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Associazioni | 17 Mar 2017
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‘Beni confiscati: l’impegno dei media in memoria delle vittime della mafia’, il 21 marzo incontro a Bagheria con Ordine e Assostampa Sicilia

Il 21 marzo, Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime di mafia, Comune di Bagheria, Associazione siciliana della stampa e Ordine dei giornalisti di Sicilia organizzano il convegno ‘Beni confiscati: l’impegno dei media in memoria delle vittime della mafia’. Appuntamento alle 16.30 all'Icre.
“Beni confiscati: l’impegno dei media in memoria delle vittime della mafia”, il 21 marzo a Bagheria

In occasione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie” ideata da Libera, il Comune di Bagheria, il sindacato unitario dei giornalisti Associazione siciliana della stampa e l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia hanno organizzato un convegno dal titolo “Beni confiscati: l’impegno dei media in memoria delle vittime della mafia”.

L’evento si terrà alle ore 16.30, presso l’Icre, l’ex-magazzino del ferro tristemente noto per essere stato usato quale base di Cosa Nostra e luogo di morte, primo bene confiscato alla mafia dopo la legge Rognoni – La Torre.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Bagheria, Patrizio Cinque e del segretario regionale di Assostampa Sicilia Alberto Cicero, interverranno: il presidente  dell’Ordine dei Giornalisti,  cronista di Giudiziaria del Giornale di Sicilia, Riccardo Arena; il presidente di Assostampa cronista anch’egli del GdS, Giancarlo Macaluso; il coordinatore provinciale di Libera Giovanni Pagano; l’agente di scorta del Giudice Giovanni Falcone, Antonello Marini; Giovanni Busetta, figlio di Pietro Busetta vittima di mafia; il noto attore Marcello Mazzarella, protagonista di diverse fiction e film; il procuratore aggiunto di Palermo, Bernardo Petralia, coordinatore del Gruppo misure di prevenzione della Dda palermitana. Coordina la giornalista Marina Mancini, responsabile dell’ufficio stampa del Comune di Bagheria.

Il convegno, che rientra nel percorso di formazione continua dei giornalisti e dà diritto a 3 crediti, sarà aperto da una performance poetica del gruppo “Apertura a Strappo”, con la recitazione di “‘U Squagghiatu”, e chiusa dal chitarrista Francesco Maria Martorana che accompagnerà Michelangelo Balistreri in “La vuci ra me terra”.

«Ospitare all’Icre luogo di mafia, in passato, ed oggi bene tornato all’uso della comunità, ha un significato che va oltre la memoria ed il ricordo», dice il sindaco di Bagheria, Patrizio Cinque. «Bagheria vuole lasciarsi alle spalle la sua storia di terra appartenente al triangolo della morte e lo fa non sono con convegni come quello che patrociniamo oggi, ma, con gli atti amministrativi, con le scelte e le azioni che questa amministrazione compie ogni giorno. Siamo lieti di aver condiviso con Assostampa ed Odg questo importante momento, crediamo che l’informazione, seria, veritiera e obiettiva, siano un baluardo della trasparenza a servizio dei cittadini».

«Non si può leggere e comprendere il presente se non si conosce il passato. I giornalisti hanno il dovere nei confronti della società siciliana di fornire ogni elemento – della cronaca e a volte anche della storia – che possa accrescere quella consapevolezza che può determinare giudizi e quindi scelte ponderate da parte dei cittadini», è il commento del segretario di Assostampa Alberto Cicero. «Ricordare le vittime della mafia tra cui tanti giornalisti che hanno creduto nel loro lavoro, tramite una manifestazione organizzata assieme al Comune di Bagheria, non avrà soltanto un valore storico ma sarà una preziosa occasione per rilanciare il patto inscindibile fra giornalisti e società civile. Tra chi produce informazioni e chi le riceve. Ricordare quello che è avvenuto in passato, quindi, per dare contorni più nitidi e delineati a una realtà complessa da rasentare a volte persino l’incomprensibilità, come quella siciliana, in cui anche un valore assoluto e fondamentale come la lotta alla mafia viene piegato a oscuri e inconfessabili interessi».

«Riteniamo molto importante – sottolinea il presidente dell’Ordine Riccardo Arena – che si discuta dell'antimafia, delle cose concrete e che l'informazione punti la propria attenzione sul tema dei beni sequestrati e confiscati: perché da un lato occorre raccontare il passaggio allo Stato dei patrimoni mafiosi, per poi controllare la loro effettiva e tempestiva destinazione a fini sociali. Sotto un altro aspetto deve essere assicurata dai media la massima trasparenza su procedure, nomine e compensi, in modo da prevenire abusi e illeciti che possono essere esiziali per la credibilità e la tenuta del sistema».

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