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Vertenze | 15 Apr 2019
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Stato di agitazione al quotidiano l'Adige. Il sindacato al fianco dei colleghi

I giornalisti, «fortemente preoccupati dai cospicui tagli che l'azienda intende attuare», chiedono «informazioni precise» e invitano il direttore a «illustrare all'assemblea l'organizzazione futura delle redazioni». L'Assostampa: «Pronti a discutere, purché rimanga al centro la qualità del lavoro».
Rocco Cerone, segretario del Sindacato Giornalisti del Trentino Alto Adige

Il Sindacato Giornalisti del Trentino Alto Adige «solidarizza con i colleghi del quotidiano l'Adige in stato di agitazione e sosterrà il Comitato di redazione in tutte le azioni che intende intraprendere, assicurandogli il sostegno dell'Associazione Regionale di Stampa e della Federazione nazionale della Stampa italiana». Lo afferma in una nota il segretario regionale Rocco Cerone, che chiede l'apertura formale della trattativa sul nuovo piano di riorganizzazione del lavoro che dovrà contemperare l'attenzione ai costi ma anche alla qualità del prodotto editoriale che fanno dell'Adige il giornale leader in Trentino.

«Prestando fede alle parole impegnative dell'editore di non volere licenziare alcuna professionalità, il Sindacato Regionale dei Giornalisti, d'intesa con i colleghi del Cdr e con la Fnsi, è pronto a discutere di tutti i temi, purché rimanga al centro la qualità del lavoro giornalistico, che auspica non venga impoverito», conclude Cerone.

PER APPROFONDIRE
Di seguito il comunicato del Comitato di redazione

L'assemblea dei redattori dell'Adige ha proclamato all'unanimità lo stato di agitazione. I giornalisti sono fortemente preoccupati dai cospicui tagli che l'azienda intende attuare. Le preoccupazioni riguardano l'entità della manovra di contenimento costi – a cui peraltro la redazione coscienziosamente non si è mai sottratta anche negli anni scorsi –, che corrisponde a oltre il 20% del costo del lavoro nell'azienda Sie; l'assoluta mancanza di chiarezza circa le ragioni per cui si chiedono questi sacrifici, senza specificare se e quanto corrispondano a effettive esigenze di bilancio; l'assenza di un piano editoriale che spieghi come si possa assorbire questa riduzione dei costi senza incidere sulla qualità del giornale; ma soprattutto l'assenza di un piano industriale pluriennale che offra una visione di prospettiva dove ci sia spazio anche per gli investimenti.
Le ricadute degli annunciati tagli rischiano concretamente di misurarsi in un abbassamento del prodotto l'Adige, patrimonio di cui quota parte i redattori rivendicano orgogliosamente la paternità, avendo contribuito negli anni a farlo diventare lo strumento di informazione più diffuso fra la gente trentina. Per noi redattori dell'Adige questo è un onere ed un onore di cui andiamo fiere e a cui non vogliamo rinunciare nel rispetto del tacito patto di fiducia che ci lega da anni ai nostri lettori.
In attesa di incontri chiarificatori con il direttore e con l'editore per capire se si potranno armonizzare i nostri punti di vista sul ruolo che l'Adige avrà da oggi in avanti, l'assemblea dei redattori proclama lo stato di agitazione, dando mandato al Cdr di chiedere all'azienda, prima dell'avvio della trattativa vera e propria, informazioni precise sulle ragioni e sull'entità dei tagli e di invitare il direttore, già nei prossimi giorni, ad illustrare all'assemblea l'organizzazione futura delle redazioni. Dopo questi passaggi, l'assemblea valuterà quali ulteriori passi compiere.

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