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Libertà di stampa | 23 Nov 2015
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Vatileaks, la solidarietà della Fnsi a Fittipaldi e Nuzzi: «I giudici vaticani si rifacciano ai principi della Cedu»

Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi dovranno difendersi davanti al Tribunale della Città del Vaticano dall’accusa di aver pubblicato notizie riservate. “Erano altri, e non i giornalisti, che avrebbero dovuto custodire i segreti – commenta il segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso –. Non vorremmo che Fittipaldi e Nuzzi diventassero agnelli sacrificali per coprire i veri responsabili della vicenda. Che sono dentro le mura vaticane".

"I bavagli e le censure non ci piacciono. Vanno combattuti a tutte le latitudini. E condannati anche quando a imporli sono Stati esteri. L'accusa di pubblicazione di notizie riservate, da cui due giornalisti italiani, Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi, dovranno difendersi a partire da domani davanti al Tribunale della Città del Vaticano non è degna di un Paese civile". Lo afferma, in una nota, Raffaele Lorusso, segretario generale della FNSI. "Con le loro pubblicazioni - osserva Lorusso - Fittipaldi e Nuzzi hanno fatto soltanto il loro dovere, ossia informare l'opinione pubblica, non soltanto italiana, di trame di potere e di traffici poco leciti che hanno coinvolto anche alcuni esponenti della gerarchia ecclesiastica. È paradossale che venga contestata ai giornalisti la pubblicazione di notizie, anche se riservate o coperte da segreto, soprattutto quando c'è un interesse dell'opinione pubblica a conoscere determinati fatti. In questo, come in altri casi, erano altri - e non i giornalisti - che avrebbero dovuto custodire i segreti. È pertanto auspicabile che i giudici vaticani tengano conto di questo aspetto e che, pur non essendo lo Stato Vaticano membro del Consiglio d'Europa, si rifacciano ai principi in tema di libertà di stampa e di tutela delle fonti dei giornalisti sanciti dalla Corte europea dei diritti dell'Uomo. Quei principi hanno infatti natura generale e possono ritenersi vincolanti per tutta la comunità internazionale, a prescindere dall'adesione alle Convenzioni. Sarebbe grave e inspiegabile un diverso orientamento della giustizia vaticana. Non vorremmo, infatti, che Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi, ai quali va il sostegno e la solidarietà del sindacato dei giornalisti italiani, diventassero gli agnelli sacrificali per coprire i veri responsabili della vicenda. Che, evidentemente, sono dentro le mura vaticane".

@fnsisocial
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