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Un momento della Marcia antimafia Bagheria-Casteldaccia
Un momento della Marcia antimafia Bagheria-Casteldaccia
Associazioni 26 Feb 2026

Sicilia, l’Assostampa alla Marcia antimafia Bagheria - Casteldaccia

La 43esima edizione si è svolta giovedì 26 febbraio 2026. Il sindacato dei giornalisti è stato presente con una delegazione guidata da Marina Mancini, componente della giunta regionale, e Salvatore Matranga.

Si è conclusa sotto il sole di una piazza Matrice gremita a Casteldaccia la 43ª edizione della Marcia antimafia Bagheria-Casteldaccia, svoltasi giovedì 26 febbraio 2026. Un lungo fiume di studenti, cittadini e istituzioni ha percorso la storica "Strada dei Valloni", ribattezzata "Strada della Vita", per trasformare quello che fu il teatro della seconda guerra di mafia in un simbolo di riscatto e speranza. Tra le numerose adesioni, la partecipazione di Assostampa Sicilia e della sezione di Palermo. Il sindacato dei giornalisti è stato presente con una delegazione guidata da Marina Mancini, componente della giunta regionale, e Salvatore Matranga. «La presenza di Assostampa Fnsi è servita a ribadire che l’informazione libera è un pilastro fondamentale della democrazia e un argine contro l'azione criminale - ha detto Mancini - . Partecipare alla marcia significa onorare il sacrificio di chi, per garantire trasparenza e verità ai cittadini, ha pagato il prezzo più alto».

In questa giornata di memoria, il pensiero è andato agli otto cronisti siciliani uccisi dalla mafia: giornalisti che svolgevano il loro lavoro a servizio della collettività e che sono stati messi a tacere perché le loro inchieste scardinavano il sistema del malaffare. La categoria ha ribadito che il loro testimone non è andato perduto e che il dovere di cronaca continua a essere uno strumento di resistenza civile. Dal palco di Casteldaccia, le autorità hanno lanciato moniti severi contro il silenzio e l'indifferenza. Monsignor Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, ha esortato la piazza: «Gridiamo a voce alta anche perché oggi ci chiedono di rimanere zitti. Dobbiamo dire che noi ripudiamo la mafia, ogni forma di violenza e dunque la guerra». Antonello Cracolici, presidente della Commissione Antimafia all’Ars, ha sottolineato la pericolosità di una mafia "silenziosa": «La mafia è più forte quando non spara, perché è un sistema che continua a infiltrarsi nella politica, nell'economia e nelle professioni. Essere qui è un dovere civico di resistenza». La marcia, promossa dal Centro Studi Pio La Torre, si conferma ancora una volta un passaggio di testimone fondamentale tra le generazioni: un impegno che, come ricordato dal presidente emerito Vito Lo Monaco, non accetta «passerelle di facciata» ma pretende una lotta viva e consapevole contro ogni forma di dipendenza e corruzione. (Da assostampasicilia.it)

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