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Papa Francesco difende i lavoratori di Sky, ma il servizio resta fuori dal tg
Cdr 16 Mar 2017

Vertenza Sky: Papa Francesco difende i lavoratori, ma la notizia resta fuori dal tg. Protesta il Cdr

La redazione di Skytg24 denuncia la decisione di non mandare in onda ieri, 15 marzo, nella fascia serale il servizio sulla posizione del Papa sulla vertenza Sky in corso, contrariamente a quanto chiesto dal Cdr al direttore di testata, vista l'oggettiva importanza della notizia.

La redazione di Skytg24 denuncia la decisione di non mandare in onda ieri, 15 marzo, nella fascia serale il servizio sulla posizione del Papa sulla vertenza Sky in corso, contrariamente a quanto chiesto dal Cdr al direttore di testata, vista l'oggettiva importanza della notizia.

«Riteniamo – spiega il Cdr in una nota – che tutto ciò abbia creato un pregiudizio alla credibilità della nostra testata giornalistica e al diritto all'informazione dei telespettatori».

Il Pontefice, al termine dell'Udienza Generale alla quale hanno partecipato circa 100 dipendenti dell'emittente, aveva rivolto «un pensiero speciale ai lavoratori di Sky Italia» auspicando che la loro situazione lavorativa «possa trovare una rapida soluzione, nel rispetto dei diritti di tutti, specialmente delle famiglie».

AGGIORNAMENTO del 20 marzo 2017
In una successiva nota, diramata lunedì 20 marzo, il Cdr di Sky Tg24 e l'assemblea di redazione esprimono «viva soddisfazione» per le parole di Papa Francesco, augurando che quelle parole «provenienti da una così alta autorità morale, siano tenute dall'azienda nella considerazione che meritano». Ecco di seguito la nota.

Comunicato sindacale Sky TG24
Il Cdr di Sky Tg24 insieme all'assemblea di redazione ha ascoltato con viva soddisfazione le parole spese da Papa Francesco mercoledì scorso in sede di udienza generale, in riferimento alla delicata situazione in cui si trovano giornalisti, tecnici e personale amministrativo di Sky Italia, come molte altre situazioni che riguardano il lavoro nel nostro paese.
Cdr e assemblea si augurano che quelle parole, provenienti da una così alta autorità morale, siano tenute dall'azienda nella considerazione che meritano, nell'ambito della difficile vertenza in cui siamo coinvolti, che riguarda tra l'altro esuberi e trasferimenti, e che tocca la dignità e la qualità della vita e del lavoro di centinaia di persone e delle loro famiglie.

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