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Cdr | 05 Giu 2017
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Il Gazzettino, licenziati nove dipendenti non giornalisti. La solidarietà del Cdr

I lavoratori scoprono di essere stati licenziati solo all’ingresso della sede di lavoro. «Quello che indigna è la modalità arrogante e spiccia dell'atto che lede la dignità di persone che con la loro professionalità e lealtà hanno contribuito allo sviluppo dell'azienda», scrive il Comitato di redazione.
Licenziamenti al Gazzettino

Il Cdr del Gazzettino esprime solidarietà e vicinanza ai colleghi di Servizi Italia bloccati all'ingresso della sede di lavoro, in via Torino a Mestre. «È così – spiega una nota del Comitato di redazione – che hanno saputo di essere stati licenziati. Nessuno discute la “correttezza formale” della procedura, ma quello che indigna è la modalità arrogante e spiccia dell'atto che lede la dignità di persone che con la loro professionalità e lealtà hanno contribuito finora allo sviluppo dell'azienda Gazzettino, chi per 17, chi per 20, chi per trent’anni».

Si tratta di nove lavoratori, con un'età compresa fra i 40 e i 50 anni, quattro donne e cinque uomini, dell'area legale, amministrativa, diffusionale, contrattualistica e della segreteria di redazione. Dopo l'annuncio degli esuberi e l'avvio della trattativa fra le parti, dopo due mesi di confronto serrato, la rottura definitiva al Ministero.

«L'azienda, che fa parte del Gruppo Caltagirone, ha messo sul tavolo una proposta inaccettabile e umiliante. Ci sentiamo presi in giro – hanno spiegato le Rsa di Mestre – da quando due anni fa con il passaggio dal Gazzettino a una società di servizi ci è stato imposto il contratto del commercio in luogo di quello dei poligrafici che ci avrebbe garantito ammortizzatori sociali diversi. Ora siamo in mezzo a una strada. Ma non finisce qua, agiremo in tutte le sedi istituzionali più opportune. L'azienda durante tutta la trattativa del licenziamento non si è mai dimostrata aperta a un effettivo confronto sugli esuberi, insensibile al pesante disagio sociale ed economico che investe le famiglie coinvolte».

Il Cdr del Gazzettino, per parte sua, «non può non dichiararsi preoccupato e sgomento da quanto sta accadendo, che si traduce – concludono i rappresentanti dei giornalisti – nell'ennesimo e inquietante impoverimento del patrimonio professionale dell'azienda. Un'azienda, Il Gazzettino, con alle spalle una storia lunga 130 anni durante i quali il rispetto, il riconoscimento, la valorizzazione delle risorse umane, sono stati decisivi per la costruzione del quotidiano del Nordest, sinonimo di credibilità e affidabilità anche occupazionale».

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