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Fnsi | 27 Apr 2004
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Il Presidente della Repubblica Ciampi ha ricevuto i vincitori del "Premio Cronisti" 2003: "Occorre più informazione su modelli e comportamenti positivi. Siamo stanchi di bombardamento di negatività". Columba (Unci): "Ormai la propaganda sost

Il Presidente della Repubblica Ciampi ha ricevuto i vincitori del "Premio Cronisti" 2003: "Occorre più informazione su modelli e comportamenti positivi. Siamo stanchi di bombardamento di negatività". Columba (Unci): "Ormai la propaganda sostituisce i fatti"

Il Presidente della Repubblica Ciampi ha ricevuto i vincitori del "Premio Cronisti" 2003: "Occorre più informazione su modelli e comportamenti positivi. Siamo stanchi di bombardamento di negatività". Columba (Unci): "Ormai la propaganda sostituisce i fatti"

Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha ricevuto al Quirinale i vincitori e i promotori del 'Premio Cronisti' 2003, accompagnati dal presidente dell'Unci, l'unione nazionale cronisti italiani, Guido Columba con la giunta esecutiva dell'associazione e dal presidente e dal segretario generale della Fnsi, Franco Siddi e Paolo Serventi Longhi. Al capo dello Stato, Guido Columba ha presentato i vincitori dell'edizione 2003 del 'Premio Cronista': Lirio Abbate (Ansa), Rosa Brandi (Prealpina), Grazia Graziadei (Tg1), Luca Lippera (Messaggero), Massimo Lugli (Repubblica), Daniela Orsello (GrRai), Raul Passaretti (Tg1), Enzo Quaratino (Ansa), Claudio Sebastiani (Ansa), Bruno Sokolowicz (GrRai), Vincenzo Spagnolo (Avvenire) mentre al giornalista napoletano Roberto Marra è andato il riconoscimento per 'Una vita da cronista'. (Adnkronos) ''I cittadini chiedono sempre piu' di avere informazione su modelli e comportamenti positivi, di impegno sociale, di nobilta' d'animo, di dedizione al prossimo, di sentimenti, stanchi di un bombardamento continuo di negativita', di immagini che suscitano preoccupazione e ansia, diffuse in tutti gli spazi di informazione''. Lo ha detto il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, durante la cerimonia al Quirinale, per il Premio cronista 2003 intitolato a Piero Passetti. Mentre ancora non si placano le polemiche sul caso Bonolis-Bilancia, per l'intervista al serial killer trasmessa domenica sera da Raiuno, e' facile vedere nelle parole del capo dello Stato un implicito riferimento alla vicenda. Ciampi ha aggiunto: ''Certo, tutto deve essere raccontato con la vostra professionalita', senza censure o autocensure. Tuttavia informare sulla ricchezza di umanita' che esiste nella societa' e' importante quanto denunciare i problemi i disagi, le tragedie che ogni giorno seguiamo con apprensione''.(ANSA). INDIRIZZO DI SALUTO AL CAPO DELLO STATO LETTO DA GUIDO COLUMBA, PRESIDENTE DELLA UNIONE NAZIONALE CRONISTI ITALIANI, NELLA UDIENZA A VINCITORI E ORGANIZZATORI DEL "PREMIO CRONISTA 2003 - PIERO PASSETTI" Signor Presidente, La ringrazio a nome dei colleghi presenti, e di tutti i cronisti italiani, per aver voluto rinnovare il Suo Alto Patronato al nostro premio annuale e per averci voluto ricevere. La tradizionale udienza ai vincitori del Premio cronista sottolinea una volta di più l'attenzione con la quale segue le vicende del mondo dell'informazione, che negli ultimi anni ha conosciuto una mutazione radicale che espone la professione a molteplici rischi e minaccia di stravolgerne i fondamenti. Il Suo incoraggiamento dello scorso anno a "mantenere la spina dorsale dritta e a difendere l'autonomia professionale" ci conforta e ci induce a resistere e a credere ancora nell'importanza del nostro lavoro. Il Suo messaggio alla Camere e i Suoi continui richiami al pluralismo, ai princìpi e ai valori del sistema della comunicazione in una società democratica esortano al rispetto del fondamentale diritto del cittadino ad una corretta, tempestiva e completa informazione. Per i giornalisti, e a maggior ragione per i cronisti, le basi della professione restano i fatti, la professionalità, l'autonomia di giudizio, il diritto di critica. Basi che vengono messe a repentaglio dall'invadenza della politica e dei "poteri forti", dagli intrecci tra editori, pubblicità e mondo della finanza, dalle cattive leggi sull'editoria e sul diritto d'autore, dal mancato aggiornamento della legge sull'ordine professionale, dalle limitazioni di una malintesa interpretazione della legge sulla privacy. A ciò si aggiungono il tentativo di delegittimare il sindacato unico e unitario dei giornalisti, la Federazione Nazionale della Stampa, e di indebolire il nostro istituto di previdenza, la mercificazione della notizia, le fonti ufficiali di informazione sempre più inaffidabili. Lo sviluppo della società della comunicazione ha fatto crescere in modo esponenziale il peso delle fonti ufficiali e della comunicazione istituzionale sull'informazione e sulla libertà di stampa. Ma mentre l'attività giornalistica è regolamentata dalla deontologia professionale e dalle normative sulla stampa, non esiste alcuno strumento che imponga alle fonti e ai comunicatori il rispetto della trasparenza, dell'imparzialità e della neutralità a cui sarebbero tenuti dall'amministrazione