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Internazionale | 17 Mag 2018
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Consiglio d'Europa: pubblicato il rapporto 2018 su democrazia, diritti umani e stato di diritto

In primo piano la libertà di espressione con la richiesta agli Stati di applicare le raccomandazioni sulla protezione del giornalismo e la sicurezza dei giornalisti. «Critiche all'Italia per la permanenza della misura del carcere in caso di diffamazione», evidenzia la professoressa Marina Castellaneta.
Una riunione del Consiglio d'Europa

Indipendenza della magistratura, libertà di espressione, di riunione e di associazione, funzionamento delle istituzioni democratiche e società inclusive: sono i temi al centro del V rapporto annuale sulla situazione della democrazia, dei diritti umani e dello stato di diritto in Europa, pubblicato il 16 maggio dal Segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjørn Jagland.
Il rapporto, come spiega sul suo blog la professoressa Marina Castellaneta, è articolato in cinque capitoli che documentano la situazione negli Stati membri del Consiglio d'Europa tenendo conto delle conclusioni di organi come la Corte europea dei diritti dell'uomo, l'Assemblea parlamentare, il Commissario per i diritti umani, la Commissione di Venezia.
In primo piano, la libertà di espressione con la richiesta agli Stati di applicare la raccomandazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa sulla protezione del giornalismo e la sicurezza dei giornalisti. «Non bastano le leggi – si osserva nel documento – ma è fondamentale che vengano applicate, da parte dei giudici nazionali, in linea con la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo in materia di libertà di stampa».
Per l'Italia, il Segretario generale critica la permanenza della misura del carcere per i giornalisti, previsto nei casi di diffamazione. «Un disegno di legge – scrive Jagland – finalizzato ad abolire il carcere giace da anni in parlamento, senza che si arrivi ad una sua approvazione». Un giudizio positivo, invece, sull'adozione della legge a protezione dei whistleblowers.

L'articolo in versione integrale è disponibile sul blog della professoressa Marina Castellaneta.

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