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Fnsi 21 Mag 2002

Allarme di Franco Siddi presidente Fnsi su pluralismo dell'informazione in Sardegna

Allarme di Franco Siddi presidente Fnsi su pluralismo dell'informazione in Sardegna

Allarme di Franco Siddi presidente Fnsi su pluralismo dell'informazione in Sardegna

"La correttezza e l’autonomia dell’informazione sono beni che attengono alla comunità civile nella sua interezza. Essi sono valori affidati alla responsabilità, innanzitutto, dei giornalisti ma necessitano costantemente di un terreno di fiducia e di senso delle regole democratiche da parte di tutti i detentori di doveri e di poteri: editori, politici, direttori. Troppe volte si tende a dissociare i poteri dal senso del dovere che dovrebbe sempre accompagnare funzioni che hanno impatto e conseguenze sulla collettività. Mi risulta davvero difficile, di fronte alle più che forti polemiche che stanno investendo la stampa sarda e, rispetto ad essa, il mondo politico nazionale e locale, non richiamare tutti al senso della misura, innanzitutto per il rispetto dovuto ai cittadini ed agli utenti dell’informazione". È quanto sostiene Franco Siddi in ordine alla "querelle" che si è nuovamente aperta con dichiarazione autorevoli sulla libertà di informazione. "L’allarme lanciato dal presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, concernente un grave deficit di pluralismo e di autonomia dell’informazione in Sardegna, con specifico riferimento al quotidiano "L’Unione Sarda", appare - continua Franco Siddi - tanto inquietante quanto poco precisato. Ad esso fa da contrappunto la replica del Direttore de "L’Unione Sarda", Roberto Casu, nella quale vengono segnalate pressioni sulla Direzione di quel giornale e sui giornalisti, da parte di un esponente politico della Regione. Ciascuno degli attori della polemica, naturalmente, è di fronte innanzitutto al giudizio della pubblica opinione per le affermazioni fatte. Come presidente della FNSI la natura e l’asprezza della "querelle" in corso, oltre al doveroso richiamo al reciproco rispetto ed alla moderazione dei toni, mi induce a richiamare l’attenzione di tutti sulla funzione del giornalista, sul rispetto che ad essa è normalmente dovuto, non in ragione di improprie e non giustificabili prerogative di casta, ma come condizione imprescindibile per un corretto e normale esercizio dell’informazione in termini di autonomia e libertà. Il giornalismo italiano, e quello sardo nello specifico, ha in sé, anche per la sua storia e le sue tradizioni, tutti i necessari anticorpi per tutelarsi da ingerenze e manipolazioni. A partire da questa consapevolezza, assicurando sin d’ora la costante attenzione della Federazione della Stampa, sta dunque ai colleghi segnalare eventuali forme di pressione e di interferenza (di politici come di qualsiasi potere o interesse estraneo alla corretta informazione), per respingerle con fermezza. Agli organismi rappresentativi della categoria sta il compito di esercitare i poteri di indagine, controllo e denuncia rispetto a situazioni che, dentro e fuori della categoria, possano rappresentare un pericolo per il diritto all’informazione dei cittadini sardi e per la dignità ed il prestigio del giornalismo della Sardegna.

@fnsisocial

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