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Manifestazioni | 18 Dic 2018
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Auguri di Natale in Senato, Casellati: «Le istituzioni supportino l'informazione»

Mentre davanti a Montecitorio si svolge il presidio convocato dalla Fnsi per protestare contro i tagli all'editoria, a Palazzo Giustiniani, durante il tradizionale incontro con la Stampa Parlamentare, la presidente rivolge parole di sostegno alla categoria. Al fianco dei giornalisti anche numerosi parlamentari, contrari all'intervento proposto dal Movimento 5 Stelle.
La presidente del Senato, Elisabetta Casellati (Foto: @SenatoStampa)

«Sono e sarò sempre una convinta assertrice del pluralismo e della libertà di stampa e, di conseguenza, anche della necessità di supportare le voci dell'informazione con tutti gli strumenti a disposizione delle Istituzioni». Così la presidente del Senato Elisabetta Casellati in occasione del tradizionale incontro di auguri con i giornalisti della Stampa Parlamentare a Palazzo Giustiniani.

«C'è bisogno di riscoprire anche una narrazione delle cose positive, delle eccellenze: un compito che vede i giornalisti in prima fila. Facendo leva sulle vostre professionalità, sulle vostre competenze, sulla vostra sensibilità, siate le sentinelle della verità dei fatti, i testimoni di tutto ciò che viene detto e viene fatto. Nell'epoca dei social network resta fondamentale che vi sia sempre qualcuno, un professionista, in grado di mettere tutti davanti alle responsabilità delle proprie parole e delle proprie azioni», ha aggiunto la seconda carica dello Stato.

Parole di sostegno ai giornalisti, mentre davanti a Montecitorio si svolgeva il presidio convocato dalla Fnsi per protestare contro i tagli all'editoria, sono giunte anche da altri parlamentari. Riproponiamo di seguito i loro interventi.

Editoria: Pd "governo imbavaglia informazione, 10 mila posti a rischio"
«Il governo gialloverde, con la sua furia distruttrice, mette il bavaglio all'informazione. Il taglio ai fondi per l'editoria comprometterà l'esistenza dei giornali locali, di testate no profit, di cooperative di giornalisti, cioè toglierà l'ossigeno a chi dà voce alle piccole comunità». Lo dichiarano le deputate e i deputati del Partito Democratico che questa mattina si sono recati al presidio organizzato dalla Federazione Nazionale della Stampa per portare la solidarietà alla categoria mobilitata contro i tagli all'editoria del maxiemendamento alla Legge di Bilancio.
«L'azzeramento voluto dai 5 Stelle, e sottoscritto dalla Lega, porterà non solo a una pericolosa riduzione del pluralismo dell'informazione e una lesione del diritto dei lettori ad essere informati, ma – spiegano – un vero e proprio crollo occupazionale. Oltre diecimila posti di lavoro verranno cancellati da chi ha deciso di colpire l'articolo 21 della Costituzione. Per loro nessuna dignità, forse solo la speranza di un reddito di cittadinanza che non arriverà mai».
«Le preoccupazioni dei giornalisti sono quelle di ogni cittadino che rivendica il rispetto della Carta Costituzionale e il diritto ad essere informato.  Continueremo la battaglia in Parlamento – concludono – per contrastare quella che è divenuta una guerra dell'esecutivo alle voci libere, al dissenso, alla libera informazione». (Agi)

Editoria: Delrio (Pd), disegno oscurantista Lega-M5s, no bavaglio
«Il taglio dei fondi all'editoria da parte del governo Salvini-Di Maio non sorprende. È l'ennesima dimostrazione della volontà della maggioranza di cancellare le voci critiche e autonome, di quel disegno intimidatorio che abbiamo già visto all'opera con autorità indipendenti e quanti rifiutano di allinearsi alla propaganda 'del balcone'». Così il capogruppo del Pd Graziano Delrio esprime solidarietà alle giornaliste e ai giornalisti in presidio contro i tagli al fondo dell'editoria.
«La libertà di informazione sancita esplicitamente dalla Costituzione – prosegue Delrio – è pilastro della democrazia e provare a smantellarla con azioni e norme tanto più odiose in quanto causa di migliaia di licenziamenti di giornalisti e addetti del settore, equivale a mettere a rischio gli stessi connotati del sistema democratico. L'intento oscurantista di Lega e 5 stelle rende cieca la maggioranza anche rispetto all'insostituibile ruolo che le testate territoriali, spesso edite da associazioni e cooperative no profit con consolidato radicamento, svolgono all'interno della società locali ai fini di preservarne il senso di appartenenza, i legami, lo spirito di comunità. Continueremo in Parlamento ad opporci al taglio dei finanziamenti proprio per contrastare la logica del bavaglio e per consentire a questi giornali di continuare a dare voce alle loro comunità». (Agi)

