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Anniversario | 15 Ott 2018
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Un anno senza Daphne Caruana Galizia, il 16 ottobre presidio davanti all'ambasciata di Malta

Il 16 ottobre 2017 la reporter investigativa maltese perse la vita nell'esplosione di una bomba piazzata nell'auto. Da allora ancora si attende che sia fatta piena luce sul brutale omicidio. «Non si possono lasciar cadere nell'oblio le storie delle donne e degli uomini che hanno dato la vita per raccontare la verità», spiegano segretario generale e presidente della Fnsi. Appuntamento alle 10 in piazza Nicosia a Roma.
Daphne Caruana Galizia (Foto: Facebook)

Il 16 ottobre 2017 la reporter investigativa maltese Daphne Caruana Galizia perse la vita nell'esplosione di una bomba piazzata nell'auto. Da allora ancora si attende che sia fatta piena luce sull'accaduto, sui mandanti, sui motivi che portarono al brutale omicidio.

A distanza di un anno, mentre a La Valletta Fnsi ed Efj partecipano alle iniziative organizzate sull'isola da un gruppo di organizzazioni internazionali che operano in difesa della libertà di stampa e per la sicurezza dei giornalisti, martedì 16 ottobre 2018, alle 10, Federazione nazionale della Stampa italiana, Usigrai e associazione Articolo21, con l'adesione dell'Ordine nazionale dei giornalisti e con l'adesione dei giornalisti della rete NoBavaglio e dell'associazione Giulia Giornaliste, organizzano a Roma, sotto l'ambasciata di Malta, un presidio-conferenza stampa per tornare a chiedere con forza verità e giustizia per Daphne Caruana Galizia, per Jan Kuciak, Viktoria Marinova, Jamal Khashoggi, ma anche per Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, Andrea Rocchelli e per tutti gli operatori dei media che nel mondo hanno sacrificato la vita per raccontare la verità e per i quali ancora non si è avuta giustizia.

Nell'occasione sarà data lettura della lettera che la sorella di Daphne Caruana Galizia, Corinne Vella, ha inviato al segretario generale della Fnsi per chiedere di continuare a combattere insieme con i familiari la battaglia perché sia fatta luce sull'omicidio della reporter.

«La morte di un giornalista è un attentato all'ordine democratico e al diritto dei cittadini di sapere quello che succede nella loro città, nel loro Paese. La morte di un giornalista è la morte della libertà di informazione. Non si possono lasciar cadere nell'oblio le storie delle donne e degli uomini che hanno dato la vita per il diritto-dovere di informare e non si può tollerare che mandanti ed esecutori dei loro omicidi restino impuniti. Per questo saremo in piazza insieme con chi ha a cuore i valori della democrazia e della legalità», anticipano Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi.

L'appuntamento è per martedì 16 ottobre 2018, alle 10, in piazza Nicosia a Roma.

@fnsisocial
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