della cosa pubblica. I giornalisti, e i cronisti in modo particolare poiché si trovano a confrontare giorno per giorno la differenza tra i fatti e la propaganda, fanno argine con la loro professionalità a una deriva molto pericolosa, ma in questo loro sforzo hanno bisogno di essere sostenuti. E non lo fa certo la norma contenuta nella legge sulla magistratura, approvata dal Senato, che esclude ogni loro contatto con i magistrati predisponendo un canale unico di comunicazione con le Procure attraverso il quale finirà per passare solo una informazione ufficiale. Per il coacervo dei problemi che travagliano l'informazione non abbiamo ricette in tasca. Ma continuiamo a scommettere sulla forza e sulla funzione democratica della libera professione giornalistica. Per questo indichiamo alcune condizioni a nostro giudizio necessarie perché la libertà di stampa sia non solo proclamata a parole, ma abbia anche contenuti concreti. Una riforma dell'Ordine che rilanci i valori di autonomia, etica e credibilità professionali. Una autodisciplina che renda trasparente la professione, rispetti i diritti dei cittadini e freni l'invadenza delle Authority. La costituzione di un Giurì su correttezza, neutralità e imparzialità delle fonti istituzionali. La codificazione dell'obbligo della rettifica alternativa alle querele. La affermazione di un reale segreto professionale. Il divieto di perquisizioni, sequestri, fermi di polizia, intercettazioni dei cronisti finalizzate alla individuazione delle fonti ritenute responsabili di fuga delle notizie, che si ripropongono con frequenza allarmante e perfino con l'inedito, quanto illegale a nostro avviso, sequestro fin negli uffici postali della corrispondenza inviata a un quotidiano di Genova. La esclusione dei giornalisti dalla responsabilità delle violazioni del segreto di indagine e d'ufficio. Il riconoscimento del prevalente interesse del diritto di informazione rispetto al diritto del singolo quando non si ledano i dati sensibili della privacy. La garanzia dell'accesso qualificato agli atti delle pubbliche amministrazioni Nei mesi scorsi ci siamo rivolti al Consiglio superiore della magistratura affinché si promuovessero iniziative per superare le incomprensioni sul segreto professionale dei giornalisti tutelato dalla legge, dalla Convenzione europea e da recenti sentenze della Corte di Strasburgo. Il CSM ha discusso la questione ma non ha ritenuto di prendere in considerazione le nostre preoccupazioni perché le ha interpretate come "censure ad attività giurisdizionali". E' uno spiacevole malinteso perché l'atteggiamento censorio non rientra nel nostro comportamento sindacale, specie nei confronti della magistratura della quale i giornalisti hanno sempre riconosciuto, e anche difeso, l'assoluta autonomia e alla quale abbiamo chiesto, sempre e soltanto, che riconosca e rispetti la nostra autonomia professionale. Torneremo, dunque, a riproporre la questione al CSM. Mi permetta adesso, Signor Presidente, di presentarLe i vincitori del "Premio Cronista 2003 - Piero Passetti". Il premio per l'informazione stampata è stato assegnato a ENZO QUARATINO dell'ANSA di Roma che il 31 ottobre del 2002 diede la notizia del terremoto nel Molise, primo tra i giornalisti italiani, appena 5 minuti dopo la scossa principale e nelle ore e nei giorni successivi guidò il lavoro di tutti i cronisti impegnati a raccontare la tragedia. Vincitore per la sezione radio-televisiva è RAUL PASSARETTI, del Tg 1, che affronta le vicende che si trova a descrivere con uno stile stringato che nulla concede alla spettacolarizzazione, ma che in pochi minuti riassume l'essenzialità e la complessità di qualsiasi notizia. Il premio "Vita di cronista" è stato assegnato a ROBERTO MARRA, napoletano doc, che ha dedicato 50 anni della sua vita alla professione e a scavare con passione e competenza dentro la poliedrica realtà della sua città. Sono esempi di professionalità, attaccamento al mestiere e impegno sociale che contraddistinguono anche i cronisti ai quali sono stati assegnati i riconoscimenti speciali. LUCA LIPPERA, del Messaggero, al quale è andata la medaglia da Lei offerta, per una galleria di personaggi sconosciuti ma essenziali alla vita di Roma. MASSIMO LUGLI, de La Repubblica, per aver rievocato a quattro mani con il questore di Roma le vicende di cronaca nera che avevano vissuto, su fronti diversi, da giovani. GRAZIA GRAZIADEI, del Tg 1, per l'intervista esclusiva in cui Mario Placanica rievoca i momenti dell'uccisione di Carlo Giuliani a Genova. ROSI BRANDI, de La Prealpina, per l'intervista a un bambino autistico che gli ha consentito di rivelare il suo ricchissimo mondo interiore. VINCENZO SPAGNOLO, de l'Avvenire, per l'attenzione al recupero dei giovani criminali o vittime dello sfruttamento degli adulti. LIRIO ABBATE, dell'Ansa di Palermo, per i servizi sugli sbarchi di clandestini in Sicilia. BRUNO SOKOLOVICZ, del Giornale radio Rai, per lo speciale nel decennale della strage di via D'Amelio. DANIELA ORSELLO, del Gr 2, per i servizi sulla morte del piccolo Samuele Lorenzi. CLAUDIO SEBASTIANI, dell'Ansa di Perugia, per la descrizione della marcia della pace Perugia-Assisi.

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