Editoria: Rampi (Pd), azzerare fondo è atto antidemocratico
«Il fondo per il pluralismo dell'informazione è uno strumento di democrazia che garantisce la possibilità di avere voci libere anche in piccoli territori e pluralità di voci e di non restringere il campo dell'informazione solo a grandi gruppi economici e al pensiero unico. Azzerarlo è un atto antidemocratico e antiliberale mascherato con il mito del libero mercato. L'informazione non è una merce. Stanno mettendo a tacere voci importanti per tante comunità, lasciando a casa migliaia di lavoratori». Lo dichiara il senatore del Pd Roberto Rampi, componente Commissione Cultura a Palazzo Madama. (Ansa).

Editoria: Piero De Luca (Pd), inaccettabile taglio dei fondi. Emendamento governo comporterà perdita posti lavoro
«L'emendamento proposto dal Governo Lega-M5S, che si appresta ad essere inserito nella Legge di Bilancio, comporterà nel settore giornalistico la perdita di migliaia di posti di lavoro. Non saranno penalizzati i grandi colossi dell'informazione, ma le testate minori, i quotidiani locali, quelli delle parrocchie e delle associazioni, le testate delle radio private con attività informativa di interesse generale». È quanto afferma, in una nota, il deputato del Pd, Piero De Luca.
«Tutto ciò significa anzitutto attaccare l'art. 21 della Costituzione, in quanto la libertà di informazione è essenziale per il funzionamento della nostra democrazia. Ma non solo. Tagliare i fondi all'editoria vuol dire mandare a casa migliaia di lavoratori, quasi tutti precari. Le testate a rischio chiusura soltanto in Campania sono sette, con decine di giovani che rischiano di trovarsi nel prossimo anno senza un posto di lavoro. Non lo permetteremo», aggiunge De Luce.
«Il Ministro della disoccupazione aveva annunciato una lotta al precariato, ma sta facendo esattamente il contrario. Se qualcuno pensa che l'Italia possa reggersi soltanto su un'ipotesi inventata di reddito di cittadinanza, credo abbia un'idea del Paese sbagliata! Per queste ragioni, saremo al fianco dei giornalisti, dei professionisti  dell'informazione, dei giovani precari costretti a scendere in Piazza per tutelare i propri diritti», conclude il deputato, capogruppo del PD in commissione Politiche europee. (Ansa)

Manovra: Fornaro (LeU), battaglia per difesa libertà stampa
«Quella contro l'emendamento in manovra che taglia i fondi ai giornali è una battaglia giusta, una battaglia non solo in difesa dei posti di lavoro ma di un pezzo importante della libertà nel nostro Paese». Lo afferma Federico Fornaro, capogruppo di Leu alla Camera, conversando con i giornalisti a margine del sit-in promosso da Fnsi, Ordine dei giornalisti e Articolo 21 contro i tagli all'editoria a cui ha partecipato con Stefano Fassina.
«I tagli colpiscono dall'Avvenire al Manifesto passando per tanti quotidiani locali gestiti da numerose cooperative: un pezzo della libertà di stampa viene messo in discussione. Una ritorsione contro la libertà di stampa visto che non si produce neppure un risparmio, dato che il fondo per il pluralismo rimarrebbe ma verrebbe gestito, guarda caso, direttamente da palazzo Chigi. Per modificare questa vera e propria aggressione – aggiunge Fornaro – faremo una battaglia insieme alle opposizioni. Mi auguro che alla fine i tagli si possano evitare perché oltre ad essere un errore metterebbero in discussione un pezzo della storia del giornalismo e del Paese». (Ansa)

