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Convegni 27 Mag 2015

“La Siria di padre Paolo e oltre”, il racconto dell’incontro fatto da uno degli organizzatori e il messaggio dei familiari

Una partecipata e coinvolta piccola folla ha preso parte ieri all'incontro-dibattito, organizzato in Fnsi con Articolo 21 e Il mondo di Annibale, dal titolo “La Siria di padre Paolo e oltre”: un buon esito che testimonia una volta di più che il ruolo del giornalismo nell'illuminare, dare voce e luce, alle periferie del mondo e della coscienza è quell'elemento in più che fa la differenza in un mestiere sempre comunque e dovunque difficile. Ecco il commento della serata di uno degli organizzatori dell'incontro, Riccardo Cristiano dell'associazione Il mondo di Annibale, che sul sito web dell'associazione titola: "La Fnsi, il prete Dall'Oglio e il buco nero della storia. Un convegno che fa venire un'idea: forse tanto pessimismo sul giornalismo italiano è infondato".

Una partecipata e coinvolta piccola folla ha preso parte ieri all'incontro-dibattito, organizzato in Fnsi con Articolo 21 e Il mondo di Annibale, dal titolo “La Siria di padre Paolo e oltre”: un buon esito che testimonia una volta di più che il ruolo del giornalismo nell'illuminare, dare voce e luce, alle periferie del mondo e della coscienza è quell'elemento in più che fa la differenza in un mestiere sempre comunque e dovunque difficile. Ecco il commento della serata di uno degli organizzatori dell'incontro, Riccardo Cristiano dell'associazione Il mondo di Annibale, che sul sito web dell'associazione titola: "La Fnsi, il prete Dall'Oglio e il buco nero della storia. Un convegno che fa venire un'idea: forse tanto pessimismo sul giornalismo italiano è infondato".

"Tutto è nato da una telefonata del portavoce di Articolo21, Giuseppe Giulietti: "Mi risulta che ci sia un gesuita rapito da quasi due anni in Siria. E soprattutto mi risulta che sia un cittadino italiano. Certo, è solo uno dei 20mila sequestrati in Siria ma è nostro concittadino. Il suo e gli altri 19.999 casi non ci riguardano? Non per dare notizie che non abbiamo, ma per riflettere su un destino che ci coinvolge?"
Aiutare a contattare i relatori era l'aiuto richiesto, per gli impegni sindacali di Santo Della Volpe, che spesso si protraggono fino a tarda ora, ma riscontrare disponibilità è stato più facile di trovare acqua nel mare. Ci voleva poi uno di lì, un cristiano orientale, un "arabo cristiano". La fortuna di avere una umana consuetudine con il professor Antoine Courban, docente della Saint Joseph University, mi ha aiutato ad essere utile."Ci sarò: gli onori e la possibilità di esprimere riconoscenza a padre Paolo sono doni, non sforzi."
La sala stracolma, alla fine non lo è stata per radicamenti amicali dei promotori, ma per l'affetto che tanti nutrono per un uomo che ha dedicato la vita all'urgenza prioritaria dell'oggi di ciascuno di noi, costruire nel nostro Mediterraneo la società, la cultura del vivere insieme. Il vivere insieme è diverso dal convivere, visto che le diverse forme di convivenza oggi previste prevedono anche quella dei separati in casa. La società del vivere insieme è basata sul legame tra me e te.
"Dall'Oglio, un profeta del nostro tempo", ha esordito il cristiano orientale Antoine Courban, assicurandoci che la maggioranza dei sunniti non sono contrari a libertà e democrazia (qui il link al suo intervento completo).
Vedere Ismaele, riconoscerlo, riconoscere la sete di Ismaele,è stato il commosso tributo dell'imam di Trieste al gesuita che ha scritto un libro sui musulmani e su "La sete di Ismaele", figlio di Abramo, come Isacco.
Come sovente accade ai gesuiti padre Luciano Larivera ha stupito non pochi andando a scovare una pagina nei libri di Paolo in un cui rammentava un suo incontro con padre Franz, ucciso a Homs dopo aver vissuto in città i due anni di assedio lealista, e padre Mourad, sequestrato in questi giorni nei pressi di Palmira. Una frase che sembra dire molto, troppo di più di quanto vi è scritto.
Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egidio, ha ricordato le discussioni, le risate e le baccagliate con il suo amico quasi d'infanzia, appassionato amico dell'uomo, un'amicizia che oggi grida per le persistenti difficoltà ad attivare corridoi umanitari per chi fugge da guerre, pulizie etniche, carestie, massacri, torture, lager.
Se Paolo Dall'Oglio si definiva siriano noi potremmo definire italo-siriano uno dei tanti giornalisti presenti, per ascoltare, Amedeo Ricucci. Un fatto che mi ha fatto ritenere che tanto pessimismo sul giornalismo italiano sia infondato".
Questo, infine, il saluto dei familiari di padre Paolo: “Siamo grati alla Federazione Nazionale della Stampa e a tutti coloro che  hanno contributo e partecipato, per aver organizzato questo momento di riflessione sul messaggio spirituale di Paolo e su quanto aveva cercato di fare per il dialogo. È un modo per andare al di là di lui, per cercare di andare “oltre”. E forse lui, da quaggiù o da quassù, di questo sarebbe contento.
Vorremo condividere con voi il passaggio finale del testo degli auguri di Natale  scritto da Paolo nel 2011. Quasi quattro anni fa, eppure, a rileggerlo sembrerebbe  ancora, nonostante il tempo passato, di un’attualità estrema, come nulla in fondo, nonostante la devastante furia degli eventi, possa essere cambiato rispetto ad una impostazione solida, instancabile a suo modo “insistente”.
 “…esprimere la solidarietà e la partecipazione al dolore di ogni famiglia che ha perso una persona cara durante questi eventi deplorevoli Preghiamo e chiediamo inoltre la consolazione per le famiglie dei prigionieri, gli scomparsi, i feriti e i combattenti. Preghiamo per ogni affamato e per ogni infreddolito. Preghiamo per chi è esposto al pericolo e alla vendetta … e chiediamo luce per i responsabili di tutte le parti e le appartenenze in causa, affinché possano scegliere sinceramente la via della riconciliazione. Non c’è giustizia ed equità senza tolleranza e perdono.”
Con questo messaggio, così vivo e attuale ancora, desideriamo salutarvi e ringraziarvi, con la consapevolezza che solo il più piccolo pezzettino che ognuno di noi può fare a seconda dei contesti e delle responsabilità che gli sono proprie, o che  “gli sono date” potrà contribuire”.

@fnsisocial

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