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Associazioni | 23 Feb 2018
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'Il giornalista pubblico', venerdì 6 aprile corso di formazione a Perugia di Asu e Odg Umbria

«A distanza di 18 anni dall'entrata in vigore della legge 150 del 2000, ministero della Funzione Pubblica, Aran e sindacati di categoria hanno riconosciuto nel contratto degli enti locali appena sottoscritto il profilo professionale di giornalista pubblico negli uffici stampa», ricordano in una nota Asu e Gus Umbria. Soddisfatti anche in Toscana ed Emilia Romagna.
Il direttivo dell'Associazione Stampa Umbra

Grazie alla collaborazione tra Asu e Ordine dei giornalisti, l'Umbria sarà tra le prime regioni a ospitare un corso di formazione sul nuovo profilo professionale del giornalista pubblico, che si terrà  venerdì 6 aprile a Perugia, presso Palazzo Cesaroni, con la partecipazione di Alessandra Costante e Sergio Talamo, direttore dell’Area comunicazione, editoria, trasparenza e progetti speciali di Formez Pa.

È quanto anticipano, in una nota, Associazione Stampa Umbra e Gruppo Uffici Stampa (Gus) dell'Umbria. «A distanza di 18 anni dall’entrata in vigore della legge 150/2000, Ministero della Funzione Pubblica,  Aran e sindacati di categoria hanno riconosciuto nel contratto degli enti locali appena sottoscritto il profilo professionale di giornalista pubblico negli Uffici Stampa. Un traguardo importante, significativo sotto il profilo della dignità e del riconoscimento del lavoro svolto da tanti colleghi, che in Umbria e a livello nazionale si sono sempre adoperati con i rappresentanti del sindacato per affermare diritti e competenze che ora dovranno trovare piena e concreta attuazione in sede di classificazione e inquadramento della categoria professionale», scrivono.

«La previsione nel nuovo contratto degli enti locali del profilo del giornalista pubblico va ascritto al lavoro svolto dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, capace con il segretario generale Raffaele Lorusso, il presidente Giuseppe Giulietti e la vicesegretaria con delega agli uffici stampa Alessandra Costante di ottenere il riconoscimento professionale atteso da quasi due decenni da tanti colleghi in Umbria e nel resto d’Italia», prosegue la nota.

«Diamo atto – concludono Asu e Gus – alla ministra della Funzione pubblica, Marianna Madia, di aver condotto coerentemente l’impegno assunto nei confronti della nostra categoria professionale e sottolineiamo il lavoro con cui l’onorevole umbro Walter Verini ha sostenuto e seguito costantemente questo percorso che oggi è giunto a compimento. Fermo restando il mantenimento dei contratti Fnsi-Fieg già in essere alla Regione Umbria e in altre istituzioni territoriali e il contestuale adeguamento economico delle retribuzioni rimaste ferme al 2010, per Asu e Gus è necessario che l’azione della Fnsi prosegua ora con determinazione in sede di classificazione della categorie professionali degli enti locali, affinché vengano tutelati diritti, garanzie e inquadramento professionale dei colleghi».

