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Osservatorio sui media | 10 Gen 2012
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Fnsi: “Una situazione grave che mina norme fondamentali” Iniziativa per espellere Orban dal Partito popolare europeo

Un sit-in organizzato dalla Federazione Nazionale della Stampa per protestare contro la stretta all'informazione in Ungheria. Si è svolto nel pomeriggio dell’11 gennaio davanti all'Ambasciata ungherese a Roma alla presenza del segretario del sindacato Franco Siddi e del presidente Roberto Natale e, tra gli altri, di rappresentanti di Articolo 21, dei Radicali, dell'Ordine dei giornalisti, del gruppo 'AnnaViva', e di reporter ungheresi che lavorano a Roma.

Un sit-in organizzato dalla Federazione Nazionale della Stampa per protestare contro la stretta all'informazione in Ungheria. Si è svolto nel pomeriggio dell’11 gennaio davanti all'Ambasciata ungherese a Roma alla presenza del segretario del sindacato Franco Siddi e del presidente Roberto Natale e, tra gli altri, di rappresentanti di Articolo 21, dei Radicali, dell'Ordine dei giornalisti, del gruppo 'AnnaViva', e di reporter ungheresi che lavorano a Roma.

Ai manifestanti - riferiscono le stesse associazioni - l'Ambasciata ha consegnato una nota nella quale si ribadisce la legittimità della normativa contestata, ma al contempo si garantisce la disponibilità al dialogo.''
La vicenda ungherese è grave perché vengono minati i principi della Carta fondamentale dell'Unione Europea e la Convenzione dei diritti dell'uomo - ha sostenuto Siddi -. La nuova Costituzione, entrata in vigore all'inizio dell'anno, ha ulteriormente aggravato un quadro già reso buio dalla legge sui media. Gli effetti sono già sotto gli occhi di tutti: due giornalisti del servizio pubblico licenziati per aver espresso opinioni politiche personali e la radio antigovernativa Klubradio privata della licenza''.
Siddi ha ricordato che l'iniziativa ha avuto eco anche all'estero. ''Ci hanno telefonato colleghi ungheresi che sono in sciopero della fame - ha reso noto il segretario Fnsi – e abbiamo raccolto l'adesione di colleghi tedeschi che stanno svolgendo iniziative analoghe in Germania. Inoltre domani la Federazione internazionale rilancerà le richieste di intervento alla Unione Europea''.
''Con Savino Pezzotta - scrive il deputato dell'Udc Enzo Carra nel suo blog - ho aderito alla manifestazione dei giornalisti chiedendo l'espulsione dal Partito popolare europeo, del quale è vicepresidente, del primo ministro magiaro Viktor Orban''.
''Ai colleghi ungheresi - aggiunge il senatore dell'Idv Stefano Pedica - esprimo tutta la mia vicinanza e, come vice presidente della commissione Ue del Senato, scrivero' sia al Parlamento europeo che al governo Ungherese per protestare contro un sistema che vuole privare la libertà di stampa. In Italia ha provato a farlo Berlusconi, ma è andato a casa.
Invitiamo il parlamento ungherese a rivedere immediatamente l'articolo della Costituzione da pochi giorni entrata in vigore.
Ai parlamentari ungheresi che stanno protestando con lo sciopero della fame dico di non arrendersi e di sensibilizzare con la loro protesta tutta l'opinione pubblica europea e mondiale''.  (ROMA, 11 GENNAIO - ANSA) UNGHERIA: CARRA (UDC), ADERISCO A PRESIDIO FNSI DAVANTI AMBASCIATA
CON PEZZOTTA CHIEDIAMO ESPULSIONE DA PPE DEL PREMIER ORBAN
''La Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) ha preso l'iniziativa di un presidio davanti all'ambasciata ungherese a Roma. L'iniziativa vuole denunciare le violazioni alla libertà di stampa e alla stessa democrazia nel paese danubiano. Con Savino Pezzotta ho aderito alla manifestazione dei giornalisti chiedendo l'espulsione dal Partito popolare europeo, del quale è vicepresidente, del primo ministro magiaro Viktor Orban.''. Lo scrive Enzo Carra (Udc) nel suo blog.  (ROMA, 11 GENNAIO – ADNKRONOS) UNGHERIA: CONSIGLIO D'EUROPA, CALPESTATI I DIRITTI UMANI
Le recenti riforme costituzionali in Ungheria "non tengono conto dei principi essenziali dei diritti umani". Lo sostiene il Commissario per i diritti dell'uomo del Consiglio d'Europa Thomas Hammarberg, secondo il quale in Ungheria "è in pericolo la democrazia, è in pericolo la libertà di espressione, oltre che l'indipendenza del potere giudiziario. Persino la libertà di culto è messa in discussione". Il quadro è quindi "molto preoccupante e suscita viva inquietudine". Hammarberg ha indirizzato una lettera aperta al ministro degli Esteri ungherese, invitandolo a rivedere le nuove leggi "coercitive persino della libertà di coscienza oltre che dei diritti fondamentali". Ma la risposta del ministro, fa sapere il Commissario, "non ha fugato le nostre gravi preoccupazioni".
