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Mafia 19 Nov 2014

“L’Italia con più giornalisti minacciati in Europa”

L'Italia è il Paese che ha il più alto numero di giornalisti minacciati dell'Unione europea. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Antimafia, Claudio Fava, nel corso dell'audizione, oggi, di Alessandro Barbano, direttore del quotidiano "Il Mattino" e di Antonio Polito, direttore del quotidiano "Corriere del Mezzogiorno".

L'Italia è il Paese che ha il più alto numero di giornalisti minacciati dell'Unione europea. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Antimafia, Claudio Fava, nel corso dell'audizione, oggi, di Alessandro Barbano, direttore del quotidiano "Il Mattino" e di Antonio Polito, direttore del quotidiano "Corriere del Mezzogiorno".

Fava ha spiegato che il gruppo di lavoro che in Antimafia si occupa di "Mafia, giornalisti e mondo dell'informazione" sta facendo un censimento dei giornalisti minacciati, "e sta tentando di capire quanto questo clima ha pervaso la qualità dell'informazione e quanta parte dell'informazione si è adagiata su una forma di non conflittualità con la criminalità organizzata se non di consociativismo. Abbiamo raccolto testimonianze preoccupanti in tal senso", ha detto.
In Campania, in particolare, l'Antimafia, ha concluso Fava, ha raccolto notizie di una stampa "fiancheggiatrice" alla luce di procedimenti giudiziari, o fiancheggiatrice nel mondo in cui in passato e non solo è stata "cassa di risonanza, una sorta di gazzetta a disposizione di chi aveva bisogno di far sentire la voce dalla camorra". (ROMA, 19 NOVEMBRE - ANSA)

MAFIA: POLITO, ABBASSATO LIVELLO GUARDIA ANCHE NELLA STAMPA
"CHI DÀ LAVORO È CONSIDERATO COMUNQUE DA PRESERVARE"

"Complessivamente è sceso il livello di attenzione nei confronti del potere criminale. Anche perché si è diffusa nel Mezzogiorno un' idea secondo la quale per quanto criminale è economia, produce Pil e ricchezza". Lo ha affermato Antonio Polito, direttore del quotidiano "Corriere del Mezzogiorno, nel corso di una audizione in Commissione Antimafia. "Penso - ha proseguito Polito - che ci siano fenomeni di autocensura dei giornalisti su queste materie; ci sono su altre, figurarsi se non ci sono nei rapporti col potere criminale che può fare più male del potere politico".  Secondo il giornalista, "non ha certo fatto bene l'idea di inserire nel calcolo del Pil anche i proventi dell'attività criminale, non ha fatto bene anche come immagine complessiva. Io penso che se non ci fosse stato questo abbassamento del livello di guardia, non si spiegherebbe come è possibile che in Regioni come la Lombardia si sia così fortemente diffuso il potere criminale". Probabilmente, secondo Polito, "c'entra la crisi: in alcune zone chiunque dà lavoro è considerato un elemento da preservare ed è realistico sostenere che negli ultimi anni, nel complesso dell'opinione pubblica, si sia abbassata la guardia. E questo ha inevitabilmente avuto influenza sui media".   (ROMA, 19 NOVEMBRE - ANSA)

 

 MAFIA: DIRETTORE MATTINO,GIORNALISMO GIUDIZIARIO È UN LIMITE

"Il livello di attenzione nei confronti del potere criminale è sceso perchè è scaduta la qualità del nostro modo di operare a tutti i livelli: il giornalismo passivo è il figlio del giornalismo giudiziario, che è la declinazione del giornalismo degli ultimi tempi". Lo ha detto Alessandro Barbano, direttore del quotidiano "Il Mattino", intervenendo oggi ad una audizione davanti alla Commissione parlamentare Antimafia.
"Il giornalismo di inchiesta è degli anni '70. Anche il giornalismo "coraggioso" oggi è giudiziario. Saviano e tutti i giornalisti che si sono esposti, hanno raccontato atti istruttori di cui erano in possesso grazie alla loro bravura. Un giornalismo giudiziario è un limite del Paese ma è quello verso cui siamo andati. Così si fa quindi un'opera utile ma si perde un punto di vista. L'inchiesta può portare a vedere cose che sono oltre le intercettazioni e l'atto giudiziario ma ormai non la fa fa quasi nessuno, oltretutto è molto oneroso".
"Abbiamo perso un sapere investigativo", ha concluso Barbano, ricordando anche che, in questi anni, la carta stampata è rimasta schiacciata "in una concorrenza per la vita e la morte, con un sistema mediatico che ha mezzi da giungla".
Per il direttore del Mattino, infine, complessivamente gli Ordini professionali "hanno fallito la loro funzione, hanno dimostrato il peggio di una visione corporativa".  (ROMA, 19 NOVEMBRE - ANSA)

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