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Iniziative | 05 Nov 2018
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'Informazione e democrazia', 25 premi Nobel chiedono una 'Dichiarazione internazionale'

L'iniziativa, lanciata dal gruppo di scrittori, economisti, avvocati che fanno parte di una commissione promossa da Reporter senza frontiere, è rivolta ai capi di Stato e di governo che dall'11 al 13 novembre parteciperanno al Forum di Parigi per la pace.
La home page di rsf.org

Un patto che dia garanzie democratiche all'informazione e alla libertà d'opinione: a chiederlo sono 25 premi Nobel ed intellettuali in un appello rivolto a 60 capi di Stato e di governo che dall'11 al 13 novembre parteciperanno al Forum di Parigi per la pace, in occasione delle commemorazioni per il centenario della Grande Guerra.

Gli economisti Amartya Sen e Joseph Stiglitz, l'avvocatessa Shirin Ebadi e lo scrittore Mario Vargas Llosa fanno parte di una commissione sull'informazione e la democrazia promossa da 'Reporter senza frontiere' (Rsf). Nel loro appello deplorano che «libertà, concordia civile e pace sono oggi minacciate dal controllo politico su stampa e media», denunciando «la disinformazione di massa sulla rete, la fragilità economica del giornalismo di qualità e i violenti attacchi ai danni dei giornalisti».

In un contesto di «mondializzazione, digitalizzazione e sconvolgimento dello spazio pubblico», la commissione propone ai potenti del pianeta una 'Dichiarazione internazionale sull'informazione e la democrazia', un testo di sei pagine quale base di partenza del lavoro da attuare «in un momento storico cruciale».

Nobel ed intellettuali di fama mondiale chiedono a Macron, ai suoi omologhi, tra gli altri l'americano Donald Trump e il russo Vladimir Putin, di lanciare «un processo politico per arrivare alla firma di un apposito patto entro un anno». Suggeriscono la creazione di un apposito gruppo internazionale di esperti sull'informazione e la democrazia, come quello già operativo sul clima (il Giec), per creare meccanismi di promozione di una informazione affidabile, garantire il pluralismo, far rispettare il diritto alla privacy, a cominciare dai giganti del Web, chiamati per primi ad «osservare i principi fondamentali».

Il gruppo costituito da personalità autorevoli di ogni nazionalità era stato ricevuto lo scorso settembre all'Eliseo e il presidente Macron si era impegnato a sostenere e promuovere il suo operato. (Agi – Parigi, 5 novembre 2018)

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