''.
''Con l'approvazione da parte della Commissione Cultura della Camera dell''equo compensò nel campo giornalistico – afferma Peluffo - si è fatto un passo verso quel bisogno di equità che attraversa un settore dove si sono diffuse pratiche di precariato sottopagato. Tutti i gruppi in Parlamento si sono battuti con convinzione per varare un testo di legge condiviso ed equilibrato, grazie al quale si punti ad avere una proporzione tra la remunerazione e la quantità e qualità del lavoro non subordinato svolto dai collaboratori di giornali, agenzie, quotidiani telematici, emittenti radiotelevisive. La legge istituisce una commissione presso il Dipartimento Editoria della presidenza del Consiglio che dovrà definire l'equo compenso e redigere un elenco dei media che garantiranno il rispetto questa equità''.
''Mi auguro quindi - prosegue Peluffo - che tutti, sindacati dei giornalisti, datori di lavoro, ministeri interessati, l'Inpgi, l'Ordine dei giornalisti collaborino per cercare assieme soluzioni equilibrate che rispondano all'obiettivo posto dalla legge. Legge che rappresenta una novità importante non solo nel nostro Paese ma nello scenario europeo perché sancisce il valore economico e sociale dei lavoratori della conoscenza, in un momento di totale trasformazione dell'editoria verso il digitale''. (ROMA, 4 DICEMBRE - ANSA)

GIORNALISTI: APPROVATO EQUO COMPENSO, SODDISFAZIONE DI PELUFFO

La commissione Cultura della Camera ha approvato all'unanimità, in sede legislativa, il provvedimento per l'equo compenso per i giornalisti. Il testo, già esaminato al Senato in seconda lettura, diventa dunque legge.
Il sottosegretario all'Editoria, Paolo Peluffo, ha espresso "viva soddisfazione per l'approvazione di una legge attesa da tempo".
Secondo Peluffo "si è fatto un passo verso quel bisogno di equità che attraversa un settore dove si sono diffuse pratiche di precariato sottopagato. Tutti i gruppi in Parlamento si sono battuti con convinzione per varare un testo di legge condiviso ed equilibrato, grazie al quale si punti ad avere una proporzione tra la remunerazione e la quantità e qualità del lavoro non subordinato svolto dai collaboratori di giornali, agenzie, quotidiani telematici, emittenti radiotelevisive".
"La legge istituisce una commissione presso il Dipartimento Editoria della presidenza del Consiglio che dovrà definire l'equo compenso e redigere un elenco dei media che garantiranno il rispetto questa equità", sottolinea Peluffo, "Mi auguro quindi che tutti, sindacati dei giornalisti, datori di lavoro, ministeri interessati, l'Inpgi, l'Ordine dei giornalisti collaborino per cercare assieme soluzioni equilibrate che rispondano all'obiettivo posto dalla legge. Legge che rappresenta una novità importante non solo nel nostro Paese ma nello scenario europeo perché sancisce il valore economico e sociale dei lavoratori della conoscenza, in un momento di totale trasformazione dell'editoria verso il digitale". (ROMA, 4 DICEMBRE - AGI)

GIORNALISTI: MOFFA, EQUO COMPENSO LEGGE DI CIVILTÀ

''Oggi il Parlamento ha scritto una pagina di bella politica approvando una legge di civiltà che pone fine allo sfruttamento di migliaia di lavoratori, molti dei quali giovani che si avvicinano alla professione giornalistica''. Così Silvano Moffa (Pt), presidente della commissione Lavoro della Camera. (ROMA, 4 DICEMBRE - ANSA)

