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Emittenza locale 17 Mar 2015

Roma, sindacati uniti contro la crisi delle tv locali: "Persi metà dei posti di lavoro. Ora finanziamenti ad hoc"

"La nostra regione è pronta per il Giubileo straordinario? Le sue telecamere sicuramente no": questo il messaggio provocatorio che Cgil, Cisl, UIL e Stampa Romana hanno lanciato congiuntamente oggi durante una conferenza stampa presso la sede del sindacato dei giornalisti del Lazio a Roma.

"La nostra regione è pronta per il Giubileo straordinario? Le sue telecamere sicuramente no": questo il messaggio provocatorio che Cgil, Cisl, UIL e Stampa Romana hanno lanciato congiuntamente oggi durante una conferenza stampa presso la sede del sindacato dei giornalisti del Lazio a Roma.

Al centro dell'incontro la crisi dell'informazione locale, sempre più devastata da politiche editoriali spregiudicate e da un'informazione sempre meno libera e autonoma.
"E' inutile proseguire sulla strada dei comunicati di solidarietà che le istituzioni fanno piovere in automatico nei momenti cruciali - dichiarano i segretari Claudio Di Berardino, Andrea Cuccello, Pierpaolo Bombardieri e Lazzaro Pappagallo - servono leggi, finanziamenti pubblici ad hoc e interventi privati responsabili, non coccodrilli da riesumare dai cassetti".
"I licenziamenti e gli esuberi a T9 ed Extra Tv, le situazioni drammatiche di Teleroma 56, Roma Uno e Lazio Tv - recitava la nota con cui l'Assostampa presentava ieri l'appuntamento di questa mattina - rappresentano solo alcune delle enormi difficoltà che stanno attraversando le testate di informazione regionale del nostro territorio".
Questa crisi ha radici lontane: tra il 2008 e il 2012 i ricavi complessivi del settore dell’emittenza televisiva locale nel Lazio sono scesi da 52 milioni di euro a 41 milioni, con una riduzione media superiore al 20 per cento. "E' il momento di dire basta all'agonia dell’informazione, che poi si traduce in minor libertà di stampa", dicono i sindalisti riuniti in Piazza della Torretta.
"Ci chiediamo - prosegue la provocazione - se i rappresentanti istituzionali, in primis la Regione, possano essere contenti di non avere più giornalisti e cameraman alle loro conferenze stampa. Le emittenti locali sono sempre più alla deriva: negli ultimi quattro anni si è perso almeno il 50% dei posti di lavoro e si aprono nuove procedure di licenziamento e solidarietà. Potrebbe anche andar bene l'ultima proposta di legge regionale sull'editoria, ma servono i finanziamenti. Altrimenti rischia di diventare l'ennesima scatola vuota".
"Il rischio - chiosa quindi il comunicato congiunto - è non raccogliere le opportunità anche informative che arrivano sul nostro territorio, a partire dal Giubileo di papa Francesco".

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