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Vertenze | 02 Feb 2018
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Askanews, l'editore annuncia l'arrivo degli stipendi. Dal governo ancora nessuna risposta

Giornalisti in piazza, questa mattina, davanti a Montecitorio. «Assurdo che il ministro Lotti non voglia ricevere i colleghi e non si faccia carico dei problemi di Askanews e di tutto il settore dell'informazione primaria», hanno evidenziato Fnsi, Ordine, Stampa Romana e il Cdr dell'agenzia di stampa.
Alcuni momenti del sit-in davanti a Montecitorio
Alcuni momenti del sit-in davanti a Montecitorio
Alcuni momenti del sit-in davanti a Montecitorio
Alcuni momenti del sit-in davanti a Montecitorio
Alcuni momenti del sit-in davanti a Montecitorio
Alcuni momenti del sit-in davanti a Montecitorio
Alcuni momenti del sit-in davanti a Montecitorio
Alcuni momenti del sit-in davanti a Montecitorio
Alcuni momenti del sit-in davanti a Montecitorio

I rappresentanti dei giornalisti italiani si sono ritrovati questa mattina davanti a Palazzo Montecitorio, insieme ai colleghi Askanews, per esprimere solidarietà ai lavoratori dell’agenzia di stampa, da giorni impegnati in una delicata vertenza.

Dopo una giornata di sciopero e una settimana di stato di agitazione, l’azienda ha avviato le operazioni di pagamento degli stipendi di gennaio ma i problemi dell’agenzia, e dell’intero comparto, restano ancora senza soluzione.

«Siamo qui anche per denunciare l'inerzia del governo sui problemi del settore dell'informazione primaria. I colleghi di Askanes rischiano di essere gli unici a pagare per l’errore gravissimo commesso dall’esecutivo con la decisione di indire la gara per l’assegnazione dei servizi di informazione per la pubblica amministrazione. Una strada che tutti abbiamo sconsigliato di perseguire. Non siamo stati ascoltati, queste sono le conseguenze: 130 posti di lavoro a rischio», ha esordito il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso.

«È grave che un editore non dia risposte ai lavoratori, ma è ancora più grave che il ministro con delega all’editoria si rifiuti di ricevere i colleghi e di ascoltare le loro istanze. Il ministro Lotti parla di lavoro in ogni occasione, ma alle parole non ha mai fatto seguire i fatti. Tutti i fondi stanziati per il settore sono stati usasti per le ristrutturazioni aziendali, mentre nulla è stato fatto sul fronte della lotta al precariato e per la tutela dell’occupazione regolare. Tutte le proposte avanzate dal sindacato sono state fatte cadere», ha concluso Lorusso.

«Il governo sposa la causa degli editori e dimentica lavoratrici e lavoratori. Gli enti della categoria sono qui insieme in difesa dei colleghi, ma occorre che le istituzioni si assumano le loro responsabilità. Se non ha tempo il ministro Lotti se ne occupi il ministro Calenda. Va aperto un tavolo di confronto per affrontare i problemi del settore. I licenziamenti non possono essere un’arma di ricatto», ha ribadito il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti.

Al sit-in, promosso dal Cdr di Askanews insieme con Federazione Nazionale della Stampa e Associazione Stampa Romana, erano presenti anche i presidenti dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, Carlo Verna, e dell’Ordine regionale, Paola Spadari, la giornalista Maria Zegarelli, ex Cdr dell'Unità, e i lavoratori dell’agenzia e alcuni parlamentari.

«L’Odg è al fianco colleghi e della Fnsi e, nel reciproco rispetto dei ruoli, siamo qui tutti insieme per difendere la categoria. Insieme dobbiamo farci carico dei problemi di quello che è un ecosistema della professione. Gli editori e le istituzioni devono farsi carico dei problemi dei giornalisti. E devono farlo per i cittadini e per il loro diritto ad essere informati», ha detto Carlo Verna.

«Dobbiamo smontare la logica del massimo ribasso – ha detto il segretario di Stampa Romana, Lazzaro Pappagallo. – Perché l’informazione è un bene pubblico e non può essere trattata come una merce qualsiasi. Se si tratta di un settore strategico deve essere trattato come tale. Torniamo nelle redazioni, facciamo crescere la consapevolezza tra i colleghi e tutti insieme portiamo avanti questa battaglia».

In chiusura, i giornalisti del Comitato di redazione di Askanews hanno ricordato che «questo è solo l’inizio della protesta. Dopo 4 anni e 4 milioni di euro spesi in ammortizzatori sociali, l'azienda ci chiederà altri sacrifici. E questo perché restano tutti i problemi strutturali dell'azienda e del settore. Problemi che non possono essere scaricati sui lavoratori. Abbiamo chiesto al governo di incontrarci e di ascoltare quello che abbiamo da dire. Ancora non abbiamo ricevuto risposta».

Comunicato del Cdr di Askanews
A nome delle giornaliste e dei giornalisti di Askanews, che stamattina erano a Piazza Montecitorio affiancati dai massimi rappresentanti della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, di Stampa Romana, dell'Ordine dei giornalisti nazionale e del Lazio, il Comitato di redazione ringrazia calorosamente tutti coloro che sono intervenuti al sit-in o hanno manifestato sostegno a questa inziativa: #saveAskanews.
Continueremo a tenere alta l'attenzione sulla situazione della nostra agenzia che, a 9 mesi dall'avvio della gara sui servizi giornalistici per il Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio, non si è ancora vista assegnare un lotto. Uno stallo, in piena campagna elettorale, che incombe su una voce autorevole e credibile del panorama delle agenzie di stampa.
L'azienda intanto ha già convocato un tavolo in Fieg che si terrà la prossima settimana, ad appena 4 mesi da un duro accordo di cassa integrazione e prepensionamenti. Torniamo a chiedere un incontro urgente al Governo. Continuate a sostenerci.

@fnsisocial
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