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Radio Radicale, Fnsi e Stampa Romana: «Finanziamento dimezzato futuro a rischio»
Vertenze 19 Feb 2026

Radio Radicale, Fnsi e Stampa Romana: «Con finanziamento dimezzato futuro a rischio»

La segretaria generale Alessandra Costante e il segretario regionale Stefano Ferrante: «Vista l'importanza dell'emittente nella formazione dell'opinione pubblica, ci auguriamo che il governo possa trovare ancora le risorse necessarie per evitare la crisi irreversibile della radio».

«Federazione nazionale della Stampa italiana e Associazione Stampa Romana, pur registrando la reintroduzione del finanziamento per Radio Radicale, non possono fare a meno di sottolineare come di fatto il suo dimezzamento metta a rischio la sopravvivenza stessa dell'emittente". Lo affermano, in una nota congiunta, Alessandra Costante, segretaria generale Fnsi e Stefano Ferrante, segretario della Romana, commentando il via libera – nel pomeriggio di giovedì 19 febbraio 2026 – all'emendamento al decreto Milleproroghe che assegna all'emittente 4 milioni di euro per il 2026 nell'ambito del contratto di fornitura con il ministero dello Sviluppo Economico.

L'emendamento stabilisce inoltre che la Camera e il Senato possano valutare la possibilità di stipulare accordi con il soggetto emittente per lo svolgimento del servizio.

«Radio Radicale – aggiungono Costante e Ferrante – svolge una funzione unica nel panorama editoriale italiano, trasmettendo in diretta sedute parlamentari e delle Commissioni. Opera che non ha prezzo per la democrazia. Proprio per l'importanza di Radio Radicale nella formazione dell'opinione pubblica, ci auguriamo che il governo possa trovare ancora le risorse necessarie per evitare la crisi irreversibile della radio».

Prima dell'esame del testo in da parte delle commissioni Bilancio e Affari Costituzionali di Montecitorio, il Cdr della radio era intervenuto, insieme con Snater e Cgil, rivolgendo un appello «alla politica tutta perché si assuma le proprie responsabilità: garantire a Radio Radicale di poter continuare a espletare il servizio per cui è riconosciuta come 'impresa radiofonica che svolge attività di informazione di interesse generale', oppure - scrivevano - decretarne la chiusura, nell'anno in cui ricorre il cinquantesimo anniversario dell'inizio delle trasmissioni». (mf)

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