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Vertenze 09 Apr 2019

Il Giornale, l'azienda rinvia la chiusura della redazione romana. Il Cdr: «Solo un espediente. Ci faremo sentire»

L'unica modifica rispetto agli annunci precedenti è lo slittamento di un mese: dall'1 al 31 maggio. «Una decisione di una gravità  inaudita, anche perché ignora totalmente le prese di posizione giunte dal mondo politico, economico e culturale», lamentano i giornalisti.

«La società editrice del Giornale ha confermato la chiusura della redazione romana del quotidiano: una decisione di una gravità inaudita, anche perché ignora totalmente le prese di posizione che dal mondo politico, economico e culturale hanno in questi giorni chiesto a gran voce che il Giornale possa continuare  pienamente a svolgere la sua parte nella vita del Paese, con le  battaglie e le notizie che solo una presenza fisica nella Capitale consente». Lo scrive in una nota il Comitato di redazione del quotidiano di via Negri.

«L'unica modifica rispetto agli annunci precedenti è lo slittamento di un mese della chiusura: dall'1 al 31 maggio – prosegue il Cdr –. Non è  una concessione, è anzi un espediente per consentire che le elezioni  europee vengano raccontate dal Giornale in un clima di pace sindacale. Ma questo non avverrà. Faremo sentire la nostra voce in ogni occasione possibile, nell'interesse nostro e dei nostri lettori. Non  permetteremo che la storia di libertà del Giornale venga tradita. Per accompagnare alla porta i giornalisti di cui si vuole liberare, l'azienda offre un incentivo all'esodo del tutto inadeguato, pari a meno della metà di quanto ogni redattore si era sentito proporre appena poche settimane fa dal direttore: il quale viene così  sconfessato dal suo stesso editore. Anche questo la dice lunga sul clima di non governo che si respira in redazione, e che è responsabile delle difficoltà attuali ben più del costo del lavoro». (Mig/AdnKronos)

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