La nuova legge, spiega Hammarberg, "priva i cittadini della libertà di culto. Le comunità religiose non riconosciute dallo stato vengono private dei diritti e dei privilegi di cui godevano prima in Ungheria. Adesso si imbattono in ostacoli giuridici e procedurali insormontabili per ottenere il nuovo statuto di Chiesa". Che "il Parlamento decida se una confessione religiosa merita di essere riconosciuta, che un organo politico decida sulla legittimità delle convinzioni religiose, non è compatibile col dovere di neutralità e imparzialità dello stato", ha aggiunto Hammarberg, che già da diversi mesi esprime alle autorità ungheresi le proprie preoccupazioni per le conseguenze che le nuove norme costituzionali - adottate tra i mesi di giugno e dicembre del 2010 - avranno sulla vita del paese e sui suoi rapporti con l'Europa.
"Non sono più garantiti, prosegue il Commissario, la libertà dei media e il pluralismo politico", e "nonostante gli emendamenti apportati alla costituzione nello scorso mese di marzo, i problemi relativi alle libertà fondamentali persistono. Anche perché continuano a essere limitati i poteri della Corte costituzionale e del Difensore civico". "Questa carenza - conclude il Commissario - porta l'Ungheria fuori dal sistema democratico, che comporta l'efficienza di istituzioni che costituiscano freni e contrappesi al potere esecutivo". (STRASBURGO, 12 GENNAIO - AGI) PER LA LIBERTÀ DI INFORMAZIONE IN UNGHERIA. PER LA CREDIBILITÀ DELLE ISTITUZIONI D'EUROPA
FNSI: SIT-IN DI PROTESTA ALL'AMBASCIATA DI VIA DEI VILLINI
L’informazione sta subendo in Ungheria una pericolosissima stretta autoritaria. La nuova Costituzione, entrata in vigore all’inizio dell’anno, ha ulteriormente aggravato un quadro già reso buio dalla legge sui media. Siamo all’asservimento del servizio pubblico, alla centralizzazione in mano governativa della diffusione delle notizie, all’epurazione di centinaia di giornalisti, alla chiusura delle poche voci informative indipendenti (Klubradio si è vista ritirare la licenza). I giornalisti ungheresi non possono essere lasciati soli: abbiamo il dovere di far sentire loro la solidarietà efficace non solo dei colleghi italiani, ma di quei movimenti e associazioni che in questi anni, nella società italiana, hanno difeso con impegno il diritto dei cittadini ad essere informati e si sono battuti contro ogni bavaglio.
La Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti italiani, chiama tutti e tutte coloro che abbiano a cuore l’informazione libera a partecipare al sit-in che si terrà mercoledì 11 gennaio, dalle ore 17, davanti all’Ambasciata d’Ungheria a Roma (via dei Villini 12). Non si tratta soltanto di difendere l’informazione indipendente in Ungheria, per quanto importante. Questo è un passaggio cruciale per la credibilità stessa delle istituzioni europee. L’Unione non può vivere esclusivamente di parametri economici. Se l’Europa vuole avere un senso per i suoi cittadini, deve dimostrare di saper proteggere valori almeno altrettanto fondamentali quanto la stabilità finanziaria. Contro un governo che con le sue azioni si colloca fuori dai patti della Carta fondamentale europea, è il momento che l’Unione faccia sentire forte la sua iniziativa. ROMA, 8 GENNAIO 2012 GLI ASCOLTATORI DI KLUBRADIO E I COLLEGHI UNGHERESI SONO GRATI AI GIORNALISTI ITALIANI
Gli ascoltatori di Klubradio sono grati ai giornalisti italiani che con un sit-in protestano avanti all’ambasciata ungherese contro l’eliminazione subdola e spietata della libertà di stampa. La posizione dei giornalisti italiani accende una piccola speranza nei nostri radioascoltatori e rafforza la loro convinzione che le persone impegnate a sostenere i valori democratici possono fare molto in Europa e non lasciano che i cittadini di uno Stato membro dell’UE vengano privati dei loro diritti garantiti dai trattati europei.
I giornalisti ungheresi sono altresì grati ai loro colleghi italiani per aver attirato l’attenzione dell’opinione del mondo sulla realtà che senza la libertà di stampa, senza un servizio pubblico indipendente non c'è democrazia.
In Ungheria, tutte le persone informate sanno, perché sono proprio i colleghi italiani in prima linea a manifestare. 10 GENNAIO 2012

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