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Fnsi 17 Mag 2002

l'Associazione Stampa Puglia: "L'editore Caltagirone perseguita i giornalisti ignorando le ordinanze della magistratura"

l'Associazione Stampa Puglia: "L'editore Caltagirone perseguita i giornalisti ignorando le ordinanze della magistratura"

l'Associazione Stampa Puglia: "L'editore Caltagirone perseguita i giornalisti ignorando le ordinanze della magistratura"

Non sono state sufficienti neanche due ordinanze della magistratura del lavoro per ottenere il reintegro nel proprio posto di lavoro nella redazione di Brindisi del collega Marcello Orlandini, da quasi quattro anni impegnato assieme ad altri sette colleghi ad affermare il rispetto delle norme in materia di lavoro e del contratto di lavoro al "Quotidiano di Lecce-Nuovo Quotidiano di Puglia". Ancora una volta, sottolinea l'Associazione della Stampa di Puglia, l'editore Caltagirone si prende gioco delle ordinanze della magistratura e con accanimento e arroganza adotta provvedimenti vessatori e persecutori contro i nostri colleghi. Dopo tre anni di forzata inattività, infatti, il collega è stato oggetto di un trasferimento illegittimo da Brindisi a Bari nell'ottobre scorso. Nonostante tale trasferimento sia stato annullato dalla magistratura del lavoro di Lecce il 18 aprile scorso, pochi giorni dopo l'azienda, come se nulla fosse accaduto, ha reiterato il trasferimento a Bari. Da qualche giorno il collega Marcello Orlandini, vice caposervizio della redazione di Brindisi, è costretto nuovamente all'inattività su decisione del direttore Giancarlo Minicucci e dell'azienda Alfa Editoriale, i quali, senza neanche attendere una risposta formale all'imposizione di trasferirsi a Bari, gli impediscono di lavorare a Brindisi. Nell'esprimere solidarietà al collega Orlandini, l'Associazione della Stampa di Puglia si impegna a sostenere in ogni sede le ragioni della solidarietà e del rispetto delle norme. Questo è l'ennesimo episodio di una lunga catena di violazioni contrattuali messe in atto dall'editore Caltagirone nei confronti di otto giornalisti professionisti estromessi nel giugno '98 da un'azienda condannata due volte per comportamento antisindacale.

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