GIORNALISTI: MAZZUCA E BARBIERI, EQUO COMPENSO MISURA DI CIVILTÀ

"L'approvazione della legge sull'equo compenso finalmente riporta parametri economici accettabili nel  selvaggio mondo delle collaborazioni giornalistiche". Così in una nota i deputati Giancarlo Mazzuca e Emerenzio Barbieri, componenti della Commissione Cultura alla Camera dei Deputati. "L'esigenza di un provvedimento legislativo sulla materia era quanto mai urgente come avevano anche ricordato tempo fa il Presidente della Repubblica e il Presidente del Senato, che avevano sollecitato una positiva e rapida conclusione dell'iter legislativo. La legge sull'equo compenso- concludono i deputati - è una risposta di civiltà contro il precariato selvaggio che affligge larghe aree dell'informazione e permette a troppi editori senza scrupoli di sfruttare oltre ogni limite il lavoro dei giornalisti". (ROMA, 4 DICEMBRE - ADNKRONOS)

GIORNALISTI: VITA (PD), CON EQUO COMPENSO STOP A SFRUTTAMENTO

"Giornata positiva per il giornalismo precario. Approvata finalmente la legge sull'equo compenso alla Camera dopo il complicato iter al Senato. Insieme alla Fnsi e all'Ordine dei giornalisti e ai numerosi parlamentari che se ne sono occupati possiamo gioire per il successo. Soprattutto diciamo grazie al coordinamento dei precari che ha sollecitato in tutti i modi le istituzioni ad occuparsi della piaga dello sfruttamento del lavoro intellettuale. È un piccolo passo avanti, non è ancora una vera riforma. Tuttavia, è una controtendenza rispetto alla sbornia liberista e proprietaria di questi anni". Lo dichiara Vincenzo Vita (Pd). (ROMA, 4 DICEMBRE - ADNKRONOS)

 GIORNALISTI: PD, LEGGE SU EQUO COMPENSO È ATTO DI CIVILTA'

"Siamo molto soddisfatti per l'approvazione della legge sull'equo compenso, è un atto di civiltà. Si tratta di norme molto attese che serviranno a combattere lo sfruttamento dei giornalisti, specie di quelli più giovani, e la precarietà". Lo ha detto la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Maria Coscia che sottolinea come "approvando all'unanimità queste norme, il parlamento ha dato un messaggio chiaro: la precarietà deve essere combattuta per dare dignità ai lavoratori. È un segnale molto importante che auspichiamo possa essere recuperato anche in altri settori della nostra economia", conclude. (ROMA, 4 DICEMBRE - AGI)

GIORNALISTI: GOISIS (LN), EQUO COMPENSO PER DIGNITA' LAVORO

''E' con grande soddisfazione che saluto l'approvazione della legge che stabilisce che debba esserci un equo compenso per i giornalisti. Un traguardo a cui in commissione cultura abbiamo lavorato molto e con convinzione e che adesso, finalmente, vede la luce. Come capogruppo della Lega Nord in commissione cultura ho sempre sostenuto la fondatezza di questa decisione, anche quando qualche dubbio è stato sollevato in sede di discussione''. Lo afferma Paola Goisis.
''Io credo che l'equo compenso sia una misura che salvaguarda la dignità del lavoro dei giornalisti, specialmente dei più giovani che si avvicinano con tanta passione a questa professione così affascinante e delicata al tempo stesso. Non si può professarsi a favore dei giovani e del lavoro e poi dichiararsi contrari a stabilire una misura minima di compenso per i giornalisti: per questo anche la Lega Nord ha votato a favore, e con convinzione, per portare al traguardo un provvedimento che ha avuto un iter lungo. Non credo sia giusto che ci siano dei collaboratori, giovani o meno giovani, pagati 3-4 euro per articolo: questo da un lato svilisce la loro professionalità e dell'altro ne mina la situazione, privandoli - a mio avviso - della tranquillità necessaria a svolgere un lavoro così delicato. Io penso che la libertà di stampa e di espressione si difenda non solo facendo le battaglie per non mandare in carcere i giornalisti (battaglia che noi condividiamo) ma anche assicurando a chi svolge questo lavoro, un livello accettabile di retribuzione'', conclude. (ROMA, 4 DICEMBRE - ANSA)

