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Inpgi | 04 Mag 2017
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Riforma Inpgi, ok dai ministeri alle clausole di salvaguardia. Lorusso e Macelloni: «Scongiurato il rischio di creare esodati»

Il via libera dei ministeri vigilanti è «una buona notizia per tutta la categoria», commentano il segretario generale della Fnsi e la presidente dell'Istituto. La nota illustrativa del Direttore generale, Mimma Iorio.
Ok dai ministeri vigilanti alle clausole di salvaguardia della riforma Inpgi

Via libera dai ministeri vigilanti delle clausole di salvaguardia previste nella riforma dell'Inpgi. «Una buona notizia per tutta la categoria», commentano il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, e la presidente dell'Inpgi, Marina Macelloni.

«La misura – spiegano – consentirà a 183 colleghe e colleghi disoccupati o dipendenti di aziende in stato di crisi di poter maturare i vecchi requisiti di accesso alla pensione entro dodici mesi dalla data di approvazione della riforma (21 febbraio 2017). Si tratta di una misura di tutela importante in un momento così difficile per tutto il settore. Con buona pace di chi, anche all’interno della categoria, aveva già preconizzato scenari catastrofici, la stretta collaborazione fra Fnsi e Inpgi ha consentito di avviare una positiva interlocuzione con il ministero del Lavoro e di far valere le ragioni di colleghe e colleghi che avrebbero rischiato di diventare esodati».

Viene dunque riaffermata la necessità di salvaguardare le posizioni di colleghe e colleghe più deboli, «così come nello spirito della manovra di riequilibrio dei conti approvata dall'Inpgi con il sostegno delle parti sociali», concludono il segretario Lorusso e la presidente Marina Macelloni.

Allegata di seguito la nota tecnico-illustrativa del Direttore generale Inpgi.

@fnsisocial
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