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Il Palazzo del Municipio di Trieste (Foto: di Elena Torre - commons.wikimedia.org)
Associazioni 29 Lug 2026

Assostampa Friuli - Venezia Giulia: «Pubblicisti esclusi dal concorso per il Comune di Trieste»

Il sindacato regionale: «Si riscontra una palese violazione della Legge n. 150 del 7 giugno 2000».

«La determinazione n. 2250/2026 della Direzione generale - servizio risorse umane e gestione del fabbisogno personale - del Comune di Trieste, ha indetto un concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di un posto da Dirigente a tempo indeterminato - ai sensi dell'articolo 8 della legge regionale del Friuli-Venezia Giulia 18/2026 - per la direzione del servizio informazione istituzionale e open government del Comune di Trieste. Il problema è che nella sua formulazione si riscontra una palese violazione della Legge n. 150 del 7 giugno 2000, di disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni». Lo denuncia in una nota diffusa mercoledì 29 luglio 2026 l'Associazione della Stampa del Friuli-Venezia Giulia.

Il sindacato regionale prosegue: «Come noto, infatti, l’Art. 9 della medesima disposizione legislativa, espressamente, dispone – in materia di “Uffici stampa” – che le amministrazioni pubbliche (di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29) possono dotarsi di un ufficio stampa. Uffici stampa che – ex comma 2, art. 9, L. 150/2000 - sono costituiti da personale iscritto all'Albo nazionale dei giornalisti. Detta norma di legge, pertanto, equipara i colleghi iscritti nell'elenco dei professionisti e in quello dei pubblicisti, ai fini dell'assunzione all'interno degli uffici stampa delle pubbliche amministrazioni, limitandosi a prevedere - come requisito necessario di accesso - esclusivamente l'iscrizione all'Albo nazionale dei giornalisti, senza alcuna specifica di elenco. Siccome nella determina si parla di iscrizione “all'albo unico nazionale dell'ordine dei giornalisti - elenco professionisti” è stata ravvisata dall’Ordine regionale dei Giornalisti e dall’Assostampa, il sindacato unitario della categoria, una palese discriminazione nei confronti dei colleghi iscritti nell'elenco dei pubblicisti».

L’Assostampa sottolinea di aver posto la questione, «in maniera preventiva, al Comune, avvisandolo dei rischi (ricorso al Tar e congelamento del bando) a cui sarebbe andato incontro. La risposta, a pochi giorni dalla scadenza del bando (31 luglio) non è stata neanche diretta. Una funzionaria si è limitata a girarci la risposta data a uno dei molti colleghi che l’avevano e ci avevano interpellati, dove si parla, in maniera acrobatica, di differenza tra settore informazione e uffici stampa (?) e si decide, apoditticamente, che sarebbe “ragionevole e proporzionato richiedere l'iscrizione all'Elenco dei Giornalisti Professionisti per il grado di professionalità necessario al ruolo dirigenziale”. Non ci è chiaro- conclude il sindacato regionale - cosa ci sia di ragionevole e proporzionato, ma di sicuro questo assunto viola la normativa generale di riferimento, e ci troverà presenti ad affiancare i colleghi in eventuali ricorsi». (anc)

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