 GIORNALISTI: ZAZZERA (IDV), EQUO COMPENSO LEGGE DI CIVILTA' 

''Italia dei valori ha sostenuto questa proposta di legge che rappresenta un primo passo verso la civiltà perché dà dignità al lavoro del giornalista e mette ordine in una giungla che schiaccia i diritti. Non è ammissibile che vi siano giornalisti precari che vengono pagati 2 euro al pezzo, così come documentato dal lavoro di indagine portato avanti dall'ordine dei giornalisti''. Lo dichiara in una nota Pierfelice Zazzera, vice presidente Idv della commissione Cultura alla Camera.
''L'approvazione di questa legge, avvenuta all'unanimità - aggiunge - è un esempio di buona politica. Sarebbe un ulteriore segnale positivo  se i contributi pubblici all'editoria venissero erogati anche alla luce del rispetto di questo principio sacrosanto affermato oggi con l'approvazione di questa legge''. (ROMA, 4 DICEMBRE - ANSA)

GIORNALISTI: APPROVATA LEGGE EQUO COMPENSO, ASR ORA NEL CONTRATTO REGOLE A TUTELA DEI COLLEGHI COLLABORATORI AUTONOMI

Equo compenso, è fatta. Finalmente  è stata approvata la legge che riconosce ai giornalisti free lance e collaboratori autonomi il diritto a essere retribuiti dignitosamente con un equo compenso. Il giusto riconoscimento per tutti quei colleghi  costretti finora a forme di lavoro e retribuzioni  indecenti. Un passo fondamentale per un paese democratico,  un successo  di tutti che ha visto uniti con determinazione sindacato nazionale, regionale e Ordine dei giornalisti in una battaglia che significa dignità per la categoria.
“ Come abbiamo più volte ribadito, si tratta solo di un primo passo, –  ha detto Paolo Butturini, segretario dell’Associazione stampa romana –  nostro compito sarà di vigilare sulle deliberazioni della Commissione preposta e sulla applicazione della legge stessa. Bisogna inoltre intensificare ed estendere l’iniziativa sindacale perché nel prossimo contratto ci siano regole a tutela dei colleghi collaboratori autonomi.”

REGIONE: VENETO; DONAZZAN, BENE LEGGE EQUO COMPENSO

Per l'assessore regionale alla Formazione e al Lavoro Elena Donazzan, ''oggi in Parlamento e' stata sicuramente scritta una pagina molto importante per la dignita' del lavoro. Con l'approvazione della legge sull'equo compenso finira' quello che puo' tranquillamente essere definito uno sfruttamento dei giornalisti precari''. Donazzan Commenta cosi' l'approvazione oggi, da parte della Commissione Cultura della Camera, della legge sull'equo compenso. ''Anche in Veneto- aggiunge Donazzan- dove gia' tempo stiamo seguendo la difficile situazione lavorativa dei giornalisti freelance, stiamo lavorando per restituire dignita' alla professione e ci adopreremo per scrivere al piu' presto una bella pagina anche qui con l'approvazione di una legge regionale''. (.ANSA) - VENEZIA, 4 DIC -

  GIORNALISTI: GHIZZONI (PD), SU EQUO COMPENSO SUPERATE POSIZIONI DI BANDIERA =

 ''Il Parlamento, approvando all'unanimita' la legge sull'equo compenso nel settore giornalistico, ha dato una risposta di civilta' e ha dimostrato la capacita' di travalicare le posizioni di bandiera a favore dell'interesse dei cittadini e delle cittadine''. Lo dichiara Manuela Ghizzoni, presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati. ''E' una legge necessaria che, se applicata, puo' evitare lo sfruttamento dei lavoratori precari e freelance che contribuiscono a garantire il diritto costituzionale all'informazione. Solo un compenso equo e congruo - sottolinea Ghizzoni - puo' garantire la liberta' di un giornalista, altrimenti vessato da trattamenti economici libero-professionali inidonei ad assicurare il rispetto della dignita' del lavoratore''. ''Il testo approvato - spiega la presidente della Commissione - introduce, inoltre, una norma che richiede la trasmissione alle Camere, da parte del Presidente del Consiglio, di una relazione annuale sullo stato di attuazione della legge. Sara' con l'atto di verifica del funzionamento delle leggi deliberate che il Legislatore avra' svolto il suo compito''. (Roma, 4 dicembre - Adnkronos)

