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Congresso | 14 Feb 2019
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Raffaele Lorusso rieletto segretario generale della Fnsi

Pugliese, 51 anni, giornalista di Repubblica, era stato eletto per la prima volta al termine del Congresso di Chianciano del 2015. Inclusione; difesa della dignità del lavoro dentro e fuori le redazioni; contrasto a precariato, querele bavaglio, fake news e minacce ai cronisti fra i punti cardine dell'impegno sindacale per il prossimo quadriennio.
Il segretario generale Fnsi Raffaele Lorusso con Carlo Parisi
L'esultanza del presidente Giulietti
Raffaele Lorusso con Rocco Cerone, segretario del Sindacato giornalisti del TAA
Raffaele Lorusso è stato riconfermato segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana, il sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani. La rielezione al termine dei lavori del XXVIII Congresso nazionale della Stampa italiana, che si è celebrato a Levico Terme (Tn) dal 12 al 14 febbraio 2019. Lorusso ha raccolto, al primo scrutinio, 243 voti su 308. 50 preferenze per l'altro candidato, Paolo Di Giannantonio.

Fra i punti cardine dell'impegno sindacale per il prossimo quadriennio indicati dal segretario generale: l'inclusione nel perimetro dei diritti, garanzie e tutele contrattuali dei giornalisti che lavorano senza poter contare sugli istituti economici e normativi assicurati dai contratti collettivi nazionali di lavoro; la difesa della dignità delle condizioni di lavoro, dentro e fuori dalle redazioni; il contrasto alle fake news, alle querele bavaglio, alle minacce ai cronisti.

Pugliese, 51 anni, giornalista di Repubblica, era stato eletto per la prima volta segretario generale al termine del Congresso di Chianciano del 2015.

«Subito al lavoro», ha detto a caldo annunciando che lunedì sarà a Catania per la delicata vicenda della Gazzetta del Mezzogiorno. «Il nostro - ha osservato il segretario - è un settore attraversato da una crisi profonda, sicuramente legata alla trasformazione dei modelli produttivi e all'avvento del digitale. Un settore che si può rimettere in moto con l'intervento pubblico, esattamente com'è stato per molti altri settori produttivi di questo Paese. Non è un tabù sostenere la stampa. Anzi. Se ci si rifà alle direttive europee il settore dell'informazione è l'unico in cui i contributi statali non vengono classificati come aiuti di Stato proprio perché viene riconosciuta la sua funzione essenziale per la tenuta democratica del Paese: è attraverso l'informazione e la conoscenza che i cittadini possono partecipare alla vita del Paese».

E sul delicato rapporto con il governo? «È chiaro - prosegue Lorusso - che c'è una parte consistente di questo governo che vede la stampa come un nemico da abbattere. Come categoria abbiamo ricevuto insulti e minacce da esponenti del governo: un atteggiamento che, più in generale, è rivolto non soltanto verso la stampa ma a tutti i corpi intermedi, a cominciare proprio dai sindacati. Voglio ricordare che il governo ha disertato questo congresso proprio come venti giorni fa ha disertato il congresso della Cgil, la prima organizzazione sindacale di questo Paese. Riteniamo che senza la concertazione non si andrà molto lontano. Ci auguriamo che il confronto con il governo possa essere aspro, acceso, ma avvenga sempre nel rispetto reciproco dei ruoli e nella legittimazione. Solo così, anche quando le posizioni sono distanti, si può trovare una soluzione, una via da percorrere assieme».
@fnsisocial
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