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Associazioni | 11 Gen 2019
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Friuli Venezia Giulia, il governatore Fedriga attacca la Rai e confonde il sindacato con il Circolo della stampa

L'Assostampa si schiera al fianco dei giornalisti del servizio pubblico e ribadisce: «Mai fatto 'attivismo politico'. Semmai è il presidente della Regione a essere rimasto un attivista politico, mentre per il suo ruolo dovrebbe rappresentare tutte le cittadine e i cittadini». Usigrai: «Dalla parte dei colleghi».
Carlo Muscatello, presidente dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia

Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, attacca la Rai regionale (secondo lui «una tv di parte, con un chiaro indirizzo politico») e nella sua furia iconoclasta contro l'informazione e i giornalisti fa persino confusione, scambiando l'Assostampa Fvg con il Circolo della stampa di Trieste.

Sostiene Fedriga: «La decisione del sindacato di farsi veicolo di promozione, come riportato da organi di informazione nazionali, di un convegno negazionista sulle foibe è infatti un atto di inaudita gravità, teso a svilire quel percorso di pacificazione e di ripristino di una verità storica troppo a lungo messa a tacere. Assostampa chiarisca dunque pubblicamente la propria posizione: un diritto inalienabile quale la libertà di espressione non diventi pretesto per giustificare la realizzazione di iniziative irrispettose nei confronti della memoria di un intero popolo. Utilizzare la storia del secondo dopoguerra sul confine orientale per gettare sale sulle ferite e alimentare le divisioni è, specie alla luce del percorso compiuto dalla nostra comunità negli ultimi decenni, non solo discutibile ma profondamente sbagliato». Titolo del comunicato: 'Assostampa si preoccupi di tutelare i giornalisti e la smetta di fare attivismo politico'.

«Peccato che Assostampa – ribatte il sindacato regionale – non abbia organizzato nessun 'convegno negazionista'. Forse il governatore si riferisce alla recente presentazione di un libro che è stata ospitata dal Circolo della stampa di Trieste, che è ovviamente altro soggetto, e che da sempre ospita nella sua sala dibattiti, convegni e presentazioni aperti a tutte le opinioni e idee. Con una sola discriminante: quella antifascista, secondo i principi del dettato costituzionale. E senza negare nessuna delle tragedie che hanno tristemente segnato il Novecento di queste terre: leggi razziali, risiera di San Sabba, foibe».

Fra l'altro, incalza l'Assostampa, «il collega che ne ha scritto sul Giornale è stato più volte gradito ospite, anche recentemente, nell'ottobre scorso, del Circolo della stampa che oggi attacca pesantemente. E va segnalato che dopo l'articolo, sulla sua pagina Facebook, sono apparsi pesantissimi commenti, non ancora rimossi, con minacce e insulti alle autrici del libro presentato a Trieste».

E veniamo alla Rai regionale, riportando il comunicato del Comitato di redazione. «Nella diretta Facebook in cui ha informato il pubblico social dei contenuti dell'incontro avuto con una delegazione del Governo, il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha accusato la Rai regionale di essere 'una tv di parte, con un chiaro indirizzo politico' con servizi che 'molte volte sono bugie comode a qualcuno' mettendo in guardia il pubblico dal nostro operato. Un attacco al servizio pubblico che respingiamo con forza e che dimostra ancora una volta la sfrenata voglia della politica di condizionare l'informazione. Siamo noi, al contrario, a mettere in guardia i nostri telespettatori, radioascoltatori e lettori dalla propaganda violenta con la quale si tenta di imporre un pensiero unico e, allo stesso tempo, di delegittimare chi ogni giorno punta ad informare anche sui temi della politica in modo equilibrato. Che il nostro lavoro sia efficace e corretto lo testimoniano il crescente gradimento del pubblico, con un aumento costante degli ascolti, e le valutazioni dell'osservatorio di Pavia che monitora costantemente l’informazione politica del servizio pubblico anche in Friuli Venezia Giulia e che, nell'ultimo report trasmesso, evidenzia 'un sostanziale equilibrio tra i diversi schieramenti politici' e, anzi, 'una sovraesposizione in voce' proprio del presidente Fedriga».

«Nulla da aggiungere all'esaustivo comunicato – rileva l'Assostampa Fvg – tra che il sindacato regionale anche in questo frangente è al fianco dei colleghi della Rai, proprio come è al fianco di tutti i giornalisti, professionali e collaboratori, precari e pensionati, che da sempre rappresenta e tutela. Un impegno oggi particolarmente gravoso, soprattutto in questo momento di attacco alla libera informazione e alla categoria dei giornalisti».

Da ultimo, Assostampa Fvg precisa che «non ha mai fatto e non fa 'attivismo politico'. Rappresenta e tutela come può i colleghi, anche quelli delle due agenzie di stampa edite dalla Regione Fvg, cui ora si vuole negare persino il contratto di lavoro giornalistico. Notiamo – conclude il sindacato – che semmai è proprio il governatore (che recentemente ha persino difeso il vicesindaco di Trieste dopo il tristemente noto episodio delle coperte di un senzatetto gettate nelle immondizie) a esser purtroppo rimasto un attivista politico, mentre per il suo ruolo istituzionale dovrebbe rappresentare tutte le cittadine e i cittadini del Friuli Venezia Giulia. Anche quelli che non la pensano come lui».

L'Usigrai al fianco del Cdr della Tgr Friuli Venezia Giulia
L'intervento del Presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che in una sua diretta Facebook accusa la tv pubblica di essere di parte e di avere un chiaro indirizzo politico è inaccettabile. La Rai e la Tgr - alla quale Fedriga fa esplicito riferimento - hanno sempre svolto con competenza e professionalità il ruolo al quale sono chiamate in qualità di servizio pubblico, garantendo completezza d'informazione e dando voce a tutte le componenti politiche del territorio.
L'Usigrai si schiera a fianco del Cdr della Tgr Friuli Venezia Giulia e condanna prese di posizione come quelle di Fedriga, dal sapore intimidatorio e meramente propagandistico, che forniscono un'immagine lesiva del lavoro che quotidianamente giornaliste e giornalisti Rai svolgono a tutela del pluralismo.
Purtroppo ultimamente c'è sempre più spesso la tendenza a definire 'di parte' il giornalismo che semplicemente non si limita a fare da megafono al politico del giorno.
Ricordiamo inoltre che la Rai non è e non vuole essere garante di una unica voce e che dunque non ha senso, come fa Fedriga, mettere in guardia i cittadini che la seguono, ma che questa Azienda, come ha sempre fatto, si sforza di raccontare il Paese, dando spazio a tutti, anche alle forze minoritarie che non sempre altrove sono rappresentate.
L'Esecutivo Usigrai

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