GIORNALISTI, L'ALTERNATIVA: L'FNSI NOMINI SUBITO MEMBRO COMMISIONE EQUO COMPENSO


"L'Fnsi indichi al più presto il suo membro in commissione per la legge sull'equo compenso", questo l'appello lanciato dai consiglieri della componente Fnsi L'alternativa, Massimo Calenda, Paolo Corsini, Marco Ferrazzoli e Pierangelo Maurizio. "Questa normativa potrebbe finalmente interrompere la pessima e diffusissima prassi dei collaboratori che, svolgendo spesso un lavoro essenziale per le redazioni, ricevono compensi da fame. L'applicazione passa però per il confronto in una Commissione che deve essere indicata entro un mese dal 18 gennaio. La Federazione nazionale della stampa italiana non ha ancora indicato il suo componente in base alla motivazione, ha spiegato oggi il direttore Giancarlo Tartagalia in un workshop, che si attende di capire quale sarà l'interlocutore aziendale. Il presidente del Consiglio nazionale dell'ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, ha già stigmatizzando tale non decisione, sollecitando il vertice Fnsi. Ci associamo al sollecito del presidente del Cnog - concludono i consiglieri Fnsi de L'Alternativa - affinché il sindacato dei giornalisti non si trovi nell'assurda posizione di inadempienza rispetto a un iter finalizzato a soccorrere i colleghi più sfortunati". 25 gennaio 2013

  EQUO COMPENSO, LEGGE DA APPLICARE

''L'equo compenso è legge. Ora non facciamoci trovare impreparati proprio noi rappresentanti dei lavoratori''. A lanciare l'appello è il presidente dell'Ordine dei Giornalisti Enzo Iacopino, al convegno 'Equo Compenso: una legge da applicare', organizzato dall'Associazione Stampa Romana per fare il punto sull'entrata in vigore della normativa sui compensi ai giornalisti iscritti all'albo non titolari di rapporto subordinato.    ''La legge - spiega Paolo Butturini, segretario dell'Asr - stabilisce i principi e l'organigramma che dovrebbe portare all'applicazione. Il movimento ha avuto un ruolo importante perchè ha smosso due enti elefantiaci come l'Ordine e la  Fnsi, ma ora tutto questo va tradotto in pratica''. Primo scoglio da superare, i tempi ''molto stretti''. La legge prevede infatti che entro 30 giorni si costituisca una commissione formata dal sottosegretario con delega all'informazione (o un suo delegato) e altri sei membri in rappresentanza del ministero del Lavoro e di quello dello Sviluppo, del Consiglio dell'Ordine, dell'Inpgi, delle organizzazioni sindacali giornalistiche e di quelle dei datori di lavoro. Entro due mesi (ma non vi è pena sanzionatoria) tale commissione dovrebbe poi redigere un regolamento sull'equo compenso e un elenco delle testate che rispettano le tariffe stabilite. La mancata iscrizione all'elenco per più di sei mesi comporta la decadenza del contributo all'editoria e di altri benefici pubblici.    ''L'Ordine ha già nominato il suo rappresentante in commissione (lo stesso presidente, ndr) - dice Iacopino -. Sollecito Fnsi e Inpgi a non temporeggiare aspettando la richiesta. Non dobbiamo concedere alibi perchè già l'organizzazione degli editori, ovviamente, cercherà di tirarla per le lunghe''. Pur rivoluzionaria, in quanto per la prima volta estende l'articolo 36 della Costituzione anche ai lavoratori autonomi e potrebbe quindi fare da modello per altre categorie, e fortemente richiesta dalle migliaia di giornalisti sottopagati, la legge mantiene però ancora molte criticità e non risolve alcune annose questioni come ''i molti subordinatispacciati per autonomi'' o ''le finte partire Iva'', dicono il vicedirettore generale dell'Inpgi Mimma Iorio e il direttore dell'Fnsi, Giancarlo Tartaglia. Occorrono poi dei ''paletti'', aggiungono i lavoratori, ''per non rischiare di peggiorare la situazione dei pochi freelance finora adeguatamente pagati''. 28 gennaio 2013

