CERCA
Cerca nelle notizie
Dal
Al
Cerca nel sito
Fnsi 20 Gen 2005

Nuovo Quotidiano di Puglia. Confermata la condanna in Appello per Caltagirone. Salvati, presidente dell'Assostampa:"Ora l'editore applichi la sentenza e reintegri gli otto colleghi"

Nuovo Quotidiano di Puglia. Confermata la condanna in Appello per Caltagirone. Salvati, presidente dell'Assostampa:"Ora l'editore applichi la sentenza e reintegri gli otto colleghi"

Nuovo Quotidiano di Puglia. Confermata la condanna in Appello per Caltagirone. Salvati, presidente dell'Assostampa:"Ora l'editore applichi la sentenza e reintegri gli otto colleghi"

A quasi sette anni di distanza dall’apertura della vertenza, la Corte d’Appello di Lecce – Sezione Lavoro (presidente Delli Noci, relatore Benfatto, a latere Viggiani) ha confermato la sentenza di primo grado che disponeva il reintegro di sette giornalisti professionisti e di un collaboratore nell’organico del “Nuovo Quotidiano di Puglia”, al termine di una vertenza originata dall’anomala cessione della testata. La società editoriale, controllata da Franco Gaetano Caltagirone, è stata condannata a reintegrare gli otto giornalisti e a corrispondere loro tutti gli emolumenti arretrati dal giugno ’98 ad oggi. Riformando parzialmente il giudizio di primo grado, la Corte d’Appello ha respinto, invece, i ricorsi di altri due collaboratori. Gli otto colleghi di Quotidiano (i redattori Tonio Attino, Roberto Guido, Vito Luperto, Massimo Melillo, Marcello Orlandini, Franco Sinisi, Marcello Tarricone e il collaboratore Francesca Mandese) sono protagonisti di una vertenza che ha origine nell'anomala cessione d'azienda avvenuta nel giugno '98 tra l'Edisalento dell'ex ministro Signorile e l'Alfa editoriale del Gruppo Caltagirone. Da quel momento a questi giornalisti fu impedito di continuare a lavorare in redazione, anche quando nel dicembre ’98 il Tribunale del Lavoro di Lecce in via d’urgenza dispose il reintegro, confermato nel settembre 2002 dalla sentenza di primo grado, pronunciata dal Giudice del Lavoro di Lecce dottor Francesco Buffa. Nel corso di questi anni i giornalisti hanno dovuto subire provvedimenti vessatori e persecutori (dal trasferimento d’imperio nella redazione di Bari, iniziativa editoriale poi malamente abortita, alla denuncia penale e al pedinamento di uno dei colleghi dirigente sindacale) per aver avuto la sola colpa di chiedere il rispetto delle regole, del contratto e delle leggi. E tutto ciò nonostante più volte il sindacato dei giornalisti avesse chiesto all'azienda di dare corretta e piena esecuzione alle disposizioni della magistratura del lavoro di Lecce. Da allora a oggi, in sostanza, l'editore Caltagirone ha tentato di portare a termine una vera e propria ristrutturazione selvaggia, eludendo le ordinanze della magistratura, e discriminando quei colleghi che coerentemente hanno fin dal primo momento seguito e condiviso le indicazioni del sindacato regionale e nazionale, rifiutando di sottomettersi al regime della contrattazione individuale che portò al traumatico passaggio di proprietà di "Quotidiano", e contro il sindacato come attestato dall’ordinanza per comportamento antisindacale passata in giudicato del luglio’98. La sentenza”, commenta il presidente dell’Associazione della Stampa di Puglia Felice Salvati, “dimostra ancora una volta la ragionevolezza delle posizioni del sindacato dei giornalisti e quanto sia inconcludente e dannosa per lo stesso editore la pervicace ostinazione ad eludere le sentenze della magistratura, rifiutando di incanalare la vertenza nei binari di un corretto confronto sindacale. Un confronto che mai come ora è auspicato e che, oltre a rilanciare il dialogo deve puntare al consolidamento di una testata da sempre punto di riferimento per l’informazione nel Salento”. “Pur esprimendo il rammarico per l’esclusione di due collaboratori ”, dichiara il vice-presidente dell’Assostampa di Puglia, Roberto Guido, “questa sentenza, ristabilendo la legalità, ripaga quei colleghi che dal ’98 hanno subito – e stanno ancora oggi subendo – una lunga catena di vessazioni, di abusi e di violazioni contrattuali messi in atto dall'editore Caltagirone. Siamo grati alla magistratura per aver riaffermato che un settore cruciale quale quello dell’informazione non può e non deve essere lasciato al libero arbitrio degli editori”. I dieci giornalisti di “Quotidiano” sono assistiti in giudizio da un pool di avvocati composto da Domenico D’Amati (del Foro di Roma), Luigi Renna, Nicola De Pietro (del Foro di Lecce) e Giuseppe Giordano (del foro di Brindisi).

@fnsisocial

Articoli correlati