Editoria: Rotta (Pd), rappresaglia dell'esecutivo gialloverde
«L'esecutivo gialloverde sta mettendo in atto una vera e propria rappresaglia nei confronti dell'informazione e dei suoi operatori, a tutto detrimento delle cittadine e dei cittadini che saranno privati del diritto ad essere informati». Lo dichiara Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico, esprimendo solidarietà alle giornaliste e ai giornalisti in presidio contro i tagli al fondo dell'editoria.
«La libertà di stampa viene minata dall'esecutivo con parole e fatti. Sono passati dall'attacco diretto alla stampa, dagli insulti e la delegittimazione dei giornalisti, a una ritorsione volta a mettere il bavaglio per legge. L'azzeramento del fondo per l'editoria – spiega la deputata Dem – andrà a danneggiare le realtà editoriali più piccole, espressioni di minoranze culturali, linguistiche e religiose, veri e propri presidi locali dell'informazione, in pratica tutte quelle realtà non abbastanza attrattive da un punto di vista di numeri da parte del mercato dell'informazione e della pubblicità, la cui sopravvivenza dipende dal sostegno pubblico. Se non si corre ai ripari verranno non solo cancellate le tante voci delle nostre comunità, ma si avrà anche una drammatica ricaduta occupazionale, il tutto senza portare alcun beneficio alle casse dello Stato. Noi deputati siamo chiamati a sanare un vulnus democratico e a difendere un diritto costituzionalmente sancito, su cui è stato costretto a intervenire anche il Presidente della Repubblica. È in atto una guerra alle voci libere, al dissenso, alla libera informazione. La battaglia delle giornaliste e dei giornalisti – conclude Rotta – è una battaglia di tutti». (Agi)

Editoria: Fratoianni, M5s-Lega massacrano giornali provincia
« Dovevano zittire i burocrati della Ue. Alla fine il governo Lega-M5S si accontenta di massacrare quei giornali e quei giornalisti delle cooperative editoriali della provincia italiana, e cerca di chiudere la voce ai giornali come Avvenire e Manifesto e Radio Radicale». Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali. «Una bella prova di rispetto del pluralismo e della libertà d'informazione – conclude il leader di SI – Davvero bravi...» (Ansa)

Editoria: Carfagna, giusto tagli sprechi no rivalsa su giornalisti
«Tagliare gli sprechi e le spese improduttive è un intento sacrosanto, che noi di Forza Italia condividiamo pienamente. Ma è sbagliato confondere questo con la minaccia di chiudere dal 2020 molti quotidiani, tv private, emittenti radio e stampa regionale, una rete di informazione, talvolta no profit, che garantisce la pluralità dell'informazione. Con i tagli all'editoria contenuti nella Manovra si restringe ulteriormente il perimetro della libertà di stampa e lo si fa aggravando la crisi di un settore cruciale già duramente colpito dalla crisi e dalle trasformazioni di sistema. È una proposta che ha il sapore della rivalsa». Così Mara Carfagna, vice presidente della Camera e deputata di Forza Italia. (Agi)

Editoria: Zingaretti «no tagli, informazione va difesa a spada tratta»
«No ai tagli all'editoria da parte del Governo Lega-M5S. Questo esecutivo vuole mettere il bavaglio alla libertà di stampa. L'informazione è un costo della democrazia, e in quanto tale va sostenuto e difeso a spada tratta». Lo scrive in una nota il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. (Agi)

Editoria: Boeti, tagli mettono in ginocchio settore Piemonte
Mozione bipartisan chiede di ritirare norma e aprire confronto
Una mozione bipartisan – primo firmatario il capogruppo del Pd, Domenico Ravetti – è stata presentata questa mattina in Consiglio regionale del Piemonte per chiedere alla giunta di attivarsi contro il taglio dei fondi all'editoria previsti dalla Legge di Bilancio.
«Condivido gli appelli rivolti in questi giorni dagli editori al presidente del Consiglio dei Ministri Conte e al presidente della Repubblica Mattarella – afferma il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Nino Boeti, che ha sottoscritto il documento –. La norma inserita nella Legge di Bilancio non ha nulla a che vedere con la riforma del settore editoriale, riforma auspicata dagli stessi operatori. Si ritirino i tagli e si apra subito un Tavolo di confronto con tutte le categorie del settore editoriale per rivisitare le politiche di sostegno da parte dello Stato, favorendo l'innovazione e tutelando l'occupazione».
Boeti ricorda che il Piemonte vanta da sempre una grande ricchezza editoriale, con circa 50 settimanali locali fortemente radicati sui territori di tutta la Regione che danno lavoro a centinaia di giornalisti, senza contare l'indotto. «La norma della Legge di Bilancio – conclude – potrebbe quindi causare gravi danni alla filiera dell'editoriale locale». (Ansa)

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