«Dallo scorso 5 giugno la redazione di Byoblu è impedita nello svolgimento dell'ordinaria attività quotidiana a causa dell’impossibilità di accedere alla piattaforma del sito internet www.byoblu.com e ai profili social collegati». Lo comunicano, in una nota diffusa il 12 giugno 2026, i giornalisti e la direttrice della testata.
«Ricordiamo – prosegue la nota - che l'editore Claudio Messora aveva rassegnato le proprie dimissioni, in modo improvviso e senza un valido passaggio di consegne, dalle cariche sociali di Media Pluralisti Europei, società editrice di Byoblu, il 5 maggio scorso. Nel frattempo è stato impedito l'accesso alla redazione ai canali social associati alla testata Byoblu, tra cui Telegram, Instagram, WhatsApp e X».
I giornalisti continuano: «Negli stessi giorni la redazione ha appreso dell’esistenza del sito news.byoblu.com, denominato "Byoblu 3.0", descritto come “sito di informazione libera e indipendente a cura di Claudio Messora”».
La redazione sottolinea «di essere totalmente estranea alla realizzazione e alla gestione del sito, che sembra abbracciare l’impiego dell'intelligenza artificiale in sostituzione dei dipendenti. Ad aggravare la situazione, il dominio www.byoblu.com, sito che conteneva tutto il lavoro svolto dalla redazione negli ultimi sei anni, risulta essere stato sostituito dal nuovo sito web Byoblu 3.0».
I giornalisti concludono: «Ci riserviamo ogni iniziativa ritenuta opportuna a tutela del lavoro svolto, della nostra professionalità e dei nostri diritti».
Sulla questione è intervenuto anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Informazione e all'Editoria, Alberto Barachini: «Seguiamo con apprensione la crisi del gruppo Byoblu. Auspichiamo che sulla vicenda sia fatta al più presto chiarezza da parte dei proprietari e che per la testata si trovi una soluzione che tuteli i lavoratori, i giornalisti e la loro professionalità». (anc)