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Lavoro autonomo | 27 Nov 2018
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Incontro con Di Maio, Motta (Fnsi): «Non consentiremo ai 5 Stelle di strumentalizzare i giornalisti precari»

«Se il ministro vuole un confronto serio e costruttivo, cominci a sostenere gli emendamenti alla legge di Bilancio per contrastare il lavoro irregolare, a rinunciare all'azzeramento del fondo per l'editoria e a chiedere scusa pubblicamente per gli insulti», incalza Mattia Motta, vicesegretario Fnsi e presidente Clan.
Mattia Motta, vicesegretario Fnsi e presidente Clan

«Non consentiremo al Movimento 5 Stelle di strumentalizzare i giornalisti precari per fare propaganda. Rispondere all'invito del ministro Di Maio sarebbe un atto di sottomissione a chi insulta i cronisti, si augura la distruzione di aziende e posti di lavoro e non muove un dito contro lo sfruttamento dei giornalisti precari. È questa la vera vergogna: se ne faccia una ragione il sottosegretario Di Stefano». Questa la risposta di Mattia Motta, vicesegretario della Fnsi e presidente della Commissione nazionale lavoro autonomo, alla polemica sollevata da alcuni esponenti 5 Stelle dopo il secondo rifiuto di sindacato e Ordine di incontrare il ministro del Lavoro.

«Da giornalista precario, insieme con altri colleghi – prosegue Motta – sarò davanti al ministero dello Sviluppo economico il prossimo 10 dicembre per smascherare il bluff di Di Maio. Se vuole un confronto serio e costruttivo, cominci a sostenere gli emendamenti alla legge di Bilancio per contrastare il lavoro precario, a rinunciare all'azzeramento del fondo per l'editoria e a chiedere scusa pubblicamente per gli insulti. Se il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stato costretto in meno di due mesi a intervenire per ben sette volte in difesa della libertà di stampa, evidentemente, qualche problema c'è».

@fnsisocial
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