FREELANCE: "EQUO COMPENSO", OGGI GIORNATA DECISIVA
FNSI: "UNA LEGGE PER LA DIGNITÀ DEL GIORNALISMO"

“La legge sull'equo compenso per i giornalisti free lance e collaboratori autonomi è finalmente ad un passo dal traguardo. Il relatore Carra, sentito con l'on. Giulietti dalla Fnsi, ha confermato che sono stati superati gli ultimi passaggi parlamentari prima del voto finale, fissato per oggi martedì, 4 dicembre, da parte della Commissione Cultura della Camera convocata in sede legislativa dalla presidente, on. Manuela Ghizzoni sul testo concordato, che non presenta cambiamenti rispetto a quello rientrato alla Camera dal Senato.
Sono arrivati i prescritti pareri (favorevoli) delle altre commissioni. Ora il progetto di legge Moffa, Carra, Giulietti, Pisicchio e altri ha concluso un iter che consentirà il varo definitivo di una legge molto attesa per la dignità di un'area di giornalismo diffuso e essenziale sin qui maltrattato e costretto a forme di lavoro e compenso indecenti. Un passo avanti importante sospinto con determinazione da tutto il giornalismo italiano e dai suoi organismi”. 29 novembre 2012

GIORNALISTI: CARRA (UDC), MARTEDÌ VOTO SU EQUO COMPENSO

''Equo compenso: ormai è fatta! Pareri favorevoli delle commissioni. Si vota in via definitiva martedì ore 13. Ogni promessa è un debito''. Lo scrive su Twitter Enzo Carra dell'Udc, annunciando così il voto definitivo sul provvedimento sull'equo compenso per i giornalisti precari.  (ROMA, 29 NOVEMBRE - ANSA)

GIORNALISTI: EQUO COMPENSO; GIULIETTI, VICINI ALL'APPRODO
''Ci auguriamo che una legge tanto attesa e tanto osteggiata possa davvero giungere all'approdo e contribuire ad affermare quei principi di equità e di solidarietà che, troppo spesso, è stato calpestato da qualche imprenditore spregiudicato e senza scrupoli, etici e professionali''. È l'auspicio di Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, che in una nota congiunta con il relatore Enzo Carra (Udc) plaude al voto definitivo in sede legislativa in commissione Cultura alla Camera, annunciato per martedì 4 dicembre, sul provvedimento sull'equo compenso per i giornalisti.
''Tutte le commissioni hanno finalmente espresso il parere sulla legge'', ricordano Giulietti e Carra. ''A questo punto la commissione Cultura potrà finalmente procedere al voto definitivo in sede legislativa, decisione condivisa da tutte le forze politiche''. (ROMA, 29 NOVEMBRE - ANSA)

MOZIONE APPROVATA DALL'ASSEMBLEA NAZIONALE SUL LAVORO AUTONOMO FNSI
FREELANCE: "EQUO COMPENSO", WELFARE, PARI DIRITTI
VIGILANZA E MOBILITAZIONE PER CONQUISTARE LA LEGGE

