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Fnsi 22 Ott 2002

Paolo Serventi Longhi: “Inconcepibili dichiarazioni del censore Castelli contro il diritto di cronaca. Se ne vada” Siddi: "E' un insulto a chi fa informazione"

Paolo Serventi Longhi: “Inconcepibili dichiarazioni del censore Castelli contro il diritto di cronaca. Se ne vada” Siddi: "E' un insulto a chi fa informazione"

Paolo Serventi Longhi:
“Inconcepibili dichiarazioni
del censore Castelli
contro il diritto
di cronaca. Se ne vada”
Siddi: "E' un insulto
a chi fa informazione"

Il Segretario della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Paolo Serventi Longhi, ha dichiarato: “Mi auguro che il mondo dell’informazione e il giornalismo in particolare reagiscano immediatamente, con la massima durezza contro le inconcepibili dichiarazioni e le assurde proposte del Ministro della Giustizia Roberto Castelli. L’esponente di un governo, che ha nell’informazione precisi interessi, attacca il diritto di critica e di cronaca esercitato liberamente da alcuni organi di stampa accusati di killeraggio per essersi permessi di esprimere opinioni diverse rispetto a quelle del Ministro. Altro che giornalisti scandalosi, lo scandalo è la permanenza al suo posto di un Ministro che propone un nuovo codice deontologico dei giornalisti e l’introduzione di un nuovo reato, la calunnia a mezzo stampa. Il Ministro non sa o non ricorda che l’attuale legislazione è molto severa con i giornalisti, che molti colleghi hanno ricevuto richieste di risarcimento miliardarie per diffamazione, nelle sedi penali e civili, che la legge sulla privacy contiene il nuovo codice deontologico dei giornalisti messo a punto dal Consiglio Nazionale dell’Ordine d’intesa con il Ministero della Giustizia e con l’Autorità Garante. Sono leggi in vigore da anni e che consentono una rigorosa tutela dei cittadini diffamati, leggi che non possono e non debbono essere cambiate. Castelli non sa di cosa parla, oppure lo sa troppo bene ed il suo obiettivo è di introdurre definitivamente la censura delle opinioni e delle critiche nell’ordinamento italiano vulnerando la libertà di stampa e la costituzione, invocate ripetutamente di recente dal Capo dello Stato. Mentre esprimo ai colleghi degli organi di stampa chiamati in causa la più fraterna solidarietà, manifesto la convinzione che a questo punto la solidarietà stessa non sia più sufficiente, e che occorra la più vasta mobilitazione di tutto il mondo della comunicazione al di là delle opinioni e delle culture politiche. Sia il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a fare chiarezza subito sulla volontà del Governo di garantire la critica più libera.” INFORMAZIONE: PRECISAZIONE VIA ARENULA SU FRASE CASTELLI 22 ottobre 2002. ANSA - ''Per il nuovo codice stiamo lavorando anche al problema dei reati a mezzo stampa, ma la libertà di opinione non deve essere libertà di calunnia e menzogna contro un avversario da abbattere''. E' la frase che il ministro della Giustizia Roberto Castelli, ha detto ieri nel corso dell'intervista ad Antenna 3 secondo quanto precisa l'ufficio stampa del ministero della giustizia. ''Il senso del discorso del ministro - sottolinea via Arenula - era di apertura nei confronti della revisione dei reati a mezzo stampa''. Il Segretario della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Paolo Serventi Longhi, ha dichiarato: “Prendo atto della precisazione del Ministero della Giustizia. Spero di aver capito bene e che il Ministro Castelli abbia confermato l’intenzione di intervenire nei confronti delle richieste miliardarie di risarcimento danni nei procedimenti relativi alla diffamazione a mezzo stampa, in sede civile e penale. Su questo tema da tempo la Fnsi ha chiesto un incontro al Ministro Castelli, senza ottenere risposta. Stupisce però la reiterazione, da parte del Ministero, del concetto secondo il quale la libertà di opinione non deve essere libertà di calunnia e menzogna. Le leggi infatti garantiscono oggi i cittadini e questa frase, non smentita, legittima quindi una seria preoccupazione per l’esercizio da parte dei giornalisti del diritto costituzionale alla critica dei politici e del Governo. Ancora di più stupisce l’assenza di qualunque smentita agli insulti del Ministro Castelli ai giornalisti de “La Repubblica”, de “L’Unità” e de “L’Espresso”. Insulti che assumono l’aspetto di vere e proprie minacce ed intimidazioni nei confronti di chi fa liberamente informazione.” Il Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi, ha dichiarato: 22 ottobre 2002. ANSA - ''Considerare i giornali che esercitano il diritto all'informazione e quello di critica sull'attività di chi è investito di una funzione del potere pubblico, come un ministro, strumenti di killeraggio politico e personale è veramente troppo, più di un insulto''. E' quanto afferma in una dichiarazione il presidente della Fnsi, Franco Siddi. ''L'uomo pubblico - e il ministro Castelli fa parte di questa categoria - sostiene Siddi - può anche aver da soffrire da notizie per lui scomode e da legittime critiche, ma deve strare alla regola della democrazia, di cui l'osservazione critica dell'informazione è un pilastro fondamentale. Che la nostra Costituzione garantisce. Nessuno si illuda di piegare tutta la libera stampa in stampa del potere. Se il ministro ritiene di avere 'subìto' informazioni errate o giudizi diffamatori sul suo conto ha le strade per farsi sentire con argomenti e idee. Gli strumenti della deontologia giornalistica un ministro della Giustizia dovrebbe ben conoscerli. Così come sa che, da tempo, i giornalisti chiedono di migliorare questi strumenti con un giurì della libera informazione e chiedono di rivedere la legge sulla diffamazione per dare un senso pieno all'istituto della rettifica motivata. Non si possono denunciare come vergognosi e killer giornali d'informazione e di idee quali La Repubblica, L'Espresso e L'Unità, solo perché hanno una linea editoriale che non è allineata con il Governo. Sono eccessi pericolosi, pressione indebita, carenza di stile. Ai colleghi di questi giornali va la nostra sensibile solidarietà. Le precisazioni e le correzioni fatte in giornata dal ministro della Giustizia non cancellano la grande inquietudine e tristezza causata dalle notizie sulle sue dichiarazioni ad Antennatre. Ma sulle ultime note, a Castelli è lecito chiedere subito un confronto con le istituzioni dei giornalisti per registrare le reali possibilità, e volontà, di riforme liberali in materia di libertà d'informazione e di opinione, nonché di revisione liberale delle norme sulla diffamazione a mezzo stampa''. Una nota del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti 22 ottobre 2002. AGI - "Piuttosto che invocare l'introduzione di nuovi reati, quali la calunnia a mezzo stampa, è opportuno che Parlamento e Governo introducano nuove norme sulla rettifica, onde evitare che le richieste di risarcimento miliardarie, che rappresentano spesso una forma di intimidazione, continuino a moltiplicarsi senza che vi sia stata formale richiesta di correggere eventuali errori involontari". E' quanto si legge in una nota del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti in cui, tra l'altro, si ricorda l'istituzione delle 'carte' deontologiche di categoria al cui rispetto "provvede l'Ordine sanzionando chi viola i principi in esse contenuti". I cittadini che "si ritengono diffamati sono tutelati, sia in sede penale che civile, dalle norme contenute nella legge sulla stampa" e, in ogni caso, "la stampa, per essere libera, ha bisogno non di intimidazioni, ma di regole che non limitino il diritto di informazione e di critica".

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