Enti locali: arriva il 'giornalista pubblico'. Ast e Gus: «Risultato importante, ma il contratto Fieg-Fnsi della Regione non si tocca»
Il profilo del giornalista entra nel contratto del pubblico impiego, con pieno diritto di cittadinanza. Nella notte tra martedì e mercoledì è stata infatti firmata a Roma la bozza del nuovo contratto delle funzioni locali. «Si tratta di un passo in avanti importante», commenta il presidente dell’Associazione Stampa Toscana, Sandro Bennucci, assieme ai colleghi del Gus, il gruppo di specializzazione degli uffici stampa. «Penso - prosegue - a quei Comuni ed amministrazioni dove finora tanti colleghi che già si occupano di uffici stampa e di informare i cittadini hanno avuto forme e livelli di inquadramento disomogenei, dove non esisteva nulla o solo contratti di fantasia».
Il giornalista pubblico viene riconosciuto come un funzionario dotato di una specializzazione tutta sua, con diritto anche ad una posizione organizzativa in quanto iscritto ad un ordine professionale. Ora quei profili dovranno trovare piena e concreta attuazione in sede di commissione per quanto attiene alla classificazione e inquadramento della categoria professionale: sede in cui Aran e FNSI dovranno definire diritti e garanzie, partendo dalle specificità e dalle peculiarità della professione, compresa l’adesione alla cassa di assistenza Casagit.
Si fa dunque ordine nelle amministrazioni locali, ma i contratti Fieg-Fnsi già riconosciuti nel pubblico non si toccano. «Il contratto firmato colma un vuoto – commenta Bennucci con i colleghi del Gus – ma sia chiaro che non mette in discussione i contratti Fieg-Fnsi che in Toscana, come in altre regioni, sono già riconosciuti e applicati ai colleghi dell’agenzia di informazione della giunta regionale, dell’ufficio stampa del consiglio e della fondazione in house Sistema Toscana. Vale infatti in questo caso il principio secondo cui la legge speciale prevale e può derogare su quella generale, anche se precedente. Una legge che in Toscana è stata approvata nel 2006, esito di un lungo ma condiviso dibattito, con il battesimo l’anno successivo delle due agenzie. Il contratto firmato l’altra notte non cancella quella legge, né obbliga il legislatore regionale a farlo».
«La legge e la fattispecie restano validi, in Toscana come altrove – concludono Bennucci e il Gus –, ed Ast e Fnsi chiedono che restino tali anche in futuro. Anzi, ora che anche il contratto del pubblico impiego è stato approvato, non ci sono più alibi o motivi per non riconoscere anche ai colleghi giornalisti della Regione il pieno adeguamento delle loro buste paga, congelate dal 2010, alla parte economica del contratto Fieg-Fnsi vigente. L’abbiamo richiesto dopo la sentenza delle Corte costituzionale del 2015, l’abbiamo di nuovo fatto nei mesi scorsi e torniamo a farlo adesso, reiterando la richiesta di un incontro urgente all’amministrazione regionale».

Aser: «L'arrivo del giornalista pubblico negli enti locali è un risultato importante, il contratto Fieg-Fnsi della Regione va salvaguardato»
È un passo avanti importante il riconoscimento – con il contratto siglato a Roma per le Funzioni Locali – del profilo del giornalista nel pubblico impiego, con pieno diritto di cittadinanza. Questo consentirà finalmente di fare chiarezza in quei Comuni e amministrazioni pubbliche dove finora tanti colleghi, che si occupano di uffici stampa e di informare i cittadini, hanno avuto forme e livelli di inquadramento disomogenei.
Ora, quei profili dovranno trovare piena e concreta attuazione in sede di commissione per quanto attiene alla classificazione e all’inquadramento della categoria professionale: sede in cui Aran e Fnsi dovranno definire diritti e garanzie, partendo dalle specificità e dalle peculiarità della professione, compresa l’adesione alla cassa di assistenza Casagit.
Si fa dunque ordine nelle amministrazioni locali, ma i contratti Fieg-Fnsi già riconosciuti nel pubblico vanno salvaguardati. Il contratto firmato colma un vuoto, non mette in discussione i contratti Fieg-Fnsi che in Emilia-Romagna, come in altre Regioni, sono già riconosciuti e applicati ai colleghi dell’Agenzia di informazione e comunicazione della Giunta regionale e dell’Ufficio stampa dell’Assemblea legislativa. Un’esperienza, questa, resa possibile da una legge regionale, approvata in Emilia-Romagna nel 2004, esito di un lungo ma condiviso dibattito. Da qui è scaturito un modello organizzativo 'tagliato' su ciò che prevede il contratto giornalistico e armonizzato con le esigenze dell’ente pubblico, e che ha permesso, in questi anni, alla Regione di razionalizzare i costi, aumentare la produttività e valorizzare le risorse interne riducendo gli affidamenti esterni, turnando sette giorni su sette. Il contratto firmato l’altra notte non deve cancellare quella legge, né obbligare il legislatore regionale a farlo. Per il Sindacato dei giornalisti dell'Emilia-Romagna è un punto fermo e irrinunciabile da tutelare e da rilanciare, a partire dal pieno adeguamento delle retribuzioni, congelate dal 2010.

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