Potenziare l'operatività della Commissione e dell'Assemblea nazionale lavoro autonomo della Fnsi, con particolare riferimento alla legge sull'equo compenso, all'attuazione della Carta di Firenze sul precariato giornalistico e alle tematiche del lavoro autonomo nel nuovo contratto Fnsi-Fieg. Sottolineate anche l'urgenza di aprire a livello nazionale delle vertenze sulle problematiche dei giornalisti collaboratori e l'attualità dell'ordine del giorno sul lavoro autonomo approvato dal XXVI Congresso Fnsi di Bergamo, a cui va data piena attuazione.
Queste le indicazioni giunte dall'Assemblea e dalla Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi, riunite in seduta congiunta a Roma il 16 novembre scorso. Dopo le relazioni introduttive del presidente della Commissione, il Segretario generale aggiunto della Fnsi Giovanni Rossi, e del coordinatore dei freelance Maurizio Bekar, alla presenza del Presidente della Fnsi Roberto Natale, del vice-segretario Carlo Maria Parisi e dei membri della Giunta esecutiva Leyla Manunza, Fabio Morabito e Paola Vescovi si è aperto il dibattito tra i rappresentanti dei freelance giunti da tutta Italia. Accolta all'unanimità la mozione finale.
Sottolineando come dalla crisi dell'editoria non si esca con i tagli degli organici, del costo del lavoro e con l'impoverimento del prodotto, ma con nuove progettualità, con la qualità dei giornalisti e dell'informazione, la mozione indica la necessità di contrattualizzare tutte quelle forme di lavoro dipendente ora mascherato da autonomo, e di garantire pari diritti, retribuzioni adeguate e welfare ai veri freelance, con azioni unitarie e solidali tra contrattualizzati e autonomi.
Auspicando la definitiva approvazione della legge sull'equo compenso, viene anche invitato a vigilare affinché questo venga individuato in effettiva coerenza con le tariffe del contratto collettivo nazionale e correttamente applicato ovunque. Altrettanto va data piena attuazione alla Carta di Firenze, supportando la presentazione di esposti, seguendone l'iter e la pubblicizzazione delle sentenze, e con la costituzione da parte di Ordine ed Fnsi dell'Osservatorio permanente sulla dignità professionale previsto all'art. 3 della Carta stessa.
Sul ruolo dei collaboratori nel nuovo contratto Fieg-Fnsi s'invita a un ampio confronto e alla mobilitazione, coinvolgendo a tutti i livelli i giornalisti precari, così come nella rappresentanza e nelle vertenze dei Cdr. S'invita anche ad avviare delle vertenze sulla tutela dei diritti dei collaboratori e una campagna per la corretta applicazione della legge 150/2000 sugli uffici stampa, d'intesa con la Commissione uffici stampa Fnsi e con il coinvolgimento dei freelance sui territori.
Richiesto anche di avviare dei corsi di formazione sindacale e sulle normative rivolti ai freelance, e dei corsi di aggiornamento professionale (previsti nel contratto Fieg-Fnsi) adeguati alle nuove esigenze del mercato, con una riconversione anche in questo senso delle Scuole di giornalismo.
Si chiede inoltre che sia data piena attuazione all’Ordine del giorno sul lavoro autonomo approvato dal XXVI Congresso Fnsi, secondo il quale gli organismi di Commissione e Assemblea nazionali e Commissioni Regionali per il lavoro autonomo vanno “sviluppati e sostenuti con azioni, mezzi e risorse economiche adeguati a garantire loro di operare con continuità ed efficacia”. E, puntando all'interazione con tutti i freelance ed autonomi impegnati nei territori, negli organismi di categoria e nei movimenti di base, si chiede infine all'Fnsi di aprire un tavolo-vertenza editori, governo e Inpgi sui giornalisti atipici, esclusi dalla recente riforma del mercato del lavoro, e di promuovere gli Stati generali dell’informazione precaria: dagli stati di crisi ai nuovi scenari del giornalismo.
Comunicato Assemblea nazionale dei lavoratori autonomi Fnsi del 16 novembre 2012

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