CERCA
Cerca nelle notizie
Dal
Al
Cerca nel sito
Cdr 03 Lug 2006

Il Cdr di Telecolor replica all’Azienda: “La famiglia Ciancio scarica sui lavoratori le perdite e vuole fare uso di interposizione di manodopera”

La rappresentanza sindacale dei giornalisti dell' emittente televisiva siciliana Telecolor in una nota replica all' azienda. "E' vero - dice la nota - che l'editore di Telecolor è Angela Ciancio ma è altrettanto vero che Telecolor fa parte di un gruppo editoriale guidato da Mario Ciancio Sanfilippo.

La rappresentanza sindacale dei giornalisti dell' emittente televisiva siciliana Telecolor in una nota replica all' azienda. "E' vero - dice la nota - che l'editore di Telecolor è Angela Ciancio ma è altrettanto vero che Telecolor fa parte di un gruppo editoriale guidato da Mario Ciancio Sanfilippo.

Ad ogni occasione l'editore snocciola i numeri dei deficit di bilancio, ma non dice mai che la situazione era altrettanto grave, e forse anche di più, quando nel 2000 acquistò l'emittente dal gruppo Rendo. Visto il proverbiale fiuto per gli affari di Mario Ciancio ripetiamo la domanda: perché ritenne di fare questo pessimo affare Per una semplice ragione: mirava alla totale concentrazione del mercato televisivo e pubblicitario. Raggiunto l'obiettivo l'azienda è stata pian piano smantellata ed ora viene presentato il conto ai dipendenti. Diversamente da quel che vorrebbe far credere l'editore però Telecolor non è prossima al fallimento ma in forte attivo grazie alla lucrosa vendita delle frequenze di Video Tre che ormai non ha più una copertura regionale. Capitalizzati gli utili la famiglia Ciancio sta ora socializzando le perdite scaricandole sulle spalle dei lavoratori". "E' vero - continua - che oggi la procedura di mobilità riguarda solo sei giornalisti. Ma sol perché, a seguito dell'avvio della procedura, tre redattori hanno accettato di andarsene. Nel comunicato dell'azienda ci sono poi delle affermazioni veramente surreali. Non si dice infatti che la riduzione del 16% delle retribuzioni, in aggiunta al taglio dei festivi e degli straordinari, erano stati accettati dalla redazione e di questo è testimone il prefetto. Ma questo non è bastato e l'azienda riteneva di imporci quelle che ora definisce 'misure idonee a comprimere i costi di gestione rientranti nell'esclusiva prerogativa datoriale. Ma se l'accordo economico era stato raggiunto e se il resto delle misure sono nella disponibilità dell'azienda perché non si è voluta raggiungere l'intesa? La verità è un'altra. L 'accordo è saltato sulla ferma volontà dell'azienda di usare indiscriminatamente non generiche agenzie esterne, come conigliescamente afferma nella sua nota, ma una ben determinata agenzia cioè l'ASI che già a Telecolor fornisce tutta l'informazione sportiva, e che è di proprietà sempre della famiglia Ciancio. Come hanno ricordato anche gli organismi della Fnsi si tratta di interposizione di manodopera. Con la minaccia dei licenziamenti l'azienda voleva il via libera a questa deregulation selvaggia. Noi giornalisti abbiamo fatto una scelta di dignità professionale e siamo pronti a pagarne le conseguenze". "Nessuno - prosegue - ha mai contestato il diritto dell'azienda di risanare i propri conti. Per la cronaca: a fine vertenza la redazione ha accettato un articolato piano di sacrifici che permetteva di centrare l'obiettivo di risparmio (350 mila euro l'anno) fissato dalla stessa azienda. Nonostante le apparenze chi in questa vicenda ha ceduto all’estremismo nelle forme e nei contenuti è proprio l'azienda che, nel tentativo di imporre una sorta di nuovo corso all'interno di tutto il gruppo Ciancio, ha finito per smarrire anche quel minimo di buon senso che c' era sempre stato in passato".

@fnsisocial

Articoli correlati