CERCA
Cerca nelle notizie
Dal
Al
Cerca nel sito
(Foto: dal profilo Facebook di Report)
Cdr 31 Ago 2026

Report, l’assemblea dei giornalisti proclama lo stato di agitazione: «Pronti anche allo sciopero»

I cronisti interni chiedono all’azienda «di correggere le decisioni prese che non sono accettabili per chi, professionalmente, si è sempre riconosciuto nell'identità e nei valori di Report e che potrebbero costringere a scelte lavorative diverse. Il programma non esiste senza la sua squadra». Il Cdr Approfondimento: «Sostegno alla redazione».

«I giornalisti interni della redazione di Report, preso atto della decisione arbitraria, non ancora motivata dell'azienda, di sostituire Sigfrido Ranucci alla conduzione del programma, sostengono e condividono tutte le rivendicazioni espresse dal gruppo degli inviati, che hanno annunciato, in assenza di un ripensamento da parte della Rai, di essere pronti ad abbandonare il programma. Report non può esistere senza i suoi inviati e senza la sua redazione, produzione, filmaker e montatori che negli anni hanno maturato specifiche competenze e lavorano per garantire un prodotto di qualità, espressione autentica del servizio pubblico». Così l’Assemblea dei giornalisti interni di Report in un comunicato diffuso lunedì 31 agosto 2026.

I giornalisti proseguono: «Solo un più che solido vissuto professionale e l’autorevolezza conquistati sul campo possono infatti far fronte alle necessità di produzione e alle specificità investigative di una trasmissione complessa, delicata e di altissimo valore civile, come Report ha dimostrato di essere nel corso della sua lunga storia, offrendo al pubblico un contributo ispirato ai più autentici valori repubblicani. I giornalisti interni di Report non sono disposti, in alcun modo, ad accettare imposizioni calate dall’alto che, non rispondendo a questi criteri, sono ascrivibili a una matrice puramente politica che snatura totalmente la vocazione e il DNA del programma. Esprimono, inoltre, sconcerto per il metodo usato dall'Azienda nella scelta unilaterale e senza condivisione dei nuovi conduttori, annunciati alle agenzie di stampa prima che alla squadra».

I cronisti chiedono poi all’azienda «di correggere le decisioni prese che non sono accettabili per chi, professionalmente, si è sempre riconosciuto nell'identità e nei valori di Report e che potrebbero costringere a scelte lavorative diverse. Chiedono inoltre il diretto coinvolgimento della redazione nelle scelte aziendali, al fine di preservare autonomia e indipendenza di un presidio fondamentale del Servizio Pubblico».

L’assemblea dei giornalisti conclude indicendo «lo stato di agitazione e si riserva di mettere in atto ulteriori iniziative di lotta democratica, compreso lo sciopero».

A sostegno dell’assemblea dei giornalisti interni di Report si schiera il Cdr Approfondimento, unendosi «allo stato di agitazione della redazione». (anc)

@fnsisocial

Articoli correlati

Newsletter