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Fnsi 15 Giu 2005

Lettera ai direttori. Serventi Longhi: “Contro forme di crumiraggio per il giorno dello sciopero ritirate la vostra firma”. Franco Siddi in Calabria: “Partecipazione sia compatta”

In previsione della prima giornata di sciopero dei giornalisti italiani dopo la rottura delle trattative per i rinnovi dei contratti di lavoro, il Segretario Generale della Fnsi, Paolo Serventi Longhi, ha inviato ai direttori delle testate quotidiane la seguente lettera: “Caro Direttore, come sai, la Federazione della Stampa ha proclamato per venerdì 17 giugno (carta stampata) e lunedì 20 (emittenza) un primo sciopero di tutta la categoria a seguito della rottura delle trattative con gli editori per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico scaduto il 28 febbraio scorso.

In previsione della prima giornata di sciopero dei giornalisti italiani dopo la rottura delle trattative per i rinnovi dei contratti di lavoro, il Segretario Generale della Fnsi, Paolo Serventi Longhi, ha inviato ai direttori delle testate quotidiane la seguente lettera: “Caro Direttore, come sai, la Federazione della Stampa ha proclamato per venerdì 17 giugno (carta stampata) e lunedì 20 (emittenza) un primo sciopero di tutta la categoria a seguito della rottura delle trattative con gli editori per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico scaduto il 28 febbraio scorso.

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica: In previsione della prima giornata di sciopero dei giornalisti italiani dopo la rottura delle trattative per i rinnovi dei contratti di lavoro, il Segretario Generale della Fnsi, Paolo Serventi Longhi, ha inviato ai direttori delle testate quotidiane la seguente lettera: “Caro Direttore, come sai, la Federazione della Stampa ha proclamato per venerdì 17 giugno (carta stampata) e lunedì 20 (emittenza) un primo sciopero di tutta la categoria a seguito della rottura delle trattative con gli editori per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico scaduto il 28 febbraio scorso. Questo sciopero vuole essere una chiara e corale risposta di tutto il giornalismo italiano al tentativo degli editori di demolire il ruolo della professione, limitandone gli spazi di intervento, riducendone l’autonomia, mortificandone le funzioni. La FIEG ha risposto alle nostre richieste con un documento, lungo e articolato, contenente le proposte che gli editori italiani intendono introdurre nel contratto collettivo. Si tratta di proposte assolutamente inaccettabili che, se attuate, cancellerebbero norme e tutele che la categoria ha costruito con un secolo di lotte, ma anche, non voglio sottacerlo, produrrebbero una pesante mortificazione economica, con conseguenze, in prospettiva, estremamente pesanti nella gestione previdenziale dell’Inpgi ed assistenziale della Casagit, tanto da mettere in pericolo la stessa sopravvivenza dei nostri Istituti. È, quindi, fondamentale che la risposta dei giornalisti a questi tentativi sia ferma, decisa e senza equivoci. Per questo contiamo molto sul tuo sostegno e sulla tua partecipazione, nella certezza che anche nel tuo ruolo di garante della qualità dell’informazione, vorrai ritirare la firma come responsabile del giornale per evitare che siano messi in atto dagli editori possibili tentativi di favoreggiamento del crumiraggio. Conto, contiamo sulla tua collaborazione”. Reggio Calabria, 16 giugno - Un appello a tutti i giornalisti ''perché domani aderiscano in maniera compatta'' allo sciopero nazionale proclamato nell'ambito della vertenza per il rinnovo del contratto di lavoro è stato lanciato da Franco Siddi, presidente della Federazione nazionale della stampa italiana. Siddi, che ha partecipato a Reggio Calabria ad una manifestazione per celebrare i dieci anni di attività del Quotidiano della Calabria, ha detto che ''lo sciopero di domani e' stato proclamato per impedire la cancellazione dei principali elementi di garanzia di un lavoro giornalistico realmente libero. Non si può accettare una linea editoriale che immagina di fare i giornali con giornalisti di passaggio, permanentemente precari sia per quanto riguarda la durata del contratto di lavoro, sia per i compensi che si vorrebbe tenere a livelli bassissimi soprattutto per i free-lance. Va bene il mercato, ma i giornali senza giornalisti liberi ed adeguatamente preparati e tutelati dalle pressioni esterne sarebbero anch'essi più poveri e meno incidenti nella realtà sociale e culturale, oltre che nel mercato delle vendite. Il pluralismo dell'informazione ha bisogno di una scossa ed i giornalisti devono esserne protagonisti''. Secondo il presidente della Fnsi, ''il primo sciopero generale dei giornalisti, che coinvolge anche gli uffici stampa e lunedì le emittenti televisive e radiofoniche nazionali e locali, è una manifestazione di allarme ed insieme di grande solidarietà''. (ANSA)

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