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La polemica | 01 Ago 2019
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Salvini contro Repubblica, Lorusso: «Anziché insultare i giornalisti, il ministro risponda alle domande»

«Non c'è alcun attacco contro un minore, soltanto la necessità di fare chiarezza su una vicenda di rilevanza pubblica che non può essere derubricata ad affare di famiglia», osserva il segretario generale della Fnsi commentando la vicenda del figlio del vice premier ripreso su una moto d'acqua della Polizia. La solidarietà del Cdr e dell'Usigrai a Valerio Lo Muzio.
La conferenza stampa del vice premier al Papeete beach di Milano Marittima (Foto: repubblica.it)

«Anziché insultare i giornalisti, il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, farebbe bene a rispondere alle loro domande. Un ministro della Repubblica ha il dovere di rispondere: non c'è alcun attacco contro un minore, soltanto la necessità di fare chiarezza su una vicenda di rilevanza pubblica che non può essere derubricata ad affare di famiglia». Lo afferma Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, dopo la conferenza stampa in cui il titolare del Viminale, oltre a rifiutare il confronto, ha attaccato il giornalista Valerio Lo Muzio.

Per Lorusso «è gravissimo che le forze dell'ordine abbiano preso l'abitudine di chiedere le generalità, quando non ricorrono alle minacce o ai pestaggi, ai giornalisti che fanno il proprio lavoro, documentando fatti e situazioni che l'opinione pubblica ha il diritto di conoscere. Quanto accaduto oggi, con l'attacco ai giornalisti di Repubblica, è l'ennesima conferma che in Italia si sta cercando di creare un clima ostile nei confronti di chi fa informazione, di chi pone domande e del pensiero critico in generale. È una situazione che deve preoccupare e far riflettere», conclude il segretario della Federazione nazionale della Stampa italiana.

La solidarietà del Cdr al giornalista Valerio Lo Muzio
Il Cdr di Repubblica esprime massima solidarietà al collega Valerio Lo Muzio, intimidito martedì scorso da un addetto alla tutela di Matteo Salvini solo per aver svolto il suo lavoro di videomaker sulla spiaggia di Milano Marittima e oggi bersaglio di un'autentica aggressione verbale, condita da gravi allusioni, da parte del medesimo ministro dell'Interno. Il quale si è anche rifiutato di rispondere alle domande dei nostri cronisti e ha attaccato in maniera denigratoria il nostro quotidiano.
Vorremmo ricordare al ministro che informare i cittadini è un diritto tutelato dalla Costituzione, al quale corrisponde il dovere della stampa di documentare i comportamenti di ogni singolo rappresentante delle istituzioni, governo compreso. Tentare di impedirlo, come Salvini ha fatto, denota purtroppo la postura tipica di chi – in ragione del suo incarico – si considera al di sopra della legge. Una deriva liberticida alla quale non intendiamo rassegnarci e che i giornalisti di Repubblica combatteranno sempre.
Il Cdr di Repubblica

La solidarietà dell'Usigrai
L'Usigrai esprime solidarietà al collega de la Repubblica Valerio Lo Muzio. L'attacco e le insinuazioni del vice presidente del Consiglio e Ministro dell'Interno, Matteo Salvini, sono di estrema gravità. Che un esponente di governo impedisca ad un giornalista di fare domande è semplicemente inaccettabile. La libertà di stampa e i valori costituzionali si difendono con l'unità e la compattezza. Quindi, l'auspicio è che di fronte a episodi del genere tutti i giornalisti lascino la conferenza stampa.
Esecutivo Usigrai 

La solidarietà del Cdr del Corriere dello Sport
Il Comitato di redazione del Corriere dello Sport esprime solidarietà al collega di Repubblica Valerio Lo Muzio, oggetto di un'aggressione da parte del ministro dell'Interno Matteo Salvini. Il collega che ha rivolto delle domande al vice premier è stato intimidito e dileggiato. Anche in questo caso, non il primo, siamo di fronte a un oltraggio alla Costituzione e a un nuovo attentato alla libertà di informazione. Non è un caso che Salvini sia uno dei leader di un governo che punta sulla disintermediazione per soffocare la critica.
Il Comitato di redazione del Corriere dello Sport: Tullio Calzone, Guido D'Ubaldo, Antonio Giordano, Michele Marchetti

 

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