CERCA
Cerca nelle notizie
Dal
Al
Cerca nel sito
Intercettazioni 06 Giu 2012

Fnsi: “Il diritto-dovere di cronaca non è merce di scambio La crisi economica è drammatica, le urgenze sono altre"

"Il 18 giugno è sciaguratamente in calendario di nuovo il disegno di legge sulle intercettazioni: con i problemi drammatici che ha questo Paese, questa non può essere l'urgenza". Lo ha detto il presidente della Federazione nazionale della Stampa (Fnsi), Roberto Natale, intervenendo ai lavori del VI Congresso dell'Associazione della Stampa di Puglia, in corso a Castellaneta Marina (Taranto). "La battaglia sulle intercettazioni, che forse dovremo ricominciare- ha aggiunto - e la possiamo affrontare a viso aperto e con ragionevolissime probabilità di successo".

"Il 18 giugno è sciaguratamente in calendario di nuovo il disegno di legge sulle intercettazioni: con i problemi drammatici che ha questo Paese, questa non può essere l'urgenza". Lo ha detto il presidente della Federazione nazionale della Stampa (Fnsi), Roberto Natale, intervenendo ai lavori del VI Congresso dell'Associazione della Stampa di Puglia, in corso a Castellaneta Marina (Taranto). "La battaglia sulle intercettazioni, che forse dovremo ricominciare- ha aggiunto - e la possiamo affrontare a viso aperto e con ragionevolissime probabilità di successo".

"Ci pare di aver capito, quando lo abbiamo detto il ministro Severino si è un po’ risentito, che dietro ci sia uno scambio tra i peggiori - ha riferito Natale - siccome a una parte della maggioranza che sostiene il Governo Monti non piacciano le norme sull'anti corruzione, per indorare la pillola, gli si dà in cambio il bavaglio per giornalisti e giornaliste. Si sbagliano: non passerà, non solo perché saremo ancora una volta compattissimi nel respingerle, ma perché - ha ricordato il presidente della Fnsi - la capacità di dare ascolto alle istanze che vengono da fuori, di entrare in sintonia con le battaglie con la società civile fa sì che se torneremo a dire servono le piazze piene, come sarà nelle prossime settimane, per spiegare al Governo Monti che quel provvedimento non deve passare, ancora una volta - ha concluso - non rimarremo soli". (TARANTO, 6 GIUGNO - AGI)

“Il diritto-dovere di cronaca non può essere merce di scambio politico. La Fnsi lo ricorda ancora una volta al ministro di Giustizia, Paola Severino, e alle forze che sostengono il governo Monti, dopo che la conferenza dei capigruppo della Camera ha deciso di mettere di nuovo in calendario il ddl intercettazioni. Il lavoro dei cronisti giudiziari dovrebbe dunque essere imbrigliato per ‘compensare’ le nuove norme sulla corruzione mal digerite da una parte della maggioranza.
E’ semplicemente inaccettabile che il diritto dei cittadini a conoscere fatti di rilevanza pubblica debba essere piegato a questi calcoli parlamentari: tanto più in un momento nel quale è fortissima nell’opinione pubblica la richiesta di trasparenza della vita politica e istituzionale, anche in conseguenza degli scandali che continuano ad emergere. Una elementare valutazione di opportunità dovrebbe indurre governo e maggioranza a concentrare la loro azione su provvedimenti di ben altro segno. Insistere su questa strada avrà l’effetto di produrre una nuova mobilitazione anti-bavaglio, nella quale ancora una volta i giornalisti italiani saranno al fianco di tantissimi cittadini”.

INTERCETTAZIONI: SEVERINO, MAI CONSIDERATE MERCE DI SCAMBIO
MINISTRO RISPONDE A PRESIDENTE FNSI
"Non ho mai considerato il tema del diritto-dovere del giornalista di informare possibile merce di scambio con altri provvedimenti, sia pure importanti, in materia di giustizia". Così il ministro della Giustizia Paola Severino, in una nota, risponde al presidente della Federazione nazionale della stampa Roberto Natale.
"Questa può essere l'occasione buona per ricordare che furono tutti e tre i segretari dei principali partiti che sostengono la maggioranza a chiedere che tra i temi da trattare con priorità vi fossero la corruzione, le intercettazioni e la responsabilità civile dei magistrati. Il concetto del 'do ut des' - afferma il ministro - non mi è mai appartenuto, a maggior ragione quando si tratta di rilevanti interessi della collettività".
"La strada che intendo intraprendere, come più volte ho avuto occasione di ripetere sia in Parlamento sia con i rappresentanti della categoria dei giornalisti, è quella della ricerca di un delicato equilibrio tra diritto-dovere di informazione, diritto-dovere al segreto delle indagini salvo che non vi sia un interesse pubblico alla divulgazione e tutela alla riservatezza del cittadino".
"Rappresentare in modo non corretto  le mie intenzioni - conclude il Guardasigilli - non contribuisce alla risoluzione dei problemi la cui difficoltà dovrebbe essere nota a tutti". (ROMA, 1 GIUGNO - ANSA)

@fnsisocial

Articoli correlati