CERCA
Cerca nelle notizie
Dal
Al
Cerca nel sito
Il comunicato del Cdr pubblicato su askanews.it
Vertenze 07 Gen 2019

Askanews, il Cdr risponde a Crimi: «Falsa è la sua ricostruzione»

«La richiesta di pagamento per il servizio prestato dall'agenzia di stampa è legittima. Lo dimostra anche la proposta fatta dallo stesso Dipartimento per l'Editoria con un'offerta molto inferiore al valore del notiziario, ma che, di fatto, sancisce che i servizi sono stati resi e fruiti», spiegano i giornalisti.

«Il sottosegretario all'Editoria Crimi parla di articolo falso, in merito a quanto pubblicato dal Giornale sulla situazione di Askanews, ma è lui che dice il falso quando parla di 'una pretesa di pagamento priva di ogni fondamento'. Il sottosegretario sa benissimo, infatti, che il servizio è stato prestato e anche fruito dalla quasi totalità delle appendici dello Stato, fattispecie appurata da un'indagine interna condotta dalla stessa amministrazione pubblica». Il Comitato di redazione di Askanews ribatte così, in un comunicato pubblicato anche sul sito web dell'agenzia di stampa, alle affermazioni del titolare del Dipartimento per l'informazione e l'editoria di Palazzo Chigi, secondo il quale, fra le altre cose, 'Askanews non vanta alcun credito con la presidenza del Consiglio'.

«La richiesta di pagamento per il servizio prestato da Askanews e dai suoi giornalisti che sono minacciati da 27 esuberi, dal concordato e non hanno ancora ricevuto lo stipendio di dicembre, è legittima. Lo dimostra – incalza il Cdr – anche la proposta fatta dallo stesso Dipartimento con un'offerta molto inferiore al valore del notiziario, ma che, di fatto, sancisce che i servizi sono stati resi e fruiti. Prima di parlare di notizie false, il sottosegretario si informi».

Il Cdr, proseguono i giornalisti, «è pronto a un confronto aperto, pubblico e anche in streaming se serve, con il sottosegretario per chiarire perché questo mancato pagamento sta mettendo in ginocchio oltre 90 famiglie e senza tacere le responsabilità di nessuno, anche dell'editore Luigi Abete. Chi rischia non è il presidente di Bnl, che come scrive il Giornale 'privatizza i profitti e condivide le perdite', ma i giornalisti che ogni giorno lavorano contro le fake news».

«Abbiamo lanciato un appello al governo 10 giorni fa, questa sarebbe la risposta?», conclude il Cdr.

PER APPROFONDIRE
A questo link e nella sezione 'Da leggere' del sito l'articolo di Diana Alfieri pubblicato oggi su 'Il Giornale'.

@fnsisocial

Articoli correlati